Xi Jinping presenta una proposta in quattro punti per una nuova architettura di sicurezza in Medio Oriente

Nel corso della storica visita di Stato in Egitto, Xi Jinping propone un’architettura regionale fondata su sicurezza comune, sviluppo e autonomia strategica. Pechino e il Cairo approfondiscono il Partenariato Strategico Globale, ampliando la cooperazione industriale, digitale, energetica e tecnologica.

di Chen Qingqing dal Cairo e Deng Xiaoci da Pechino (Global Times) – 3 settembre 2026

Il presidente cinese Xi Jinping ha presentato mercoledì una proposta articolata in quattro punti per la costruzione di una nuova architettura di sicurezza in Medio Oriente, fondata su una concezione della sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua.

Durante i colloqui con il presidente egiziano ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī, Xi ha affermato che la Cina sostiene i Paesi della regione nello sviluppo di relazioni di buon vicinato e amicizia.

Per promuovere la sicurezza comune nella regione, Xi ha indicato la necessità di valorizzare le forze motrici interne, adottare un approccio integrato, consolidare le basi dello sviluppo e rafforzare il coordinamento internazionale.

Da parte sua, al-Sīsī ha accolto con favore la storica visita di Stato di Xi in Egitto, compiuta in occasione del settantesimo anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Al-Sīsī ha affermato che, dalla loro istituzione, le relazioni diplomatiche bilaterali hanno conosciuto uno sviluppo sano e costante, mentre la cooperazione nei diversi settori ha prodotto risultati proficui. L’Egitto aderisce fermamente al principio di una sola Cina ed è determinato a promuovere ulteriormente il Partenariato Strategico Globale tra Egitto e Cina, ha aggiunto il presidente egiziano.

Secondo gli analisti cinesi, la proposta in quattro punti di Xi trasmette un messaggio chiaro: i Paesi del Medio Oriente dovrebbero perseguire una maggiore autonomia strategica nelle questioni di sicurezza, anziché dipendere eccessivamente dalle potenze esterne, mentre i popoli della regione dovrebbero essere padroni del proprio destino. Un coordinamento più stretto tra Cina ed Egitto potrebbe contribuire a individuare un percorso capace di condurre il Medio Oriente dalle turbolenze alla stabilità, hanno osservato.

Per decenni numerosi Paesi della regione hanno fatto ampio affidamento sulle potenze esterne per la propria protezione e hanno speso ingenti risorse nell’acquisto di armamenti occidentali. Tuttavia, questa dipendenza non si è sempre tradotta in una protezione efficace quando la loro sicurezza è stata concretamente minacciata, ha dichiarato al Global Times Sun Degang, direttore del Centro di studi sul Medio Oriente dell’Università Fudan.

Un numero crescente di Paesi mediorientali sta pertanto riesaminando le proprie strategie di sicurezza e cerca di fare maggiore affidamento sulle proprie forze per tutelare la sovranità e la sicurezza nazionali. Secondo Sun, ciò riflette la crescente determinazione a non diventare pedine o bersagli della competizione tra le grandi potenze e ad assumere un ruolo più rilevante nella definizione di un’architettura regionale di sicurezza maggiormente rispondente ai propri interessi.

Liu Xinlu, vicepresidente dell’Università di studi stranieri di Pechino, ha dichiarato al Global Times che la scelta della Cina di presentare la proposta proprio in Egitto sottolinea l’importanza strategica del Paese. L’Egitto rappresenta un fondamentale punto di riferimento per la stabilità regionale, occupa una posizione centrale nella tutela della navigazione nel Mar Rosso e rimane un mediatore essenziale nella questione israelo-palestinese.

Un coordinamento più stretto tra Cina ed Egitto contribuisce quindi a individuare un percorso attraverso il quale il Medio Oriente possa passare dalle turbolenze alla stabilità, consentendo ai Paesi della regione di avere maggiore voce in capitolo sul proprio futuro, ha affermato Liu. «Non sarà un percorso breve, ma, se la direzione è quella giusta, ogni passo è importante».

Un Partenariato rafforzato

Durante la visita di Stato di Xi in Egitto, i due Paesi hanno pubblicato una dichiarazione congiunta sull’ulteriore approfondimento del loro Partenariato Strategico Globale.

Cina ed Egitto hanno costruito un’amicizia caratterizzata da uguaglianza e fiducia reciproca, amicizia e apprendimento reciproco, solidarietà e sostegno reciproco, nonché da una cooperazione vantaggiosa per entrambe le parti, si legge nella dichiarazione congiunta diffusa mercoledì.

