Il bloqueo contro Cuba, un assedio medievale

L’8 settembre sarà presentato alle Nazioni Unite il rapporto della Relatrice Speciale Alena Douhan sugli effetti delle misure coercitive unilaterali a Cuba, documento che denuncia l’impatto del blocco statunitense sui diritti umani e chiede la revoca integrale delle restrizioni.

di Laura Mercedes Giráldez (Granma) – 4 settembre 2026

Nell’ambito del 63º periodo di sessioni del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, il prossimo 8 settembre sarà presentato il rapporto della Relatrice Speciale sulle conseguenze negative delle misure coercitive unilaterali per il godimento dei diritti umani a Cuba.

Il documento è stato elaborato dalla Relatrice Speciale Alena Douhan, che all’epoca esercitava questo mandato, sulla base della visita ufficiale compiuta a Cuba dall’11 al 21 novembre 2025 su invito del Governo cubano.

A questo proposito, Alejandro González Behmaras, direttore per gli Organismi Internazionali del Ministero degli Esteri cubano (MINREX), ha spiegato venerdì alla stampa che Douhan, durante la sua visita, ha seguito un programma di attività estremamente ampio, che ha compreso riunioni, interviste e contatti diretti con una ventina di istituzioni statali e governative, nonché con un vasto numero di rappresentanti della società civile e delle organizzazioni sociali, con la comunità diplomatica, con il coordinatore residente del sistema delle Nazioni Unite e con diversi rappresentanti dei fondi, programmi e agenzie dell’ONU presenti nel Paese.

Tutto ciò le ha consentito di «constatare l’impatto brutale e devastante del blocco degli Stati Uniti e le sue conseguenze dirette e gravemente negative sul godimento dei diritti umani da parte del nostro popolo».

Quella visita, ha sottolineato González Behmaras, si inserisce nella lunga tradizione di cooperazione di Cuba con il sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani, sulla base di principi universali e non discriminatori.

In questo senso, ha ricordato che Cuba è membro fondatore delle Nazioni Unite e ha fatto parte in più occasioni del principale organismo dell’ONU dedicato alla tutela dei diritti umani.

González Behmaras ha evidenziato che la visita si è svolta prima dell’inasprimento senza precedenti del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal Governo degli Stati Uniti contro Cuba.

«Ricorderete che, dall’inizio di quest’anno, con gli Ordini Esecutivi del 29 gennaio e del 1º maggio, l’attuale amministrazione statunitense ha istituito una sorta di brutale assedio energetico, paragonabile a un assedio medievale, con l’obiettivo di impedire l’arrivo a Cuba di combustibile e di altre forniture indispensabili alla produzione di energia, necessaria per la vita quotidiana del nostro Paese», ha precisato.

Sebbene il rapporto sia precedente a questo ulteriore inasprimento, il documento constata con chiarezza che il blocco viola in modo flagrante i diritti umani del popolo cubano. Per questo motivo, ha aggiunto, la Relatrice Speciale invita nel suo rapporto il Governo degli Stati Uniti a revocare integralmente queste misure.

La presentazione del rapporto, prevista per la prossima settimana, offrirà inoltre l’opportunità di aggiornare la comunità internazionale su quanto è accaduto in relazione al blocco dal novembre 2025 a oggi. Cuba, ha insistito González Behmaras, «ha la responsabilità» di spiegare al mondo che, dopo la visita della Relatrice Speciale, il blocco non è stato attenuato: è avvenuto esattamente il contrario.

La politica del Governo statunitense è stata infatti inasprita a livelli senza precedenti, «dimostrando il suo disinteresse, il suo disprezzo e la sua totale mancanza di rispetto» nei confronti delle istituzioni delle Nazioni Unite. «Non è una novità, ma è un fatto particolarmente significativo, perché incide direttamente sulla qualità della vita del nostro popolo».

«La scarsità di beni, le carenze, i gravosi blackout, le difficoltà nell’approvvigionamento idrico e nella fornitura di altri servizi essenziali alla popolazione sono direttamente legati agli effetti quotidiani di questo inasprimento senza precedenti del blocco e della politica di massima pressione», ha affermato.

Ha inoltre assicurato che si tratta di «una pratica di punizione collettiva» che deve essere valutata alla luce del diritto internazionale, del diritto internazionale dei diritti umani, del diritto internazionale umanitario e delle norme vigenti in materia di commercio e navigazione internazionali.

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.