Trump potrebbe mettere a repentaglio l’accesso al Mar Rosso in caso di qualsiasi mossa contro lo Stretto di Hormuz

Bāb el-Mandeb e Hormuz, due strozzature decisive per l’energia globale, tornano al centro dello scontro strategico tra Iran e Stati Uniti. Da Teheran arriva un monito: ogni ulteriore escalation potrebbe mettere in crisi non solo il Golfo, ma l’intero traffico marittimo regionale e globale.

Tasnim News -13 aprile 2026

TEHERAN (Tasnim) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump perderà lo Stretto di Bāb el-Mandeb se intraprenderà qualsiasi azione contro lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato a Tasnim una fonte informata.

Parlando con Tasnim delle recenti dichiarazioni di Trump sul blocco navale dell’Iran e sulla limitazione del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz, una fonte informata ha affermato: “Le minacce di Trump di questo tipo non sono più efficaci né credibili e, se tali minacce fossero state efficaci, Trump non sarebbe stato costretto con disperazione a raggiungere un cessate il fuoco nella guerra”.

“Posizioni di questo genere non miglioreranno il processo di risoluzione dei problemi e Trump dovrebbe temere di perdere lo stretto di Bāb el-Mandeb impegnandosi in queste minacce folli”, ha detto la fonte, ribadendo che simili dichiarazioni porranno sfide ancora più costose per il trasporto energetico e per il commercio globale nella regione.

La dichiarazione è arrivata dopo che domenica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto che la Marina statunitense avrebbe iniziato “immediatamente” un blocco delle navi in entrata o in uscita dallo Stretto di Hormuz.

L’Iran ha il pieno controllo su questo stretto strategico, attraverso il quale transitava il 20% delle spedizioni mondiali di petrolio prima della guerra statunitense-israeliana contro il Paese.

Nota: lo stretto di Bāb el-Mandeb è il passaggio marittimo che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e quindi all’Oceano Indiano, tra la Penisola Arabica e il Corno d’Africa. È una strozzatura (chokepoint) fondamentale del commercio mondiale, perché gran parte dei flussi energetici e mercantili tra Asia ed Europa passa da lì, in connessione con il Mar Rosso, Suez e le rotte del Golfo. In questo contesto, la fonte iraniana segnala che un’escalation su Hormuz potrebbe ripercuotersi su un secondo snodo strategico della stessa catena marittima, moltiplicando i rischi per petrolio, gas e traffici globali.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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