Xi Jinping presenta una proposta in quattro punti al vertice SCO di Biškek

Al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, Xi Jinping propone di dare priorità a sviluppo, sicurezza, benessere dei popoli e dialogo. I leader adottano la Dichiarazione di Biškek e 28 documenti per rafforzare la cooperazione multilaterale.

di Ma Jingjing da Biškek e Chu Daye, Li Xuanmin e Li Meng da Pechino (Global Times) – 2 settembre 2026

Il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato martedì che la Cina considera l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) un ambito prioritario per la costruzione congiunta di alta qualità della Nuova Via della Seta e per l’attuazione dell’Iniziativa per lo sviluppo globale, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua.

Xi ha pronunciato queste parole intervenendo alla XXVI riunione del Consiglio dei capi di Stato della SCO, svoltasi nella capitale kirghisa Biškek.

Il presidente ha affermato che la Cina è pronta a contribuire affinché la SCO diventi un’importante piattaforma per l’attuazione dell’Iniziativa per la sicurezza globale. Pechino è inoltre disposta a collaborare con tutte le parti per attuare l’Iniziativa per la civiltà globale e sostiene la SCO nello sviluppo di una cooperazione esemplare volta a realizzare l’Iniziativa per la governance globale, ha aggiunto Xi.

Xi ha quindi presentato una proposta articolata in quattro punti. Ha invitato la SCO a continuare ad attribuire priorità allo sviluppo e ad aprire nuove prospettive di prosperità condivisa.

Ha esortato l’Organizzazione a mantenere la sicurezza quale obiettivo fondamentale e a creare un ambiente di sicurezza comune.

Il leader cinese ha inoltre invitato il raggruppamento a porre le persone al centro e a consolidare le fondamenta di un’amicizia duratura.

Ha infine sollecitato la SCO a promuovere il dialogo e la consultazione e a impegnarsi per una governance più equa e ordinata.

Il vertice della SCO si è concluso martedì a Biškek. I leader degli Stati membri hanno firmato e pubblicato la Dichiarazione di Biškek, approvato il protocollo relativo alle modifiche e alle integrazioni della Carta della SCO, il regolamento del Centro universale della SCO per il contrasto alle sfide e alle minacce alla sicurezza e quello del Centro antidroga della SCO. Hanno inoltre adottato 28 documenti finali riguardanti settori quali la sicurezza, la cooperazione economica, gli scambi tra i popoli e lo sviluppo organizzativo, secondo Xinhua.

La Cina istituirà inoltre un centro internazionale di cooperazione sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale destinato ai Paesi della SCO, creerà a Tianjin un centro Cina-SCO per la cooperazione nell’economia portuale e realizzerà congiuntamente con gli Stati membri cento progetti di cooperazione tecnologica nei prossimi tre anni, ha riferito l’agenzia.

Dai progetti ai risultati

Il vertice di Biškek si è svolto un anno dopo il successo dell’incontro della SCO del 2025, tenutosi nella municipalità di Tianjin, nella Cina settentrionale, durante il quale gli Stati membri avevano adottato la Strategia di sviluppo della SCO per il periodo 2026-2035, tracciando il percorso della futura evoluzione dell’Organizzazione. Tra i risultati più significativi del vertice dello scorso anno a Tianjin figura l’Iniziativa per la governance globale proposta dalla Cina. Secondo gli osservatori, il passaggio dai progetti a risultati concreti e operativi ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’incontro di quest’anno.

«La interpreto come una transizione dalle dichiarazioni all’attuazione concreta. Le quattro iniziative globali vengono integrate nei meccanismi della SCO e, questa volta, sono accompagnate da un elenco preciso di interventi», ha dichiarato al Global Times Kubat Rachimov, direttore esecutivo di Applicata – Centro per le soluzioni strategiche di Biškek.

Secondo Rachimov, il Corridoio internazionale di trasporto transcaspico merita particolare attenzione. «Per un Paese privo di sbocchi sul mare come il mio, il principale ostacolo al transito eurasiatico non è più rappresentato dai binari, bensì dalla capacità dei valichi di frontiera, dalle procedure doganali e dalla documentazione», ha affermato.

