Nel suo intervento alla Conferenza Internazionale sulla Sicurezza Globale e la NATO, Doğu Perinçek, presidente del Partito della Patria (Vatan Partisi), ha denunciato l’Alleanza Atlantica come strumento del dominio statunitense, sostenendo la necessità per la Turchia di spezzare definitivamente le catene della NATO e costruire un asse strategico con Russia, Cina e Iran.

Intervento di Doğu Perinçek alla Conferenza sulla Sicurezza nel Mondo e la NATO
Organizzata dal Centro delle Civiltà del Mondo, Istanbul, Taşyapı, 26 giugno 2026
Signor Presidente,
illustri ospiti provenienti dai sette continenti del nostro mondo,
illustri dirigenti di partiti politici, sindacati e organizzazioni di massa,
cari amici,
vi saluto con amore e rispetto a nome del Partito della Patria [1].
Il 7 e 8 luglio 2026 si riunirà ad Ankara il vertice della NATO. Quel vertice sarà la cerimonia funebre della NATO.
In Turchia non c’è nemmeno un pezzo di legno con cui costruire la bara della NATO.
Non c’è nemmeno un lembo di terra disposto a essere contaminato dal cadavere della NATO.
Non c’è nemmeno una pietra che accetti di essere posta sulla tomba della NATO.
Soprattutto, non c’è una sola persona disposta a portare sulle spalle la bara della NATO.
In queste condizioni, il nostro consiglio ai padroni della NATO è questo: prendete il cadavere della vostra NATO, legategli una pietra al piede, oppure un pezzo di ferro arrugginito, e gettatelo nell’Oceano Atlantico.
Noi non accettiamo che il suolo turco venga contaminato dal cadavere della NATO.
Ci congratuliamo con la diplomazia del Partito della Giustizia e dello Sviluppo [2], che si è assunta l’organizzazione della cerimonia funebre della NATO. Sta offrendo una prestazione senza pari nel contribuire alla professione del lavaggio dei morti. Questa prestazione non trova posto nella storia turca, ma essi hanno scritto il proprio nome a lettere d’oro nella storia della NATO, ormai precipitata nella discarica.
I calcoli messi in circolazione sul periodo successivo alla NATO, o meglio le speranze e le fantasie diffuse a tale riguardo, costituiscono una trappola per la Turchia. L’unico futuro che si può condividere con la NATO è quello della decomposizione e della distruzione. Condividere un destino comune con la NATO significa restare sotto un tetto che sta crollando. Solo i lavatori di cadaveri e i becchini possono trarre profitto dal cadavere della NATO.
Gli elogi di Trump non conferiscono prestigio a nessuno.
Nessuna forza in Turchia può ormai conservare il potere, o marciare verso il potere, unendo le mani a Trump e alla NATO. I progetti di governo costruiti con gli Stati Uniti appartengono ormai al passato.
L’organizzazione statunitense per la gestione dei propri alleati
Signor Presidente, cari amici,
la migliore definizione della NATO fu data dal generale de Gaulle nel 1963. L’eroe francese della Seconda guerra mondiale spiegò la NATO alla nazione francese con queste parole:
“La NATO è riuscita a indebolire il nostro spirito di difesa; senza quello spirito, non può esserci difesa. Anestetizza la nostra volontà di indipendenza nazionale. Ci castra”.
“La NATO è una finzione. È un meccanismo creato per nascondere il dominio dell’America sull’Europa. Grazie alla NATO, l’Europa è stata resa dipendente dagli Stati Uniti”.
Questa è la realtà della NATO. La NATO è, per così dire, la briglia con cui gli Stati Uniti conducono i Paesi dell’Alleanza. Noi vediamo questa realtà nei suoi esempi più evidenti proprio nell’esperienza della Turchia.
La testimonianza della Turchia sulla NATO
Tra i membri della NATO, non possiamo trovare un Paese con un dossier tanto ricco quanto quello della Turchia. L’operazione condotta contro i nostri cittadini non musulmani a Istanbul il 6 e 7 settembre 1955, così come i colpi di Stato che si sono susseguiti dal 1971 al 2016, sono tutti opera dell’organizzazione clandestina della NATO.
