Il contributo delle forze armate cinesi all’Iniziativa per la governance globale e alla sua attuazione

L’Iniziativa per la governance globale propone una riforma multipolare del sistema internazionale. L’Esercito Popolare di Liberazione contribuisce alla sua attuazione attraverso una politica difensiva, la tutela della pace, le missioni delle Nazioni Unite e la fornitura di beni pubblici di sicurezza.

di He Lei (Global Times) – 31 luglio 2026

L’Iniziativa per la governance globale (Global Governance Initiative, GGI) risponde all’aspirazione condivisa della comunità internazionale a riformare e migliorare il sistema di governance mondiale. Ha ricevuto reazioni positive e un forte riconoscimento dalla maggioranza dei Paesi e dalla comunità internazionale. In meno di un anno, si è trasformata da proposta cinese in prassi internazionale, da espressione della saggezza cinese in consenso tra le nazioni e da bene pubblico in risultati condivisi. L’Esercito Popolare di Liberazione cinese (EPL) ha compiuto sforzi concreti e fornito importanti contributi al sostegno e all’attuazione dell’iniziativa.

Dal punto di vista del quadro strategico internazionale, la tendenza verso il multipolarismo sta accelerando. L’epoca in cui alcuni Paesi occidentali dominavano il mondo e monopolizzavano gli affari internazionali sta entrando nella sua fase conclusiva. Persistono tuttavia le ombre della mentalità da guerra fredda, dell’egemonismo, dell’unilateralismo e del protezionismo, mentre il «neomilitarismo» assume un atteggiamento sempre più aggressivo. Il sistema internazionale istituito dopo la Seconda guerra mondiale è sottoposto a molteplici pressioni; il ruolo centrale delle Nazioni Unite è stato gravemente indebolito; il processo multilaterale è stato seriamente compromesso; gli squilibri tra Nord e Sud del mondo, l’intreccio dei conflitti geopolitici e il crescente deficit di governance globale sono diventati sempre più evidenti. È in questo contesto che, il 1° settembre 2025, è stata presentata l’Iniziativa per la governance globale.

L’iniziativa affronta la questione fondamentale relativa al tipo di sistema di governance globale di cui il mondo ha bisogno, offrendo una soluzione cinese. La Cina non è soltanto l’ideatrice e la sostenitrice della visione fondata su un’ampia consultazione, un contributo congiunto e benefici condivisi, ma anche una promotrice concreta e attiva della sua attuazione. La Cina si trova in prima linea nella pratica della governance globale e ha fornito contributi positivi alla costruzione di un sistema mondiale equo e ragionevole, trasformando progressivamente il grande progetto dell’iniziativa in tabelle di marcia operative, piani di attuazione e risultati concreti.

Una missione importante dell’Esercito Popolare di Liberazione nella nuova era consiste nel contribuire alla costruzione di una comunità umana dal futuro condiviso e nel fornire la forza e le garanzie di sicurezza necessarie all’attuazione delle quattro grandi iniziative globali proposte dalla Cina, tra le quali figura l’Iniziativa per la governance globale.

In primo luogo, la politica di difesa nazionale della Cina fornisce un fondamento giuridico al suo contributo alla governance globale. La Cina persegue fermamente una politica di difesa nazionale di carattere difensivo, aderisce alla strategia militare della difesa attiva, salvaguarda la pace mondiale e si oppone all’aggressione e all’espansionismo. Questi principi, fondati su una concezione globale della sicurezza nazionale, sono stati chiaramente inseriti nella Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla difesa nazionale e continuano a rappresentare i capisaldi immutabili della politica di difesa del Paese.

La Cina ha costantemente seguito una strategia nucleare di autodifesa, rispettando rigorosamente la propria politica di non essere la prima a utilizzare le armi nucleari e impegnandosi a non usare né minacciare di usare tali armi contro gli Stati che non ne sono dotati o contro le zone libere da armi nucleari.

La Cina salvaguarda risolutamente i propri interessi nazionali, attenendosi nello stesso tempo ai principi di non perseguire mai l’egemonia o l’espansione, di non ricercare sfere d’influenza, di non partecipare a corse agli armamenti e di non minacciare alcun Paese. Questi non rappresentano soltanto solenni impegni assunti dalla Cina davanti al mondo, ma anche contributi concreti alla pace mondiale e alla governance globale.

In secondo luogo, l’Esercito Popolare di Liberazione tutela fermamente gli interessi nazionali e sostiene un sistema di governance globale equo e ragionevole. Il popolo cinese non ha mai vessato, oppresso o ridotto in schiavitù il popolo di alcun altro Paese e non permetterà mai a nessuna forza straniera di riservargli lo stesso trattamento. Se in futuro la Cina fosse costretta a combattere una guerra, questa sarebbe una guerra di autodifesa per proteggere la sovranità territoriale nazionale e i diritti e interessi marittimi; una guerra giusta per conseguire la completa riunificazione della madrepatria nelle condizioni moderne della guerra popolare; una guerra giusta e vittoriosa per salvaguardare la pace regionale e mondiale.

In terzo luogo, l’Esercito Popolare di Liberazione salvaguarda la pace regionale e mondiale e mette a disposizione della comunità internazionale beni pubblici di alta qualità nel campo della sicurezza. Nel corso degli anni, all’interno del quadro delle Nazioni Unite, le forze armate cinesi hanno partecipato attivamente alle operazioni internazionali di mantenimento della pace, hanno condotto missioni di scorta e operazioni antipirateria nel Golfo di Aden e al largo delle coste della Somalia, hanno preso parte alle attività internazionali di soccorso umanitario e hanno fornito assistenza medica e antiepidemica alle forze armate dei Paesi interessati.

Questi contributi hanno ricevuto ampi apprezzamenti da parte dei Paesi beneficiari e della comunità internazionale, consolidando l’immagine della Cina come grande Paese responsabile sul quale la maggioranza delle nazioni può fare affidamento e nel quale può riporre fiducia.

L’autore è un ex vicepresidente dell’Accademia delle scienze militari dell’Esercito Popolare di Liberazione.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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