La CUB proclama lo stato di agitazione alla Cooperativa CFT in vista della cessione di un ramo d’azienda a un’altra cooperativa toscana, chiedendo l’apertura di un tavolo prefettizio e avviando le procedure previste per arrivare allo sciopero.

La CUB dichiara lo stato di agitazione nella Cooperativa CFT e, con una lettera alle Prefetture e alla Commissione nazionale di Garanzia, dà inizio alla procedura di legge per arrivare allo sciopero e, prima ancora, esperire il tentativo di conciliazione previsto dalle normative di legge.
Partita la procedura per espletare la procedura di raffreddamento/tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 2, comma 2, della 146/90, è bene spiegare l’oggetto del contendere.
Il personale CFT appartenente al ramo Facility, tra cui dipendenti del verde, delle pulizie, dei cimiteri e delle manutenzioni edili, è interessato alla cessione di ramo di azienda alla cooperativa Manutencoop di Pontedera. Nel corso di alcuni incontri, tenutisi tardivamente per deliberata scelta di CFT, la CUB ha chiesto di avere documentazione inerente il passaggio di personale da cooperativa a cooperativa, inviando giorni or sono alcune diverse rivendicazioni sindacali emerse dall’assemblea dei lavoratori.
Queste rivendicazioni, ancora oggi senza risposta, partono dalla necessità di assumere il personale a tempo determinato prima del passaggio a nuova cooperativa e, ove non sia possibile questa scelta, che i contratti a tempo determinato possano avere la precedenza assoluta nelle future assunzioni.
Molti lavoratori contestano l’eccessiva fretta con cui CFT vuole cedere il ramo di azienda senza prima avere vagliato tutti i contratti individuali, i livelli, le voci stipendiali, la presenza eventuale di superminimo, ecc. La fretta è accompagnata da una proposta di accordo campale che porrebbe fine a ogni futura rivendicazione da parte dei lavoratori, sia rispetto alla cooperativa cedente che a quella acquirente.
Ci sono poi in ballo le somme per completare il pagamento della quota socio a CFT, che in molti casi rappresentano cifre non indifferenti. L’idea che poi i lavoratori debbano essere costretti a diventare soci anche della nuova cooperativa non piace a tanti che hanno dovuto pagare 10 mila euro di iscrizione a CFT, rinunciare a quattordicesime mensilità nel passato come forma di solidarietà dei soci alla cooperativa, alle prese con situazioni debitorie preoccupanti, frutto di scelte aziendali passate ed estranee agli interessi dei soci stessi.
La CUB invita tutte le organizzazioni sindacali a unirsi per impedire la firma di accordi che avrebbero solo ripercussioni negative sulla forza lavoro. Non siamo contrari alla cessione di ramo di azienda se questa è la sola soluzione per salvaguardare i posti di lavoro; siamo invece contrari alla ipotesi che tale cessione comporti perdita di salario, di diritti acquisiti, senza garantire ai precari un posto di lavoro.
Lo stato di agitazione e il tavolo prefettizio restano i soli strumenti per arrivare allo sciopero e far valere i nostri diritti.
CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE PISA
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