I due capi di Stato hanno inoltre concordato di rafforzare il coordinamento in materia di governance globale e di tutelare gli interessi dei Paesi in via di sviluppo e del Sud globale, secondo quanto riportato da Xinhua.

Cina ed Egitto hanno convenuto di incoraggiare le imprese cinesi a perseguire attivamente la cooperazione per la localizzazione industriale e a sostenere la trasformazione digitale e lo sviluppo sostenibile dell’Egitto, si legge nella dichiarazione.

Secondo gli analisti cinesi, l’attenzione riservata alla localizzazione industriale, alla trasformazione digitale e allo sviluppo sostenibile riflette l’evoluzione della cooperazione sino-egiziana, che si sta estendendo oltre i settori tradizionali e allineando sempre più strettamente agli obiettivi di modernizzazione a lungo termine dell’Egitto.

Li Weijian, ricercatore degli Istituti di studi internazionali di Shanghai e vicepresidente dell’Associazione cinese per gli studi sul Medio Oriente, ha dichiarato mercoledì al Global Times che Cina ed Egitto condividono da tempo un elevato grado di consenso sulla cooperazione allo sviluppo e sulla governance, mentre il Cairo ha ottenuto benefici concreti dalla collaborazione stabile e pragmatica con Pechino. Ciò, ha affermato, ha creato solide fondamenta per la stabilità a lungo termine delle relazioni bilaterali.

Li ha osservato che l’importanza di tale cooperazione è diventata ancora più evidente nel contesto delle rinnovate turbolenze in Medio Oriente. Sebbene la regione avesse attraversato una fase di riconciliazione dopo il ripristino delle relazioni diplomatiche tra Arabia Saudita e Iran, il prolungato conflitto tra Israele e Ḥamās e le persistenti tensioni riguardanti l’Iran hanno nuovamente compromesso la stabilità regionale. In questo contesto, ha affermato, la costante attenzione dedicata da Cina ed Egitto alla cooperazione allo sviluppo assume un valore particolare.

Rispetto a un decennio fa, nei Paesi del Medio Oriente si è consolidato un consenso più ampio sull’importanza dello sviluppo, della cooperazione e della modernizzazione, ha aggiunto Li. In questo senso, la visita del presidente cinese offre un modello all’intera regione, dimostrando che, anche in una situazione di instabilità, la cooperazione allo sviluppo può continuare a rappresentare una forza importante per preservare la stabilità regionale e delinearne il futuro.

Nuovi ambiti prioritari della cooperazione

Durante i colloqui, Xi ha invitato Cina ed Egitto a sviluppare nuovi ambiti prioritari di cooperazione nei settori dell’energia verde, dei veicoli elettrici, dell’aerospazio, dell’economia digitale e delle moderne tecnologie agricole, ha riferito Xinhua.

Secondo l’agenzia, le due parti hanno firmato più di venti documenti di cooperazione in settori quali l’economia digitale, la scienza e la tecnologia, l’istruzione e i trasporti.

Li ha osservato che Paesi come l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno varato programmi nazionali di sviluppo nei quali le infrastrutture continuano a rappresentare un presupposto fondamentale per l’ulteriore ammodernamento industriale. Allo stesso tempo, modernizzare non significa più soltanto costruire strade e ponti. Lo sviluppo verde, i veicoli elettrici, l’intelligenza artificiale e l’economia digitale stanno definendo in misura crescente la prossima fase della crescita, mentre l’Egitto manifesta una forte domanda di cooperazione in questi settori emergenti.

Gli ambiti di cooperazione messi in evidenza durante la visita di Xi corrispondono quindi strettamente alle esigenze di sviluppo dell’Egitto e indicano, al tempo stesso, una più ampia trasformazione della collaborazione sino-egiziana: dalle infrastrutture tradizionali verso un modello più diversificato, trainato dalla tecnologia e orientato al futuro, ha affermato Li. Considerata l’influenza esercitata dall’Egitto tanto nel mondo arabo quanto in Africa, questa cooperazione potrebbe produrre un più ampio effetto dimostrativo in Medio Oriente e nel continente africano, contribuendo a estendere la collaborazione all’interno del Sud globale.

Benefici concreti sul territorio

L’evoluzione della cooperazione sino-egiziana non si riflette soltanto negli accordi firmati dai leader. Il suo impatto è visibile anche sul territorio, nei parchi industriali, nelle fabbriche e nei percorsi professionali dei comuni cittadini egiziani, come hanno potuto constatare direttamente al Cairo i giornalisti del Global Times.

