In Iran le piazze che sfidano il regime clericale non chiedono alcuna restaurazione monarchica. Operai, lavoratori e settori popolari rivendicano libertà, diritti sociali e autodeterminazione, respingendo la propaganda che riduce la protesta a un progetto reazionario e filo-imperialista.

Il nostro dovere civico e democratico, di fronte a eventi che ogni giorno diventano sempre più evidenti, è quello di smascherare la narrazione diffusa da parte di alcuni media e ambienti politici europei e statunitensi. Essi cercano di far credere all’opinione pubblica mondiale che le manifestazioni contro il regime clericale rappresentino un’alternativa monarchica. Questa affermazione è falsa: è una bugia costruita per delegittimare la lotta popolare.
Il nostro movimento, composto da operai, lavoratori, pensionati, commercianti e contadini, da oltre quarant’anni scende in piazza per i diritti civili, per la libertà di parola e per il diritto a una vita dignitosa. Questa lotta non nasce oggi e non ha nulla a che vedere con la restaurazione monarchica.
Oggi la politica reazionaria cerca di adattare e mascherare i propri strumenti di dominio. Attraverso i social media, la radio, la televisione e altri mezzi di comunicazione, tenta di far credere al mondo che l’unica alternativa al regime clericale sia una soluzione imperialista: il ritorno della monarchia, rappresentata dal figlio dello Scià. Anche questa è una menzogna.
Le manifestazioni popolari esprimono una richiesta di libertà, giustizia sociale e autodeterminazione, non il ritorno a un passato autoritario imposto dall’esterno.per un ira n libero e democratico.
15/01/2026
Ali
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