La nuova cortina di ferro

A ottant’anni dal discorso di Churchill sulla “cortina di ferro”, l’Europa appare nuovamente divisa e militarizzata: NATO, Unione Europea e Polonia trasformano il continente in avamposto offensivo contro la Russia, riaprendo lo spettro del confronto nucleare.

di Manlio Dinucci

Ottanta anni fa, il 5 marzo 1946, Winston Churchill annunciava in un discorso negli Stati Uniti riferendosi all’Europa: “Una cortina di ferro è scesa attraverso il continente”. Il discorso di Churchill, concordato col presidente degli Stati Uniti Harry Truman, segnava l’inizio della Guerra Fredda contro l’Unione Sovietica, appena un anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale con l a vittoria degli Alleati contro la Germania nazista. Da quel momento l’Europa è rimasta divisa per 45 anni dalla “Cortina di ferro”.  Oggi l’Europa è spezzata da una nuova Cortina di ferro, per certi versi ancora più pericolosa della precedente.

In questi giorni il centro di comando britannico della NATO ha occupato a Londra la stazione della metropolitana di Charing Cross per “testare la propria capacità di respingere una offensiva russa, simulando il lancio di operazioni di attacco in profondità contro la Russia”  Ad oggi, la Gran Bretagna ha stanziato circa 11 miliardi di sterline in aiuti militari a favore dell’Ucraina e continuerà a fornire 3 miliardi di sterline all’anno fino al 2031, compreso l’addestramento finora di oltre 60.000 soldati ucraini. La Gran Bretagna ha ora annunciato il più grande pacchetto di droni militari mai realizzato per l’Ucraina, con la consegna di almeno 120.000 droni quest’anno. Ciò significa che la maggior parte dei droni che colpiscono la Russia partendo dall’Ucraina non sono ucraini: sono droni da attacco forniti all’Ucraina dalla Gran Bretagna e da altri paesi della NATO, unitamente a personale militare addetto al loro lancio e a   sistemi di guida che li dirigono sugli obiettivi. 

L’altro maggiore fornitore di sostegno militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia è l’Unione Europea. In circa quattro anni le ha fornito oltre 200 miliardi di euro, cui si aggiunge ora un “prestito” di 90 miliardi che porta il totale a circa 300 miliardi. L’Un ione Europea ha finora formato e armato circa 100 mila soldati ucraini. Ha fornito all’Ucraina oltre un milione di proiettili di artiglieria di grosso calibro, obici per il loro lancio e addestramento del relativo personale. Ora l’Unione Europea sta accelerando le procedure per includere l’Ucraina tra i suoi membri. Una volta nella UE, l’Ucraina costituirebbe ancora più di oggi, unitamente alla Polonia, l’avamposto offensivo dell’Occidente contro la Russia. 

La Polonia, alleato modello degli Stati Uniti che già spende per il militare il 5% del PIL come vogliono a Washington, sta ricevendo dagli USA 32 caccia F-35A la cui funzione primaria è l’attacco nucleare. La Polonia vuole assumere un ruolo più attivo nella “condivisione nucleare della NATO”, ospitando sul proprio territorio armi nucleari statunitensi come le nuove bombe B61-12 già schierate dagli USA in Italia e altri paesi europei. Aerei e piloti polacchi già partecipano sotto comando USA alle esercitazioni NATO di guerra nucleare.  Inoltre è già operativa in Polonia la base statunitense di “difesa antimissile balistico” a Redzikowo. Tale base, denominata «Aegis Ashore», è dotata di tubi di lancio verticali che, come documenta la stessa Lockheed Martin che li costruisce, possono lanciare non solo missili anti-missile ma missili di tutti i tipi, compresi quelli da crociera a lungo raggio a duplice capacità convenzionale e nucleare. 

In tal modo, come già avvenuto durante la Guerra Fredda, Washington è di nuovo riuscita, con la complicità delle élite di potere europee, a spezzare l’Europa con una nuova “cortina di ferro” trasformandola in prima linea del confronto nucleare con la Russia, a tutto vantaggio degli Stati Uniti che possono così accrescere la loro influenza sugli alleati europei.

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About Andrea Vento

Andrea Vento, docente di geografia economica presso l’Istituto Tecnico Commerciale «Antonio Pacinotti» di Pisa, si è laureato nel 1988 presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa con corso di laurea in geografia e tesi in geografia economica. Appassionato di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare predilezione per il Medio Oriente e l’America latina, ha focalizzato le proprie ricerche e la propria attività sull’analisi di specifiche tematiche di carattere geoeconomico e geopolitico. Al centro del suo lavoro vi è il tentativo di ampliare - tramite scritti e conferenze - la conoscenza di particolari sfere economico-geografiche del mondo attuale. Nel 2013 - assieme ad alcuni colleghi - ha fondato il GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati).

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