Tô Lâm: la diplomazia popolare deve passare dalla buona volontà alla fiducia

Il leader ha indicato una nuova fase per la diplomazia popolare vietnamita: meno relazioni formali e maggiore capacità di costruire fiducia, mobilitare risorse, sostenere lo sviluppo nazionale e affiancare efficacemente la diplomazia di Partito e dello Stato.

VNA/VNS – 15 settembre 2026

HÀ NỘI — Mentre il Việt Nam entra in una nuova fase di sviluppo, la diplomazia popolare deve passare dalla coltivazione della buona volontà alla costruzione della fiducia, e dalla creazione di relazioni e reti alla generazione di risorse concrete per lo sviluppo nazionale.

La diplomazia popolare deve costruire progressivamente reti più profonde, capaci di mettere in collegamento i partner e mobilitare risorse, invece di limitarsi ad ampliare il numero delle relazioni.

Il segretario generale del Partito e presidente della Repubblica Tô Lâm ha formulato questa richiesta presiedendo martedì mattina ad Hà Nội un incontro con i rappresentanti del Presidium della VII legislatura dell’Unione vietnamita delle Organizzazioni di Amicizia (VUFO).

L’incontro è stato organizzato per riferire al segretario generale del Partito e presidente della Repubblica i risultati del VII Congresso Nazionale dell’Unione e proporre i principali orientamenti per il mandato 2026-2031.

Il massimo dirigente vietnamita ha affermato che la diplomazia popolare deve passare dalla semplice creazione di relazioni allo sviluppo di «legami concreti ed efficaci», capaci di contribuire al rafforzamento della potenza nazionale del Việt Nam.

Essa dovrebbe creare opportunità affinché organizzazioni, esperti e comunità vietnamiti, insieme ai partner internazionali, possano partecipare a iniziative capaci di produrre benefici reciproci.

Tô Lâm ha affermato che la diplomazia popolare può aprire «canali di dialogo supplementari e flessibili» e operare al fianco della diplomazia di Partito e della diplomazia di Stato per affrontare questioni complesse nelle relazioni con altri Paesi.

Essa dovrebbe inoltre sfruttare meglio il proprio accesso a fonti informative diversificate, verificandole e analizzandole per individuare le tendenze emergenti e fornire tempestivamente indicazioni al Partito e allo Stato, contribuendo così a tutelare gli interessi nazionali sin dalle prime fasi e da lontano.

Parallelamente all’ampliamento dei rapporti con parlamentari, accademici e amministratori delegati internazionali, la diplomazia popolare deve coltivare legami anche in altri ambiti, con particolare attenzione alle giovani generazioni.

Devono essere create condizioni favorevoli affinché intellettuali e imprenditori vietnamiti residenti all’estero possano contribuire allo sviluppo del Paese e diventarne ambasciatori di buona volontà.

«Legami più stretti tra le élite internazionali, i vietnamiti residenti all’estero e gli amici del Việt Nam nel mondo costituiranno una solida base per la diplomazia popolare», ha affermato.

Il massimo dirigente ha inoltre chiesto una comprensione più profonda del ruolo, della missione e della responsabilità della diplomazia popolare da parte di tutti i funzionari, dipendenti pubblici, membri e organizzazioni aderenti, sia a livello centrale sia locale.

Secondo Tô Lâm, i funzionari impegnati nella diplomazia popolare nella nuova era devono possedere una salda determinazione politica, competenze professionali, una buona padronanza delle lingue straniere e una spiccata capacità di comprendere gli sviluppi internazionali.

La VUFO deve svolgere un ruolo centrale fornendo consulenza al Comitato Centrale del Fronte della Patria del Việt Nam per coordinare le attività di relazioni esterne delle organizzazioni sociopolitiche, delle associazioni di massa e delle amministrazioni locali, ha aggiunto Tô Lâm.

Il leader vietnamita ha chiesto al Presidium della VII legislatura della VUFO di tradurre il proprio programma d’azione in misure concrete immediatamente dopo il Congresso, precisando che i compiti già pronti per essere attuati devono essere avviati senza indugio.

Ogni compito principale deve prevedere prodotti, risultati e responsabilità chiaramente definiti, accompagnati da un monitoraggio e da verifiche regolari, ha affermato.

In precedenza, il presidente della VUFO Phan Anh Sơn aveva riferito al massimo dirigente vietnamita sui risultati conseguiti dall’Unione durante il mandato precedente, sottolineando il passaggio da attività basate prevalentemente sugli scambi alla creazione di contenuti di carattere politico.

La rete ha integrato la diplomazia popolare nelle attività di politica estera di alto livello, contribuendo ad approfondire l’impegno diplomatico, rafforzare la fiducia politica e consolidare l’amicizia tra il Việt Nam e gli altri Paesi.

Anche la rete internazionale di amicizia si è ampliata ed è diventata più diversificata, concreta e approfondita, contribuendo a creare una base sociale favorevole alle relazioni esterne del Việt Nam.

Sơn ha tuttavia riconosciuto alcune carenze, tra cui il limitato contributo misurabile allo sviluppo economico, scientifico e tecnologico, una rete di partner non omogenea, il lento coinvolgimento di intellettuali, giovani imprenditori e personalità influenti e risultati diseguali tra le organizzazioni aderenti.

Ha inoltre illustrato cinque priorità per il mandato 2026-2031.

La VUFO rafforzerà innanzitutto il proprio ruolo centrale nella diplomazia popolare e fornirà consulenza al Comitato Centrale del Fronte della Patria del Việt Nam sulle strategie e sui programmi necessari a trasformarla in un autentico pilastro della diplomazia vietnamita.

L’Unione rinnoverà inoltre i propri approcci e metodi, concentrandosi su risultati concreti e misurabili capaci di sostenere direttamente lo sviluppo nazionale e locale.

La VUFO costruirà quindi una «rete di partner di nuova generazione», collegando più strettamente la diplomazia popolare agli interessi economici, tecnologici e di sicurezza del Việt Nam. Promuoverà una diplomazia volta a «conquistare i cuori», coinvolgerà personalità influenti all’estero e metterà in collegamento i giovani a livello globale attraverso specifici progetti di cooperazione.

La rete contribuirà inoltre a mobilitare risorse, tutelare gli interessi del Việt Nam nei consessi internazionali e affrontare le questioni complesse sin dalle prime fasi e da lontano.

Successivamente, la VUFO lavorerà per trasformare il soft power in risorse per lo sviluppo, passando dalla mobilitazione di breve periodo a partenariati di lungo termine.

L’Unione diversificherà le risorse finanziarie, tecnologiche, conoscitive e professionali provenienti dalle organizzazioni non governative straniere e dai partner internazionali, allineando la mobilitazione delle risorse alle priorità di sviluppo, alle esigenze locali e agli interessi nazionali.

Infine, la VUFO costruirà un’organizzazione snella ed efficace dal livello centrale a quello locale e formerà funzionari dotati di una solida determinazione politica e di competenze nelle nuove tecnologie, nelle lingue straniere, nel diritto internazionale e nelle economie e culture dei Paesi partner.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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