Lo sciopero nazionale del 12 giugno richiama l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura, tra carenze di organico, esternalizzazioni, precarietà e bassi salari, rivendicando investimenti pubblici, assunzioni e pari diritti nel settore museale e culturale.

Il 12 giugno p.v. la FP CGIL, NIDIL CGIL, CUB, COBAS, hanno proclamato sciopero nazionale per l’intera giornata per il personale dipendente del Ministero della Cultura e per il personale somministrato ed esternalizzato nel circuito museale, al quale, per il territorio di Pisa, ha aderito la Filcams Cgil.
Dopo anni di tagli al finanziamento pubblico, perpetrati da tutti i governi, ad un settore strategico per l’economia del nostro Paese, lo sciopero è stato inevitabile!
Le basse retribuzioni dei dipendenti ministeriali e la mortificazione professionale, la crescita esponenziale degli appalti e dell’occupazione precaria, la proliferazione di false partite IVA e di contratti pirata sono elementi inaccettabili che vanno fermati.
La carenza di organico del MIC è cronica ed a questa si fa fronte allargando la base di lavoro precario e sottopagato, nonostante i lavoratori e le lavoratrici che la compongono abbiano un’elevata professionalità che garantisce l’offerta di servizi di alta qualità.
L’immagine prestigiosa dell’immenso patrimonio culturale che questo Paese ostenta a livello internazionale si basa anche sullo sfruttamento e sulla mortificazione di lavoratori e lavoratrici, che garantiscono l’accesso tra gli altri ai Musei, ai Siti Archeologici, alle Biblioteche, agli Archivi con competenza, professionalità e percorsi formativi specifici.
Esigiamo rispetto per il lavoro e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici che operano nel settore culturale, che va da subito rilanciato e finanziato a partire dal recupero di risorse sciaguratamente e irresponsabilmente destinate alle spese militari.
A Pisa, dopo anni di osservatorio sindacale diretto, il quadro di settore che ne esce è decisamente a geometrie variabili. A fronte di una sempre più esigua presenza di personale dipendente diretto, gli enti pubblici che hanno in gestione il patrimonio culturale della città di Pisa fanno ampio ricorso a società in-house, appalti e concessioni pluriennali, all’interno delle quali, ai lavoratori, sono applicati i più svariati contratti collettivi nazionali che vanno dalle Cooperative sociali al Multiservizi, dal Turismo/pubblici esercizi alle Agenzie di viaggio, dal Terziario, il c.d. “commercio”, all’ancora raro Federculture. E le criticità delle condizioni di lavoro esternalizzato in questo settore non si fermano qui. Infatti, il dilagare dei tempi determinati, dei part-time, le variazioni dei servizi a seconda delle oscillazioni stagionali, il lavoro all’aperto o presso strutture e sedi disagevoli sono solo alcune delle altre specificità che caratterizzano l’occupazione esternalizzata in questo settore che, peraltro, paga il pregiudizio, ormai nemmeno troppo celato, che si tratti di quei “lavoretti” da svolgere in attesa di altro.
Chiediamo investimenti, un piano di assunzioni straordinario per il MIC, un percorso per la stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici precar@, un adeguato riconoscimento delle professionalità, la completa applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza, parità di diritti e tutele concrete dal punto di vista sociale ed economico per coloro che hanno carriere discontinue.
NON ESISTONO RAGIONI PER NON FARE SCIOPERO!!
Il 12 giugno p.v. sarà Sciopero, con Presidio a Pisa in Piazza XX Settembre, a partire dalle ore 10.00.
FP CGIL, NIDIL CGIL, CUB, COBAS, FILCAMS CGIL Pisa
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