Al Vertice internazionale sullo spazio di Parigi, Tô Lâm ha proposto una nuova rete internazionale per condividere dati e capacità spaziali, promuovere sviluppo e resilienza e garantire un utilizzo pacifico, sicuro, sostenibile ed equo dello spazio extra-atmosferico.

PARIGI — Giovedì il segretario generale del Partito e presidente della Repubblica Tô Lâm ha proposto di collaborare con la Francia, le Nazioni Unite, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) e altri partner per studiare la creazione di una rete denominata «Spazio per lo sviluppo e la resilienza».
Intervenendo alla sessione tematica di alto livello dedicata alla costruzione di un nuovo spazio per un mondo in rapido cambiamento, nell’ambito del Vertice internazionale sullo spazio di Parigi, Tô Lâm ha affermato che la rete dovrebbe concentrarsi sulla condivisione e sulla valorizzazione dei dati spaziali a favore dello sviluppo, sul rafforzamento delle capacità necessarie a garantire un ambiente spaziale sicuro e sostenibile e sul collegamento tra ricerca, formazione, imprese e investimenti per sviluppare l’economia spaziale.
Secondo Tô Lâm, la rete potrebbe inizialmente concentrarsi sul Sud-Est asiatico, con il Việt Nam pronto a svolgere il ruolo di polo regionale di connettività.
Il leader vietnamita ha elogiato l’iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron di convocare il Vertice internazionale sullo spazio, affermando che esso offre ai Paesi l’opportunità di confrontarsi e di contribuire alla definizione di una nuova visione nella quale lo sviluppo delle capacità proceda di pari passo con la responsabilità e gli interessi nazionali siano armonizzati con quelli comuni della comunità internazionale.
Tô Lâm ha sottolineato che lo spazio extra-atmosferico è ormai diventato una componente essenziale della vita moderna e dell’economia, grazie ai satelliti, al telerilevamento, ai sistemi di posizionamento e ai dati spaziali utilizzati nelle comunicazioni, nei trasporti, nella gestione delle risorse, nella prevenzione delle catastrofi e nella risposta ai cambiamenti climatici.
Ha tuttavia osservato che il rapido sviluppo delle attività spaziali ha comportato anche nuove sfide legate ai detriti spaziali, al rischio di collisioni, al congestionamento delle orbite, all’assegnazione delle frequenze, alla militarizzazione, all’appropriazione dello spazio, ai divari tecnologici e al ruolo sempre più rilevante del settore privato.
Secondo il leader vietnamita, la comunità internazionale ha bisogno di un quadro di governance multilaterale capace di garantire che lo spazio extra-atmosferico rimanga pacifico, sicuro, sostenibile e accessibile a tutti, promuovendo al contempo l’innovazione e l’economia spaziale e trasformando i dati in conoscenze, servizi e decisioni migliori a beneficio della Terra.
Tô Lâm ha quindi illustrato cinque principi fondamentali sostenuti dal Việt Nam.
In primo luogo, lo spazio extra-atmosferico deve essere preservato per scopi pacifici, promuovendo il dialogo, la costruzione della fiducia, la prevenzione dei conflitti e di una corsa agli armamenti, senza minaccia o uso della forza.
In secondo luogo, le persone e lo sviluppo sulla Terra devono rimanere al centro dell’attenzione, attribuendo priorità ai sistemi di allerta precoce per le catastrofi, al monitoraggio climatico, alla gestione delle risorse e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
In terzo luogo, devono essere rispettati il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, ponendo l’ONU e il Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS) al centro della governance spaziale multilaterale e rafforzando al contempo il ruolo dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU).
In quarto luogo, deve essere garantita l’uguaglianza tra i Paesi sia nella partecipazione sia nella condivisione dei benefici derivanti dalla ricerca e dalla tecnologia.
In quinto luogo, lo spazio deve essere utilizzato in modo responsabile, trasparente e sostenibile, riducendo i detriti spaziali e il rischio di collisioni.
Tô Lâm ha affermato che, per il Việt Nam, le tecnologie aerospaziali rientrano tra le tecnologie strategiche cui viene attribuita priorità nello sviluppo e costituiscono una componente delle capacità nazionali di crescita.
Il Việt Nam, ha spiegato, attribuisce priorità al rafforzamento dell’autonomia nelle tecnologie e nei dati spaziali, allo sviluppo di un ecosistema dell’economia spaziale e alla promozione di modelli di finanziamento per applicazioni di interesse pubblico, parallelamente al perfezionamento delle istituzioni e delle capacità di governance delle attività spaziali in conformità con il diritto internazionale.