Il 6 e 7 settembre 1955, in un’operazione Gladio, furono saccheggiati i luoghi di lavoro dei nostri cittadini greci, armeni ed ebrei residenti a Istanbul, e furono realizzate azioni distruttive. L’obiettivo dell’operazione era quello di creare una frattura tra Turchia e Grecia, impedire l’unità tra turchi e greci a Cipro e giungere alla spartizione dell’isola. Sabri Yirmibeşoğlu, che all’epoca era coinvolto nell’organizzazione clandestina legata alla NATO e che in seguito raggiunse il grado di generale d’armata, dichiarò che gli eventi del 6 e 7 settembre furono “una magnifica organizzazione” realizzata dal Dipartimento della Guerra Speciale collegato alla NATO.
Il brillante curriculum della NATO prosegue così: prima dei colpi di Stato NATO del 1971 e del 1980, i giovani furono spinti a massacrarsi reciprocamente. Il 1º maggio 1977, 34 nostri cittadini furono massacrati a Istanbul. Prima del 1980, furono organizzati massacri a Kahramanmaraş, Erzincan e Çorum, provocando le diatribe tra sunniti e aleviti. Nel 1994, a Sivas Madımak e a Erzincan Başbağlar, i nostri cittadini aleviti e sunniti furono martirizzati, bruciati e fucilati. Nel piano volto a liquidare la Rivoluzione Kemalista, migliaia di nostri giovani furono uccisi.
Centinaia di nostri eminenti intellettuali, da Uğur Mumcu al generale Eşref Bitlis, furono martirizzati negli omicidi della NATO. Nel periodo del 1971, 1.500 ufficiali patriottici, e nel periodo del 1980, 2.000 ufficiali patriottici furono espulsi dalle Forze Armate Turche e dalle accademie militari. Nel colpo di Stato del 1980, 600.000 nostri cittadini furono fermati o arrestati. I sindacati furono chiusi e i partiti politici furono sciolti. Solo del Partito della Patria furono incarcerati 1.500 dirigenti e membri.
Nelle operazioni Ergenekon, Balyoz e in altre operazioni simili della Gladio FETÖ [3] diretta dagli Stati Uniti dopo il 2007, migliaia di ufficiali e i quadri dirigenti del Partito della Patria furono imprigionati. L’obiettivo degli Stati Uniti era impedire alla Turchia di prendere posizione in Asia, dividere la Turchia e fondare un Secondo Israele sotto il nome di “Kurdistan”. Hanno fallito.
La Turchia ha schiacciato Gladio e spezzato le catene della NATO
Signor Presidente, cari amici,
dopo che, nella primavera del 2014, abbiamo abbattuto le mura di Silivri sotto la guida del Partito della Patria, e dopo aver schiacciato il colpo di Stato NATO/FETÖ del 15 e 16 luglio 2016 attraverso la cooperazione Esercito-Nazione, la Turchia è entrata in una nuova fase. Da dodici anni, la Turchia sta epurando la Gladio FETÖ, organizzazione clandestina della NATO, e sta spezzando la catena USA/NATO.
Da un punto di vista strategico, la Turchia è entrata nel periodo in cui porta alla vittoria definitiva la propria Rivoluzione Democratica Nazionale, iniziata a metà del XIX secolo. La Turchia si sta collocando nelle posizioni di avanguardia della Civiltà Asiatica in ascesa.
Questo processo è iniziato con il movimento popolare che ha demolito il muro di Silivri, la prigione-Bastiglia della Turchia. L’organizzazione del Partito della Patria ha guidato la mobilitazione delle masse popolari e l’assedio delle mura di Silivri per tre volte. Il popolo, mobilitatosi da ogni angolo della Turchia, ha superato le strade bloccate, ha affrontato la tirannia e ha demolito le barricate. Quasi centomila persone hanno partecipato a ciascuno degli assedi nel 2013. Come risultato di quelle lotte, nella primavera del 2014, il 14 marzo, abbiamo demolito il muro di Silivri e abbiamo liberato sia noi stessi sia le Forze Armate Turche dal carcere. Così la Turchia ha iniziato a liberarsi dalla NATO.
