La scuola che non vogliamo: a proposito della circolare del Ministro Valditara

Non credere, non obbedire e non combattere. Fermiamo la normalizzazione repressiva della scuola da parte del ministro Valditara.

Il Ministro Valditara per anni ha ignorato che buona parte della formazione per il corpo docente era frutto di seminari promossi da Enti e organismi accreditati dal Ministero, per lustri ha fatto comodo (nel buon nome, si fa per dire, del contenimento di spesa) che altri si occupassero di aggiornamento e dei processi formativi fino a quando non è stata decisa la normalizzazione repressiva del mondo dell’istruzione.

Ai dirigenti scolastici viene intimato di ammettere solo dibattiti caratterizzati dalla par condicio, per questa ragione, nel rispetto delle circolari, ci offriamo come delegati Cub di partecipare a ogni confronto sul tema della guerra, del Riarmo, della storia per portare istanze di pace, di confronto dialettico per confutare le tesi militariste e del revisionismo storico.

Ma la par condicio è solo una scusa addotta dal Ministro per esercitare forti pressioni sui temi e sugli invitati negli incontri pubblici all’interno delle scuole al fine di sottoporre un clima di rigido controllo repressivo tanto i progetti educativi del corpo docente e le assemblee stesse degli studenti.

Perché il bavaglio non sarà indirizzato solo al corpo docente e agli studenti ma anche a quanti, ad esempio i genitori, vorranno introdurre nelle scuole delle tematiche oggetto di discussione, misure che vogliono scongiurare sul nascere ogni forma di reale confronto e il diffondersi di un senso critico, di una opposizione ai processi in atto.

Il risveglio culturale concretizzatosi nella diffusa solidarietà al popolo palestinese ha imposto una rilettura non europeo centrica del Medio Oriente, una visione critica al riarmo e una diffusa sensibilità che si è tramutata in azione etica, morale, sociale e politica.

E questa azione suona come un campanello di allarme per una scuola normalizzata, senza discussione e senza sapere critico come quella desiderata dal Governo Meloni.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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