La brezza del Mar Rosso raggiunge il porto di Sokhna, dove convergono le rotte marittime che collegano Asia, Africa ed Europa. All’interno del porto, le navi mercantili arrivano e ripartono mentre i container vengono caricati e scaricati. Più in profondità nell’area portuale, fabbriche, impianti produttivi e strutture di servizio sono distribuiti all’interno della Zona di cooperazione economica e commerciale Cina-Egitto TEDA Suez, tra i quali si muovono lavoratori provenienti da diversi Paesi.

Dopo anni di sviluppo, quello che un tempo era un territorio desertico è diventato un importante esempio di cooperazione industriale tra Cina ed Egitto, nonché un luogo nel quale un numero crescente di giovani egiziani trova lavoro, costruisce la propria carriera e persegue le proprie aspirazioni professionali.

«Quando sono entrato alla TEDA nel 2015, circa la metà di quest’area — forse anche più — era ancora deserto. Oggi vi operano oltre duecento imprese. Le aziende cinesi hanno creato numerose opportunità per gli egiziani. La mia famiglia e i miei amici considerano un grande traguardo il fatto che io abbia avuto la possibilità di lavorare accanto a colleghi cinesi», ha dichiarato martedì al Global Times Mohamed Eissa, dipendente egiziano della XD-EGEMAC High Voltage Electrical Equipment Co., Ltd.

Eissa, conosciuto anche con il nome cinese Yun Hai, è entrato nella XD-EGEMAC nel 2015 come traduttore e ha successivamente compiuto l’intero percorso professionale che lo ha portato a dirigere il dipartimento acquisti dell’azienda.

Yun ha affermato che questo lavoro ha cambiato il corso della sua vita. Il suo reddito attuale gli consente di appartenere alla classe media egiziana e il suo tenore di vita è migliorato in maniera significativa.

La sua esperienza personale riflette la più ampia espansione della cooperazione industriale cinese in Egitto.

Dalla sua costituzione nel 2009, l’azienda ha realizzato o partecipato a 65 progetti di ingegneria, approvvigionamento e costruzione (EPC) e di fornitura di apparecchiature per impianti egiziani di trasmissione e trasformazione dell’energia elettrica con tensione pari o inferiore a 500 kilovolt, conquistando una quota complessiva di mercato superiore al 30 per cento, secondo quanto appreso dal Global Times presso la società.

Il valore complessivo dei contratti sottoscritti ha raggiunto circa 6,7 miliardi di yuan, pari a 970 milioni di dollari, generando esportazioni per oltre 4 miliardi di yuan di apparecchiature e componenti essenziali per la trasmissione e la distribuzione dell’energia elettrica fabbricati in Cina.

Per la prima volta, l’azienda ha introdotto con successo nel mercato della rete elettrica egiziana apparecchiature di manovra isolate in gas (GIS) da 500 kilovolt prodotte in Cina, ponendo concretamente fine al prolungato predominio delle imprese europee e statunitensi nel settore egiziano delle apparecchiature di fascia alta per la trasmissione e la distribuzione dell’energia elettrica.

Istituita nel 2008, la Zona TEDA è ormai diventata un progetto dimostrativo che collega l’Iniziativa della Nuova Via della Seta allo sviluppo della zona economica del Corridoio del Canale di Suez.

Dall’inaugurazione dell’area di espansione della Zona TEDA, avvenuta il 21 gennaio 2016, i lavori sono proseguiti con regolarità. Nuovi progetti nei settori dell’energia rinnovabile, del tessile e degli elettrodomestici sono stati progressivamente sottoscritti, avviati e messi in funzione. La zona si è integrata sempre più profondamente nello sviluppo economico dell’Egitto. Con la continua crescita dell’interesse delle imprese cinesi per gli investimenti, lo scorso anno la zona è stata ulteriormente ampliata verso ovest di 2,86 chilometri quadrati.

Secondo gli esperti cinesi, questi cambiamenti mostrano come la cooperazione tra Cina ed Egitto stia superando la dimensione dei singoli progetti infrastrutturali per procedere verso una più profonda integrazione industriale, l’ammodernamento tecnologico e lo sviluppo localizzato.

Liu ha affermato che la cooperazione sino-egiziana sta compiendo un salto qualitativo. Per l’Egitto, questa trasformazione non riguarda soltanto l’ammodernamento industriale, ma anche il sostegno all’occupazione e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

Secondo Liu, questo modello in evoluzione — dalle infrastrutture ai settori ad alta tecnologia e dalla cooperazione bilaterale a più ampie ricadute regionali — offre un esempio riproducibile per la collaborazione tra Cina e Paesi arabi e tra Cina e Africa. Dimostra inoltre che la cooperazione tra i Paesi del Sud globale può superare l’ambito delle infrastrutture tradizionali ed estendersi alla manifattura avanzata, all’innovazione tecnologica e ad altri settori a più elevato valore aggiunto.

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.