Dopo il potenziamento di Camp Darby ora è la volta del COMFOSE, una unità strategica dell’esercito italiano

Il rafforzamento del COMFOSE e il trasferimento del Col Moschin confermano la crescente centralità del territorio pisano nella geografia militare italiana e atlantica, tra nuove infrastrutture, spese pubbliche e una militarizzazione sempre più profonda, estesa e strutturale.

A confermare il ruolo nevralgico del territorio pisano per il settore militare, ammesso che avessimo bisogno di conferme, arrivano ulteriori notizie di cronaca come l’articolo pubblicato sulla cronaca di Pisa del quotidiano “Il Tirreno” lo scorso 17 febbraio. E già un anno or sono, in occasione della visita del sottosegretario alla difesa Isabella Rauti, avevamo colto la rilevanza ricoperta da queste unità speciali negli scenari di guerra presenti e futuri:

Ma prima di ragionare insieme ai lettori facciamo un passo indietro di alcuni anni: giugno 2020 quando venne inaugurata la nuova sede del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE), alla presenza dell’allora ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

I più vecchi ricorderanno quando a inizio secolo il consiglio comunale di Pisa prese posizione per riconvertire la base militare Usa di Camp Darby a uso civile, i partiti che si espressero favorevolmente, a distanza di pochi anni, hanno oggi cambiato posizione. E resta innegabile l’attiva collaborazione resa dagli enti locali al dragaggio del Fosso dei Navicelli e alla costruzione di una apposita stazione ferroviaria in prossimità della Base, infrastrutture decisive per il trasporto di armi via acqua e per rotaia.

Il COMFOSE venne dislocato nell’area nord della base che si trova a metà tra Pisa e Livorno, in mezzo alla macchia mediterranea e a pochissima distanza dal mare. Sei anni or sono il trasferimento dopo la decisione Usa di ripensare spazi e modalità organizzative all’interno di Camp Darby, al contempo non dovrebbe sfuggirci la vicinanza tra truppe Usa e le unità dell’esercito italiano. E mentre si dimenticava, anche a sinistra e nelle realtà antagoniste, il ruolo nevralgico di Camp Darby le forse di élite destinate alle guerre non convenzionali, oggi tristemente famose, trovavano una sede per tutte le attività di addestramento, formazione di queste unità speciali in una area della vecchia base utilizzata per gli alloggi dei soldati a stelle e strisce.

Erroneamente qualcuno ritenne, in quegli anni, l’abbandono di una area da tempo inutilizzata come il segno tangibile del depotenziamento da parte statunitense della base di Camp Darby, i fatti dimostrano invece ben altro. Giù nel 2015 gli Usa volevano restituire parte della base ove erano stati ospitati alloggi e uffici per i loro militari, contenere il numero del personale talvolta non è sinonimo di disimpegno quanto invece di riorganizzazione complessiva. Allora si parlava di milioni di euro (tra i 40 e i 50) per realizzare gli interventi richiesti dall’esercito italiano e in quella occasione apprendemmo della costruzione di “caserme verdi” ossia un piano di ammodernamento delle strutture per ridurre sprechi energetici e di acqua

Il Comando di COMFOSE ha avuto il suo quartier generale prima nella Caserma “Gamerra” a Pisa per poi essere dislocato nel Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari (CISAM) di San Piero a Grado, a un paio di chilometri da Camp Darby come ci hanno ricordato in alcuni articoli allora pubblicati da Manlio Dinucci e Antonio Mazzeo. La presenza di militari italiani accanto a quelli statunitensi non era casuale perché entrambi erano impegnati in operazioni speciali in Medio Oriente.

Dal COMFOSE dipende anche il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, una delle unità d’élite dell’esercito italiano che proprio in questi giorni si trasferisce da Livorno al comprensorio militare “Dario Vitali” di Pisa, sede operativa del Comando delle forze speciali dell’Esercito (COMFOSE) ossia l’area dentro Camp Darby di cui abbiamo parlato poco sopra. E anche questo trasferimento, come quelli del 2020, non sarà a costo zero, pensiamo a quasi 6 milioni di euro di spesa per adeguare le strutture alle nuove necessità.

E nell’arco di pochi anni l’area già occupata da Camp Darby ospiterà i reggimenti coordinati dal Comfose (il Col Moschin, l’85° reggimento paracadutisti Rao “Folgore” il 4° reggimento Alpini paracadutisti facenti parte del comando operativo da una dozzina di anni).

E nell’arco di pochi chilometri incontriamo a Boccadarno, dove il fiume Arno si unisce al mar Tirreno, la “Bai”, base di addestramento degli incursori e specializzata nelle attività anfibie e subacquee e per l’addestramento del personale. Il piano di riqualificazione prevede il rifacimento totale dell’immobile e degli impianti, oltre ad interventi di miglioramento in base alle richieste del comando che occuperà l’edificio.

A queste presenze di militari bisogna aggiungere la caserma di addestramento dei Parà nel quartiere di Porta a Lucca a poca distanza dallo stadio, il territorio Pisano ha un aeroporto militare di grandi dimensioni nel quartiere di San Giusto ove troviamo anche un hub da cui dovrebbero partire equipaggiato migliaia di militari nell’arco di pochissimi giorni. Altre caserme dell’esercito e una ulteriore base, quella del Tuscania che dovrebbe estendersi tra i Comuni di Pisa e Pontedera. Se aggiungiamo la base Usa di Camp Darby, il COMFOSE e la Bai Pisa diventa un territorio attraversato da basi logistiche militari di primaria importanza.

I cantieri saranno operativi nel tardo autunno 2026 per completare i lavori nell’arco di 250 giorni. L’intera operazione viene presentata come una sorta di piano di rigenerazione urbana, nel frattempo se pensavate che almeno a Livorno la militarizzazione sarebbe stata alleggerita sappiate che la vecchia caserma livornese Vannucci. ove era ospitato il Col Moschin, sarà restituita in toto alla Folgore per ospitare il reparto “comando” dell’unità aviotrasportata.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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