La risposta degli Stati Uniti è arrivata immediatamente. Il 15 e 16 luglio 2016 hanno tramato un colpo di Stato. Si può dire che, quella notte, ad Ankara e a Istanbul si sia combattuta una guerra tra Turchia e America. Ci furono intensi scontri presso lo Stato Maggiore, il Comando Generale della Gendarmeria, il Comando delle Forze Speciali, la Direzione Generale della Sicurezza, la TRT, nelle piazze e sulle strade. All’interno delle Forze Armate Turche, coloro che erano fedeli alla patria, i soldati di Mustafa Kemal, agirono sulla base degli appelli lanciati in televisione dal Partito della Patria. Le Forze Nazionali presenti nelle Forze Armate Turche e nella Polizia schiacciarono Gladio, ne uccisero alcuni membri e gettarono gli altri in prigione.
Iniziò così il processo di rottura della catena NATO dello Stato turco. Appena quaranta giorni dopo il 15 e 16 luglio 2016, le Forze Armate Turche lanciarono operazioni oltre i nostri confini meridionali con l’Operazione Scudo dell’Eufrate. L’Esercito turco inflisse duri colpi a organizzazioni terroristiche come il PKK e Daesh, che sopravvivono grazie al sostegno statunitense. A questa operazione seguirono l’Operazione Ramoscello d’Ulivo e l’Operazione Fonte di Pace.
Il processo di epurazione della NATO dallo Stato turco
Dal 2014, ci stiamo liberando della NATO. Secondo le dichiarazioni ufficiali del Ministero della Difesa Nazionale nel 2025, quasi 200 generali e 24.000 ufficiali collegati alla NATO e alla FETÖ sono stati espulsi dalle Forze Armate Turche. Trentamila poliziotti sono stati epurati dall’organizzazione della Sicurezza, e 14.000 giudici e procuratori dalla magistratura. In totale, 144.000 funzionari pubblici sono stati rimossi dallo Stato.
Come prosecuzione di questo processo, più recentemente anche la direzione del principale partito d’opposizione, il Partito Popolare Repubblicano [4], viene epurata dagli elementi legati alla NATO e alla FETÖ. Coloro che avevano acquistato con denaro posizioni dirigenziali nel CHP sono stati identificati da una decisione della magistratura turca, ed è stato inflitto un duro colpo al Progetto Atlantico. Il gruppo di İmamoğlu e Özgür Özel ai vertici del CHP dichiara, attraverso fonti occidentali come Newsweek, Foreign Affairs, la BBC e Reuters, di condurre una politica per la sicurezza della NATO e per la sicurezza dell’America.
La famosa istituzione dello Stato profondo statunitense, la RAND Corporation, ha pubblicato nel gennaio 2020 un rapporto intitolato “Il corso del nazionalismo in Turchia”. In quel piano di 260 pagine, essa sostiene, facendo apertamente il suo nome, che avrebbe portato Ekrem İmamoğlu alla guida della Turchia. Questo piano di potere dello Stato profondo statunitense è stato sbaragliato.
Anche il processo che il governo dell’AKP definisce “Turchia senza terrorismo”, e che noi chiamiamo Turchia Integrata, rientra nell’ambito della liberazione dalla catena della NATO.
L’agenda della resa dei conti con il sistema atlantico
La minaccia diretta oggi contro la Turchia proviene dall’Alleanza Armata formata da Stati Uniti, Israele, Grecia e dall’Amministrazione greco-cipriota di Cipro del Sud. Guardiamo al Mediterraneo orientale e vediamo le esercitazioni navali Noble Dina e Nemesis condotte da questi Paesi. Le canne dei fucili sono puntate contro la Turchia. Dopo le coste greche, gli Stati Uniti stanno installando basi militari anche nell’Egeo. Nel maggio 2025, la NATO ha condotto ad Alessandropoli un’esercitazione per attraversare il fiume Meriç. Una volta attraversato il Meriç, secondo loro entrerebbero in territorio turco.
Guardiamo al nostro nord: proprio all’inizio di giugno, l’Ucraina ha colpito nel Mar Nero un peschereccio turco e una petroliera turca. Perché il governo turco non riesce ad alzare la voce? Il nostro stimato presidente Tayyip Erdoğan diceva: “One minute, one minute”. Perché non riesce a dire “one minute” nel Mar Nero?
Il Governo Nazionale dei Produttori che sarà costituito in Turchia nei prossimi anni manderà in fondo al mare chiunque colpisca una nave turca. Nessuno ne dubiti.