Ha sottolineato che la cooperazione internazionale svolge un ruolo importante negli sforzi del Việt Nam per utilizzare lo spazio al servizio della popolazione, della pace e dello sviluppo. Nel 1980 il Việt Nam è diventato il primo Paese asiatico a inviare un proprio cittadino nello spazio e, da allora, ha costruito e lanciato diversi piccoli satelliti, sviluppando al contempo capacità nella ricerca, nella formazione, nel telerilevamento e nell’osservazione finalizzati allo sviluppo sostenibile.
Tô Lâm ha affermato che la Francia rappresenta uno dei partner importanti del Việt Nam in questo settore, indicando il progetto VNREDSat-1 come un esempio significativo.
Sottolineando che lo spazio extra-atmosferico apre nuovi e vasti orizzonti, il leader vietnamita ha affermato che il criterio ultimo con cui misurare il progresso rimane il valore che esso produce per le persone e per la Terra.
Ha quindi ribadito la disponibilità del Việt Nam a collaborare con gli altri Paesi per trasformare i risultati del vertice in azioni concrete a beneficio delle generazioni presenti e future.
Intervenendo all’apertura del vertice, il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato la necessità di meccanismi comuni di governance e di regole internazionali chiare per garantire un utilizzo sicuro, sostenibile e pacifico dello spazio extra-atmosferico in un contesto caratterizzato da una crescente competizione globale.
Macron ha affermato che lo sviluppo sostenibile delle attività spaziali deve contribuire ad affrontare i cambiamenti climatici e a proteggere gli ecosistemi terrestri.
Il presidente francese ha inoltre delineato la propria visione strategica per la sovranità spaziale europea, sottolineando l’importanza di sviluppare capacità autonome di lancio per l’Europa e di garantire l’autonomia nei minerali strategici e nelle catene di approvvigionamento delle tecnologie spaziali.
Ha inoltre chiesto lo sviluppo di un mercato europeo integrato e l’adozione del principio Europe first negli appalti, allo scopo di rafforzare la competitività dell’Europa.
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha affermato che i maggiori benefici potenziali derivanti dallo spazio extra-atmosferico potranno essere pienamente realizzati soltanto attraverso la cooperazione internazionale.
Ha osservato che l’economia spaziale globale dovrebbe triplicare entro il 2035 e ha invitato l’Europa ad agire in maniera unitaria e ad aumentare gli investimenti per ridurre la propria dipendenza da altri Paesi.
Von der Leyen ha annunciato il progetto di uno «Scudo spaziale europeo» destinato ad affrontare congiuntamente minacce quali le interferenze con i segnali di navigazione, gli attacchi informatici e le minacce rivolte ai satelliti.
Ha inoltre annunciato l’intenzione di ampliare a oltre 350 satelliti il progetto Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite, con l’avvio del dispiegamento previsto a partire dal 2029.
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha affermato che, con orbite sempre più congestionate e tecnologie sempre più potenti, le scelte devono essere chiare: cooperazione anziché confronto, sostenibilità anziché vantaggi di breve periodo e inclusione anziché esclusione.
«Sosteniamo uno spazio sicuro, protetto, pacifico e sostenibile, fondato sul diritto internazionale, sul dialogo e sulla cooperazione multilaterale. I dati scientifici devono essere messi al servizio del bene comune, con apertura e integrità», ha affermato, invitando la Francia e il resto del mondo ad accompagnare l’India verso la sua prossima frontiera spaziale.
Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher ha sottolineato la necessità che l’Europa raggiunga l’autonomia tecnologica nello spazio e ha proposto una tabella di marcia articolata in tre fasi per lo sviluppo delle capacità spaziali europee: il periodo successivo alla Stazione Spaziale Internazionale, l’ampliamento della presenza europea sulla Luna e nelle sue vicinanze e l’utilizzo delle capacità in orbita terrestre bassa e dell’accesso alla Luna come tappa intermedia verso Marte.
Secondo Aschbacher, questi sforzi richiederanno la partecipazione e gli investimenti dei principali gruppi industriali e delle imprese private, oltre alla determinazione politica degli Stati membri dell’Unione Europea.
Nella stessa giornata, il segretario generale del Partito e presidente della Repubblica Tô Lâm ha incontrato il primo ministro francese Sébastien Lecornu e il segretario nazionale del Partito Comunista Francese Fabien Roussel.
SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.