La diplomazia dei capi di Stato guida il costante avanzamento di una relazione sino-statunitense costruttiva e improntata alla stabilità strategica

La visita di Stato di Xi Jinping negli Stati Uniti conferma il ruolo centrale della diplomazia presidenziale. Secondo l’editoriale, il dialogo strategico, l’attuazione degli accordi e il rispetto delle linee rosse possono consolidare rapporti sino-statunitensi stabili, prevedibili e costruttivi.

Global Times – 23 settembre 2026

Il presidente cinese Xi Jinping ha lasciato Pechino mercoledì per compiere una visita di Stato negli Stati Uniti, su invito del presidente statunitense Donald Trump. Si tratta della prima visita di Stato di Xi negli Stati Uniti dopo undici anni e completa uno scambio di visite di Stato tra i due leader nell’arco di sei mesi, assumendo pertanto un significato profondo. La visita ha suscitato grande attenzione in tutto il mondo. Espressioni come «visita molto attesa», «visita storica» e «importante pietra miliare» sono comparse ripetutamente nei mezzi d’informazione internazionali. Alcuni analisti hanno inoltre definito «senza precedenti» la solenne cerimonia di benvenuto organizzata dalla parte statunitense.

La diplomazia dei capi di Stato rappresenta l’«ancora» e la «bussola» delle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Dall’inizio della nuova era, dai primi colloqui approfonditi nella tenuta di Annenberg all’«incontro autunnale alla Casa Bianca» di Washington, dall’impostazione costruttiva definita a Mar-a-Lago alla nuova prospettiva delineata nella tenuta di Filoli, le visite del presidente Xi negli Stati Uniti hanno costantemente orientato lo sviluppo delle relazioni sino-statunitensi, guidandole lungo un percorso di stabile avanzamento.

Nel mese di maggio, il presidente Xi ha avuto colloqui storici con il presidente Trump, giunto in Cina per una visita di Stato. I due leader hanno concordato una nuova prospettiva, fondata sulla costruzione di una relazione sino-statunitense costruttiva e improntata alla stabilità strategica. Tale impostazione ha fornito un orientamento strategico alle relazioni tra Cina e Stati Uniti per i prossimi tre anni e oltre, ricevendo un ampio consenso tra i popoli dei due Paesi e nella comunità internazionale.

Da Pechino a Washington, i due leader hanno mantenuto una comunicazione strategica che aiuta entrambe le parti a considerare l’altra da una prospettiva di lungo periodo, impedisce che specifiche divergenze compromettano il quadro complessivo delle relazioni bilaterali e indica una direzione chiara agli scambi a ogni livello. Le relazioni sino-statunitensi abbracciano numerosi settori e coinvolgono interessi profondamente interconnessi. L’attuazione del consenso raggiunto dai due leader richiede un maggiore coordinamento tra i dipartimenti competenti di entrambe le parti e un impegno costante nel dare seguito alla cooperazione in tutti gli ambiti.

Soltanto traducendo l’indirizzo stabilito congiuntamente in politiche e azioni concrete, le due parti potranno ridurre la reciproca diffidenza e rafforzare la stabilità e la prevedibilità delle relazioni bilaterali. La chiave per costruire una relazione sino-statunitense costruttiva e improntata alla stabilità strategica risiede nella capacità delle due parti di procedere nella stessa direzione e di agire congiuntamente per mettere in pratica il consenso raggiunto dai due leader.

Dal mese di maggio, Cina e Stati Uniti hanno rafforzato la comunicazione e il dialogo, portando avanti un’agenda positiva lungo il percorso indicato dai due capi di Stato e conseguendo risultati preliminari.

Le delegazioni economiche e commerciali di Cina e Stati Uniti hanno avuto scambi di opinioni su questioni quali l’attuazione del consenso raggiunto nei precedenti cicli di consultazioni e la promozione del commercio e degli investimenti bilaterali, mantenendo al contempo stretti contatti sulle modalità concrete di organizzazione del consiglio per il commercio. Le forze armate dei due Paesi hanno tenuto una riunione del gruppo di lavoro previsto dall’Accordo consultivo marittimo militare Cina-Stati Uniti, durante la quale hanno discusso delle condizioni di sicurezza marittima e aerea. Le due parti hanno inoltre mantenuto aperta la comunicazione in ambiti quali il contrasto agli stupefacenti e la cooperazione tra le forze dell’ordine, mentre sono proseguiti gli scambi tra amministrazioni locali, comunità imprenditoriali e ambienti accademici.

