La RPDC respinge le pressioni sulla “denuclearizzazione” e rivendica il proprio status nucleare

Il Ministero degli Esteri della RPDC denuncia le consultazioni nucleari tra Stati Uniti, Giappone e Repubblica di Corea, respinge ogni nuova pressione sulla “denuclearizzazione” e ribadisce l’irreversibilità del proprio status di Stato dotato di armi nucleari.

Pyongyang, 14 giugno (KCNA) — Sabato, un portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha diffuso la seguente dichiarazione alla stampa:

Gli Stati Uniti e i loro Paesi satelliti hanno tenuto conciliaboli per la guerra nucleare come la cosiddetta riunione del “gruppo consultivo nucleare” e il “dialogo sulla deterrenza estesa”. Essi hanno lasciato circolare retorica sulla minaccia nucleare contro la RPDC e hanno nuovamente avanzato affermazioni sulla “denuclearizzazione” di qualcuno.

È un discorso irragionevole e un sogno fantasioso parlare di disarmare l’altra parte belligerante delle sue armi nucleari in riunioni volte a trasformare in politica l’uso di armi nucleari contro la RPDC e altri Paesi della regione e a tramare un piano dettagliato a tal fine.

Il Ministero degli Esteri della RPDC denuncia e respinge severamente la gazzarra di carattere collettivo per il confronto nucleare tra Stati Uniti, Giappone e Repubblica di Corea, nonché il sinistro tentativo dei Paesi occidentali di imporre a uno Stato sovrano un atto incostituzionale nell’arena internazionale, e mette in guardia dalle conseguenze che tali provocazioni comporteranno.

La retorica priva di senso degli Stati Uniti e delle loro forze vassalle contro la RPDC e la cooperazione nel porre una minaccia nucleare contro di essa non possono in alcun modo incidere sulla posizione irreversibile della RPDC come Stato dotato di armi nucleari.

La “denuclearizzazione” è una questione irreversibilmente chiusa.

Gli Stati Uniti sono impegnati in manovre di guerra che simulano l’uso di armi nucleari, mentre consegnano massicciamente vari tipi di hardware militare, inclusi missili aria-aria di ultima generazione, alla Repubblica di Corea e al Giappone. La realtà dimostra chiaramente la ragione e la giustezza per cui il nostro Stato concentra i propri sforzi sul rafforzamento della capacità di autodifesa indispensabile per garantire la propria sicurezza.

La costruzione del nostro scudo nucleare è un processo legittimo per dissuadere interferenze e minacce dall’esterno, garantire la sovranità e la sicurezza dello Stato e assicurare la pace e la stabilità regionali.

Nel far fronte alla minaccia nucleare dei Paesi nemici, che cresce di giorno in giorno, il nostro Stato sta adottando contromisure militari e tecniche su scala complessiva, ricorrendo a tutte le capacità possibili e a mezzi di ogni categoria.

La RPDC è ferma e incrollabile nella propria determinazione a contenere e fronteggiare con le armi nucleari la minaccia nucleare dei Paesi nemici, volta a violare la sua sovranità e la sua sicurezza assolute e inviolabili, sulla base del principio di garantire la sicurezza e difendere la pace facendo leva su una forza potente.

Per quanto gli Stati Uniti, il Giappone e la Repubblica di Corea possano cavillare, non cambieranno mai l’attuale posizione della RPDC come Stato dotato di armi nucleari.

Nessuno può recuperare la “denuclearizzazione” definitivamente perduta nel corso dei tempi.

L’espansione della capacità nucleare della RPDC e della sua capacità di autodifesa fondata su di essa è irreversibile, e ciò costituisce una solida garanzia di sicurezza per la stabilità e la pace regionali.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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