La destra pisana double face

A Pisa la destra governa da anni, ma scende in piazza sulla sicurezza contro sé stessa. Nel quartiere Porta Fiorentina il degrado diventa propaganda repressiva: servono invece servizi, manutenzione, spazi sociali e politiche abitative per ricucire la città senza razzismo.

La destra governa la città di Pisa da anni ma paradossalmente alcune sue componenti, dai seguaci di Vannacci in uscita dalla Lega a Fratelli d’Italia, manifestano per la sicurezza non lesinando critiche all’operato del Governo locale e nazionale

Cosa sta accadendo nella città di Pisa?

Il tema della sicurezza è facile da cavalcare, basta nascondersi dietro a qualche comitato costruito nel tempo facendo presa sulla popolazione attraverso lo sguardo del vicinato e un facile, e scontato, richiamo alla sicurezza urbana.

E’ il caso del quartiere di Porta Fiorentina, a poche centinaia di metri dalla stazione, un quartiere abbandonato da anni, con negozi gestiti da migranti, a poche centinaia di metri dall’argine lungo il fiume Arno. Il Portone, come i vecchi lo definivano, un tempo era un quartiere operaio e popolare (60 anni fa), alle porte della città, con una sede del Partito comunista e una del Partito repubblicano (che aveva un radicamento antico), due circoli Arci, una scuola elementare e una materna, perfino una radio libera e una parrocchia attiva.

Oggi le attività dell’Arci sono scomparse (anche per responsabilità dell’Arci provinciale e delle società semplici che mantengono la proprietà dei circoli facendo alla fine il bello e il cattivo tempo), un quartiere fantasma senza attività sociali e ricreative. 

E la destra prova a lanciare il solito messaggio securitario, il comitato di quartiere locale non esiste se non per invocare maggiore presenza della polizia, se sfrattano qualcuno il comitato è assente, quando si tratta di chiedere maggiore pulizia e manutenzioni alla Giunta di destra sparisce letteralmente.

Ma questo comitato esiste quando si tratta di lanciare marce e marcette dal sapore nostalgico per invocare sicurezza, non sicurezza sociale ma repressione.

Allora contro la ennesima farsa securitaria questa volta c’è qualcuno che dice no, appuntamento, lunedì prossimo alle ore 1730, davanti alla Leopolda per opporci al securitarismo delle destre.

Investimenti, manutenzione, salvaguardia del patrimonio pubblico, requisizione delle case sfitte, scuole aperta al pomeriggio sono queste le risposte al degrado. Respingiamo ogni forma di razzismo e la destra che governa a livello locale e nazionale utilizzando lo spettro della insicurezza per fare proselitismo.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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