Il quadro attuale riflette il panico delle forze atlantiche. Perché la Turchia sta lasciando il sistema atlantico. L’epurazione della NATO all’interno della Turchia sta aprendo le strade verso la posizione di avanguardia della Civiltà Asiatica in ascesa. Come potranno impedirlo gli Stati Uniti?
Nei colpi di Stato del periodo precedente, gli Stati Uniti hanno utilizzato le forze della NATO presenti all’interno della Turchia. Avevano al loro interno la propria Gladio; disponevano di una forza armata all’interno dell’Esercito turco e della Polizia turca. Sono stati schiacciati.
Ora la minaccia non proviene dall’interno, ma dall’esterno. Hanno perso le proprie forze armate interne, ma ora dispongono di forze armate che prendono di mira la Turchia dall’esterno, dispongono di basi e di alleati, anzitutto Israele e Grecia. Anche la Francia è al loro fianco. Inoltre, il leader dell’India arriva da migliaia di chilometri di distanza e incontra i funzionari israeliani. Si parla di rotte energetiche e di progetti di alleanza armata che si estendono verso l’Europa attraverso India, Israele, Cipro del Sud e Grecia. Questo piano prende di mira non soltanto la Turchia, ma anche l’Iniziativa Belt and Road della Repubblica Popolare Cinese, la Russia e l’Iran.
Contro la minaccia incentrata su Stati Uniti e Israele, la Turchia resisterà naturalmente innanzitutto con le proprie forze. Tuttavia, nel Mediterraneo orientale esiste uno squilibrio nelle sfide da affrontare. La minaccia statunitense-israeliana dispone di armi nucleari, oltre che di una potente marina e di una potente aviazione. La Turchia, proprio come l’Iran, ha bisogno di alleati dotati di armi nucleari. Gli Stati Uniti e Israele non hanno potuto usare armi nucleari contro l’Iran perché la Repubblica Popolare Cinese e la Russia hanno affermato: “Se userete armi nucleari, riceverete la stessa risposta”.
Ribellione armata contro la NATO
La resa dei conti della Turchia con il sistema atlantico è un’agenda nella quale parlano le armi. La NATO ha sempre usato le armi. Inoltre, la NATO ha fatto apertamente ricorso alla violenza scatenando contro la Turchia il PKK e la FETÖ. La liberazione della Turchia dalla NATO ha posto all’ordine del giorno anche l’uso della forza contro la tirannia. La lotta della Repubblica di Turchia contro il terrorismo è, di fatto, una lotta armata contro le forze armate degli Stati Uniti. Il colpo di Stato del 15 e 16 luglio 2016 poteva essere represso soltanto con le armi, ed è stato represso con le armi.
La Turchia è, si potrebbe dire, l’unico Paese che ha fatto ricorso alle armi nella lotta contro la NATO. Per questa ragione, non sarebbe un’esagerazione affermare che la Turchia ha iniziato una ribellione contro la NATO. La Turchia è il Paese che si è ribellato alla NATO con le armi. Naturalmente, vi sono ragioni per questo.
In primo luogo, la Turchia è l’unico Paese del Sud all’interno della NATO, che è un club di Paesi ricchi.
In secondo luogo, la Turchia è l’unico Paese asiatico all’interno della NATO dei Paesi atlantici.
In terzo luogo, la Turchia è l’unico Paese islamico all’interno della NATO, che è un club cristiano.
La posizione della Turchia contro la NATO è la posizione del mondo in via di sviluppo, la posizione dell’Asia e la posizione dell’umanità. Sotto questo aspetto, il confronto della Turchia all’interno della NATO è collegato agli schieramenti Est-Ovest e Sud-Nord su scala mondiale.
Per la Turchia, all’interno del sistema NATO non possono esservi né indipendenza, né sovranità, né sicurezza, né economia produttiva. Pertanto, la Turchia deve strategicamente lasciare la NATO e spezzarne le catene.
La Turchia si trova sulla soglia di una decisione storica. È giunto il momento di costituire il governo di questo programma. In effetti, le forze del Governo Nazionale dei Produttori hanno iniziato ad apparire sulla scena della storia. Accanto al movimento operaio in ascesa, anche le crescenti rivendicazioni e mobilitazioni degli altri ceti popolari annunciano il prossimo futuro.
