La RPDC respinge il Gruppo multilaterale di monitoraggio delle sanzioni e denuncia le pressioni di Stati Uniti e Occidente

Il Ministero degli Esteri della RPDC contesta la legittimità del Gruppo multilaterale di monitoraggio delle sanzioni guidato dagli Stati Uniti, difendendo la cooperazione economica con altri Paesi come esercizio di diritti sovrani garantiti da accordi bilaterali e multilaterali.

Pyongyang, 21 settembre (KCNA) — Lunedì, un portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha diffuso la seguente dichiarazione alla stampa:

Il comportamento insensato degli Stati Uniti e dell’Occidente sta nuovamente suscitando critiche e scherno nel mondo, poiché essi hanno apertamente ignorato i princìpi del diritto internazionale, imperniati sul rispetto della sovranità e sulla non ingerenza, e hanno cercato di salvare dal completo fallimento il sistema di sanzioni e pressioni contro la RPDC.

Recentemente, il cosiddetto «Gruppo multilaterale di monitoraggio delle sanzioni (MSMT)», guidato dagli Stati Uniti, ha fabbricato e pubblicato un «rapporto» nel quale censura le normali e reciprocamente vantaggiose relazioni di cooperazione economica tra la RPDC e altri Paesi, rivelando così chiaramente la propria vera natura di organizzazione dedita a tramare complotti, che presenta come anormale ciò che è normale e bolla come illegale ciò che è legittimo.

L’MSMT è un gruppo fantasma privo di qualsiasi legittimità quanto alla giustificazione e alle finalità della propria esistenza. I suoi atti illegali, compiuti sotto l’insegna dell’attuazione di una «risoluzione» delle Nazioni Unite, non sono altro che una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale e una beffa nei confronti della comunità internazionale.

L’isolato gruppo minoritario guidato dagli Stati Uniti non ha mai ricevuto il mandato né l’autorità di agire per conto delle Nazioni Unite, e le «risoluzioni» contro la RPDC confezionate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in flagrante violazione della sovranità e del diritto allo sviluppo di uno Stato sovrano, non sono mai state riconosciute dalla RPDC.

Ciò che l’MSMT, composto da pseudo-esperti ossessionati dall’elaborazione di sanzioni, ha fatto non è altro che escogitare ogni sorta di teoria del complotto sotto la direzione degli Stati Uniti; non vi è pertanto alcun margine per discutere dell’affidabilità e dell’obiettività dei documenti da esso prodotti.

Le relazioni di scambio e cooperazione della RPDC con altri Paesi non possono in alcun caso essere oggetto di interferenze o indagini da parte di terzi, poiché costituiscono esercizio di legittimi diritti sanciti da trattati e accordi bilaterali e multilaterali.

La Carta delle Nazioni Unite stabilisce, tra gli scopi fondamentali dell’ONU, lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base dei princìpi di uguaglianza e autodeterminazione; inoltre, la Dichiarazione relativa ai princìpi di diritto internazionale concernenti le relazioni amichevoli e la cooperazione tra gli Stati in conformità alla Carta delle Nazioni Unite, adottata con la Risoluzione 2625 dell’Assemblea Generale dell’ONU, specifica che nessun Paese o gruppo di Stati ha il diritto di interferire negli affari interni o esterni di altri Paesi.

Ciò che nelle attuali relazioni internazionali dovrebbe invece essere messo in discussione e respinto sono le cattive pratiche degli Stati Uniti e dell’Occidente, condotte apertamente in tutto il mondo in violazione degli scopi e dei princìpi della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’indipendenza politica e l’integrità territoriale di qualsiasi Paese.

Per quanto zelantemente gli Stati Uniti e l’Occidente ricorrano a ragionamenti capziosi, resta immutabile il fatto che l’MSMT non sia altro che uno strumento politico volto a garantire i loro specifici interessi e a esercitare pressioni sugli Stati sovrani.

Qualunque nuovo documento sanzionatorio possano confezionare le forze ostili e qualunque parvenza di «legalità» possano conferire alla loro illegale organizzazione cospirativa, esse non potranno spezzare la ferma volontà della RPDC di difendere pienamente i propri interessi fondamentali e di diventare più forte, né potranno arrestarne la costante tendenza allo sviluppo.

La RPDC, oggi come in futuro, non tollererà mai i tentativi malevoli delle forze ostili di vincolare e ostacolare lo sviluppo dello Stato e le normali relazioni di cooperazione reciproca tra Paesi indipendenti, ma li contrasterà con fermezza e difenderà pienamente la dignità dello Stato e i suoi interessi di sviluppo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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