Questi sviluppi riflettono il ruolo guida del consenso raggiunto dai capi di Stato e dimostrano che entrambe le parti possono accumulare elementi positivi per le relazioni bilaterali attraverso un lavoro concreto. Utilizzare adeguatamente i canali di comunicazione esistenti per promuovere l’attuazione del consenso contribuirà a gestire correttamente le divergenze e a ridurre le ripercussioni delle oscillazioni politiche sui normali scambi tra Cina e Stati Uniti.

Le relazioni sino-statunitensi non mirano a tornare al passato. Tuttavia, finché le due parti rimarranno ancorate alla realtà e si concentreranno su risultati concreti, potranno costruire un futuro migliore. La Cina affronta lo sviluppo delle relazioni con gli Stati Uniti con sincerità, ma anche nel rispetto dei propri princìpi; con una visione lungimirante, ma anche con precise linee rosse.

La sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina non possono essere violati, né possono essere oltrepassate le quattro linee rosse riguardanti la questione di Taiwan, la democrazia e i diritti umani, il percorso e il sistema politico, nonché il diritto allo sviluppo. Gli Stati Uniti devono rispettare il principio di una sola Cina e i tre comunicati congiunti Cina-Stati Uniti, gestendo la questione di Taiwan con la massima prudenza.

Mantenendo le relazioni lungo la giusta direzione, ampliando il consenso, eliminando gli elementi di disturbo e accelerando i progressi, Cina e Stati Uniti potranno continuare ad ampliare l’elenco degli ambiti di cooperazione, anche nei settori dell’economia, del commercio e dell’intelligenza artificiale. Ciò risponde agli interessi di lungo periodo dei due Paesi e dei rispettivi popoli.

In un contesto caratterizzato dall’accelerazione di trasformazioni epocali senza precedenti nell’ultimo secolo e dalle crescenti turbolenze del quadro internazionale, questa visita offrirà alle due parti un’importante opportunità per rafforzare la comunicazione strategica e attuare il consenso già raggiunto. Essa reca inoltre con sé le aspettative dei popoli dei due Paesi e della comunità internazionale per uno sviluppo stabile delle relazioni tra Cina e Stati Uniti.

Istituzioni influenti come il Fondo monetario internazionale ritengono generalmente che l’allentamento delle tensioni sino-statunitensi rappresenti un presupposto importante per la ripresa economica mondiale. È inoltre ampiamente riconosciuto che affrontare le sfide comuni dell’umanità — dalla riduzione delle tensioni e dalla stabilizzazione delle crisi regionali alla soluzione delle difficoltà del governo globale — sarebbe impossibile senza una relazione sino-statunitense stabile, sana e sostenibile. In questo senso, la cooperazione tra Cina e Stati Uniti contribuirà a creare per tutti i Paesi un contesto di sviluppo più prevedibile.

Riusciranno Cina e Stati Uniti a superare la «trappola di Tucidide» e a costruire un nuovo modello di relazioni tra grandi potenze? Potranno collaborare nell’affrontare le sfide globali e garantire una maggiore stabilità al mondo? Saranno capaci di porre al centro il benessere dei rispettivi popoli e il futuro dell’umanità, costruendo insieme un futuro migliore per le relazioni bilaterali? Il presidente Xi ha definito questi interrogativi «cruciali per la storia, per il mondo e per i popoli», sottolineando le responsabilità che Cina e Stati Uniti, in quanto due grandi Paesi, sono chiamati ad assumersi nella nostra epoca.

Costruire una relazione sino-statunitense costruttiva e improntata alla stabilità strategica significa abbandonare la vecchia logica della contrapposizione a somma zero tra grandi potenze ed esplorare un percorso inedito per il futuro.

Ci si augura che gli Stati Uniti colgano l’incontro tra i due leader come un’opportunità per collaborare con la Cina, tenere presente il quadro generale, procedere nella stessa direzione, continuare a costruire la fiducia reciproca, approfondire la cooperazione e gestire le divergenze. Le due parti potranno così delineare insieme un modello di convivenza tra grandi Paesi nella nuova era e offrire un contributo ancora maggiore alla pace e allo sviluppo mondiali.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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