Assistenti sociali verso lo sciopero

Riprende lo stato di agitazione degli assistenti sociali ex dipendenti della SdS Zona Pisana. La Cub Pubblico Impiego chiede la convocazione in Prefettura per il tentativo di conciliazione, denunciando carenze di organico, carichi di lavoro insostenibili e spettanze economiche non corrisposte.

Riprende lo stato di agitazione con la richiesta di convocazione in Prefettura per esperire il tentativo di conciliazione e andare allo sciopero delle assistenti sociali.

A giugno 2026 inviavamo una nota sotto riportata.

Ad oggi, 23 settembre 2026, la situazione degli Assistenti Sociali ex dipendenti della SdS Zona Pisana, già ampiamente descritta in diverse forme e sedi, è divenuta oltremodo insostenibile e, per questo, si rende necessario non solo prorogare lo stato di agitazione, ma chiedere un tavolo atto ad espletare le procedure di raffreddamento ai sensi delle normative vigenti (art. 2, comma 2, della 146/90).

I lavoratori e le lavoratrici con qualifica di Assistenti Sociali hanno inviato varie note per segnalare le innumerevoli criticità, senza mai ricevere riscontro formale.

Nel frattempo si sono acuiti i problemi di organico, considerando che le 4 unità assenti per maternità non sono state sostituite in alcuna maniera. Inoltre, delle 26 unità con qualifica di Assistente Sociale, di cui 4 non sostituite, 2 hanno competenze zonali e 1 unità è attualmente in distacco funzionale.

La situazione sopra descritta rappresenta la conferma del mancato rispetto degli accordi assunti in sede Prefettizia.

I carichi di lavoro risultano sempre meno sostenibili, specie per le richieste di primo accesso. A ciò va aggiunto che siamo ben lontani dal raggiungimento dei LEPS, poiché si continua a ridistribuire il carico di lavoro del personale assente temporaneamente e/o delle unità licenziatesi tra il personale in forza.

Ad oggi, il rapporto tra Assistenti Sociali e numero di abitanti, come stabilito dalla vigente normativa, non è rispettato; i tempi impiegati per adempiere alle richieste dell’utenza risultano pertanto più lunghi del previsto/necessario.

Alla luce di queste considerazioni, l’impegno che i vari Enti locali si sono assunti congiuntamente alla SdS per la soluzione delle numerose criticità è rimasto sostanzialmente inevaso.

I carichi di lavoro insostenibili espongono i lavoratori e le lavoratrici a rischi oggettivi, anche a causa dell’acuirsi delle problematiche sociali.

È doveroso aggiungere che, ad oggi, anche parte delle spettanze economiche dovute al personale ex SdS, per quanto concerne la produttività, non risultano corrisposte.

Alla luce di queste considerazioni, la Cub Pubblico Impiego, a fronte di risposte inadeguate e mancate assunzioni di responsabilità da parte delle Autorità preposte, ritiene improcrastinabile lo sciopero degli Assistenti Sociali ex dipendenti SdS e chiede l’immediata apertura delle procedure previste dalle normative vigenti.

A seguire la nota inviata nel Giugno 2026:

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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