La forza che dissuaderà la minaccia atlantica: l’Alleanza Turchia-Russia-Cina-Iran
L’unica soluzione è l’Alleanza Turchia-Russia-Cina-Iran. L’alleanza che il Partito della Patria difende da molti anni si è ormai collocata nell’agenda della Turchia. Anche il Partito del Movimento Nazionalista [5] sostiene l’Alleanza Turchia-Russia-Cina-Iran. Così la Turchia, mentre affronta con le proprie forze la minaccia diretta contro di essa, ha anche iniziato a compiere passi per fare ricorso alla forza accumulata dei suoi alleati.
Un’alleanza con Russia, Iran e Cina non è soltanto un programma di sicurezza per la Turchia, ma anche una necessità per il balzo economico che la Turchia deve compiere. La nostra sicurezza energetica si trova presso i nostri vicini orientali, in particolare Russia e Iran, così come presso Azerbaigian e Iraq. Insieme alla Repubblica Popolare Cinese, possiamo fare della Turchia una base produttiva. Da molti anni i primi due partner commerciali della Turchia sono la Russia e la Repubblica Popolare Cinese. Ciò significa che l’economia turca vive e si sviluppa nel clima asiatico.
L’alleanza che determina il destino dell’umanità
L’Alleanza Turchia-Russia-Cina-Iran è necessaria e inevitabile per tutti e quattro i Paesi. La sua forza latente risiede proprio qui.
Questa Alleanza è l’unica soluzione che impedirà la guerra non soltanto per i suoi componenti, ma anche per l’umanità. Oggi, la forza che dissuaderà la minaccia incentrata su Stati Uniti e Israele nel Mediterraneo orientale, che si trova al centro del pericolo di una grande guerra, è l’Alleanza Turchia-Russia-Cina-Iran. In effetti, l’Iran ha ottenuto la vittoria nella guerra contro l’imperialismo statunitense e il sionismo israeliano cooperando con Russia e Cina. L’Alleanza Russia-Cina-Iran è stata messa alla prova nella recente guerra e ha aperto un nuovo orizzonte al mondo. La partecipazione della Turchia a questa alleanza è inevitabile.
La disintegrazione e il crollo della NATO
La disintegrazione e il crollo all’interno della NATO sono inevitabili.
Il dominio del dollaro degli Stati Uniti, il padrone e principale pilastro del sistema, è crollato. Gli Stati Uniti e l’Europa occidentale vengono trascinati in una crisi e in un tumulto economico, sociale e politico senza precedenti nella loro storia. L’Europa occidentale si affretta a mantenere a galla la propria economia attraverso un’economia di guerra, inventando minacce russe. Il peso finanziario sarà posto sulle spalle del popolo alimentando la paura della Russia.
Contro il potere armato degli Stati Uniti sono emerse forze armate significative come Russia, Cina, Iran e Turchia.
Le contraddizioni tra gli Stati Uniti e gli altri Paesi imperialisti-capitalisti all’interno della NATO si sono intensificate e hanno raggiunto dimensioni tali da mettere in discussione il sistema NATO.
Gli Stati Uniti sono giunti a posizioni di ostilità verso i propri alleati all’interno della NATO. La Turchia ne è l’esempio più chiaro. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano formato un’alleanza contro la Turchia nel Mediterraneo orientale dimostra che la NATO si sta disintegrando.
Soprattutto, nella sua guerra contro l’Iran, è un fatto indiscutibile che gli Stati Uniti si trovino nella condizione del “mostro cui è rimasto un solo dente”.
Nessuna forza può più riunire la NATO o impedirne la disintegrazione e il crollo.
Il vertice di Ankara sarà la cerimonia funebre della NATO.
NOTE
[1] Vatan Partisi, la formazione guidata da Doğu Perinçek.
[2] Adalet ve Kalkınma Partisi (AKP), il partito del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.
[3] FETÖ è l’acronimo turco di Fethullahçı Terör Örgütü, cioè “Organizzazione terroristica fethullahista”. È il nome con cui lo Stato turco indica la rete legata al predicatore islamico Fethullah Gülen e al suo movimento, noto anche come Hizmet.
[4] Cumhuriyet Halk Partisi (CHP), principale forza di opposizione.
[5] Milliyetçi Hareket Partisi (MHP).
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