Li Yongquan, esperto del Centro di ricerca per lo sviluppo del Consiglio di Stato, ha dichiarato martedì al Global Times che l’essenza dello sviluppo della SCO negli ultimi 25 anni risiede nell’aver individuato la giusta forma di coesistenza, fondata sulla non alleanza, sulla non contrapposizione e sul mancato orientamento contro qualsiasi parte terza, riunendo nel contempo i Paesi della regione per costruire una casa comune.

Li Xin, direttore dell’Istituto di studi eurasiatici dell’Università di scienze politiche e diritto di Shanghai, ha affermato che lo Spirito di Shanghai — fondato sulla fiducia reciproca, il mutuo vantaggio, l’uguaglianza, la consultazione, il rispetto per la diversità delle civiltà e il perseguimento dello sviluppo comune — ha dimostrato una vitalità duratura con il successo del vertice della SCO svoltosi a Biškek.

Poiché la Cina ha proposto di attuare le principali iniziative globali attraverso la piattaforma della SCO, nei prossimi anni particolare attenzione dovrà essere riservata agli sforzi per costruire una zona pilota dimostrativa incentrata su tali iniziative, ha osservato Li Xin. Secondo l’esperto, un modello realizzato con successo nell’ambito della SCO offrirebbe al mondo un paradigma per la riforma della governance globale.

Gli scambi commerciali tra la Cina e gli altri membri della SCO sono aumentati dai 12,1 miliardi di dollari del 2001 ai 523,5 miliardi del 2025, arrivando a rappresentare l’8 per cento dell’intero commercio estero cinese.

Nata come un foro per risolvere le questioni di confine tra i membri fondatori, la SCO è diventata la più grande organizzazione regionale al mondo per estensione territoriale, popolazione e prodotto interno lordo. Questa istituzione unica nel suo genere si sta trasformando in un polo di aggregazione della governance globale, ha dichiarato al Global Times Žoomart Otorbaev, già primo ministro del Kirghizistan.

La SCO può offrire un esempio di come Paesi dotati di ideologie e sistemi differenti possano definire procedure pacifiche per giungere a conclusioni comuni. Rimangono ancora molte fasi complesse da affrontare, ma l’Organizzazione cercherà di diventare un modello di buone pratiche, ha affermato Otorbaev.

Il ruolo centrale della Cina

Secondo gli osservatori, in quanto membro fondatore della SCO la Cina ha svolto un ruolo centrale nel plasmare una piattaforma che richiama un’attenzione crescente da parte della più ampia comunità internazionale.

«La Cina ha svolto un ruolo assolutamente centrale nel definire la SCO», ha dichiarato martedì al Global Times Manish Chand, direttore responsabile della rivista indiana India & World. Chand ha osservato che Pechino ha avanzato diverse proposte molto valide, tra cui l’iniziativa per istituire una Banca di sviluppo della SCO e rafforzare i legami economici, gli scambi commerciali e gli investimenti tra i Paesi dell’Organizzazione.

«In Eurasia, la SCO si è affermata come un foro e un raggruppamento multilaterale di primo piano. Numerosi Paesi desiderano aderirvi perché la sua attrattiva risiede nella capacità di delineare un contrappeso, una narrazione e un punto di vista indipendenti sulle principali questioni globali contemporanee», ha affermato Chand.

«Il contributo della Cina alla SCO è stato considerevole. Il Paese ha svolto un ruolo pionieristico nell’evoluzione dell’Organizzazione. La concezione promossa dalla Cina, fondata su uguaglianza, condivisione, cooperazione e sicurezza sostenibile, costituisce il principio guida della collaborazione in materia di sicurezza tra gli Stati membri», ha dichiarato Masood Khalid, già ambasciatore pakistano in Cina.

Le iniziative cinesi hanno trovato consenso non soltanto tra gli Stati membri della SCO, ma anche nella più ampia comunità internazionale, in particolare nei Paesi del Sud globale, ha aggiunto Khalid.

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.