La CEPAL aggiorna le sue proiezioni di crescita per l’America Latina e i Caraibi: si prevede una crescita del 2,4% per il 2025 e del 2,3% per il 2026

La regione rimane impantanata in una trappola di bassa crescita, con tassi di crescita medi pari a circa il 2%, bassi investimenti, bassa produttività, mercati del lavoro lenti e alti livelli di disuguaglianza.

La Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi delle Nazioni Unite-CEPAL ha pubblicato il 23 ottobre scorso il consueto rapporto previsionale di autunno sulla dinamica dell’economia del subcontinente e dei suoi 33 stati per il 2025 del quale il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati ne ha curato la traduzione e ha realizzato la tabella con la variazione del Pil.

Di seguito la traduzione del comunicato stampa di presentazione del rapporto curata dal Giga.

Comunicato stampa della Cepal
23 ottobre 2025

La Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL) ha aggiornato le sue proiezioni di crescita per la regione, stimando che il prodotto interno lordo (PIL) crescerà del 2,4% nel 2025 e del 2,3% nel 2026. La nuova stima per il 2025 rappresenta una revisione al rialzo rispetto alla previsione del 2,2% contenuta nell’Economic Survey of Latin America and the Caribbean 2025 , pubblicata il 5 agosto. Si tratterebbe della seconda revisione al rialzo da aprile, quando la previsione di crescita regionale era del 2,0%. Con questo aggiornamento, le prospettive di crescita regionale sono le stesse di quelle presentate a dicembre 2024 (2,4%).

In un comunicato stampa, l’organizzazione regionale delle Nazioni Unite osserva che questa correzione delle proiezioni riflette un contesto internazionale meno avverso di quanto previsto ad aprile, ma non modifica la diagnosi di fondo: l’impulso esterno alla crescita è rallentato e la regione continua a crescere a un ritmo lento. Per superare questa situazione, è necessaria una trasformazione produttiva più accelerata per stimolare la crescita economica e la produttività, diversificare le economie e generare più posti di lavoro di migliore qualità.

Un contesto globale avverso che continua a influenzare le prospettive di crescita 

Le successive revisioni delle proiezioni per il 2025 rispondono ai cambiamenti nelle condizioni esterne che caratterizzano la regione. Tra queste, le modifiche agli scenari di crescita del commercio internazionale dovute agli effetti degli annunci tariffari fatti dagli Stati Uniti da aprile di quest’anno e gli aggiustamenti alle prospettive di crescita per i principali partner commerciali della regione. Sebbene il ritmo sia rallentato rispetto al 2024, è migliorato rispetto alle stime di inizio anno. Questi fattori sono aggravati dalle aspettative di inflazione globale, che sono diminuite più lentamente del previsto, influenzando i tagli dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali e l’andamento del dollaro sui mercati internazionali. 

Sebbene il contesto internazionale sia stato il fattore principale di quest’anno, la CEPAL sottolinea che anche fattori interni, come lo spazio limitato disponibile per le politiche fiscali e monetarie, la specializzazione produttiva e la destinazione delle esportazioni, spiegano le differenze nelle performance delle economie della regione. 

Prestazioni differenziate per sottoregione

Le proiezioni aggiornate mostrano un comportamento eterogeneo tra le diverse sottoregioni. Nel 2025, si prevede che il Sud America crescerà del 2,9%, in aumento rispetto al 2,7% previsto ad agosto. Questa spinta è dovuta all’aumento degli scambi commerciali tra i paesi della sottoregione e la Cina e al rimbalzo dei prezzi dei metalli preziosi e di altri prodotti del settore estrattivo. 

Si prevede che la stima della crescita del PIL per l’America Centrale rimarrà invariata rispetto a quella annunciata ad agosto, attestandosi al 2,6%. Il PIL del Messico dovrebbe crescere dello 0,6%, una revisione al rialzo di 0,3 punti percentuali rispetto alla stima presentata nell’Economic Survey precedente, riflettendo un esito più favorevole del commercio internazionale e una performance migliore del previsto dell’economia degli Stati Uniti. Si prevede che i Caraibi anglofoni e olandesi cresceranno del 4,7%, o dell’1,9% escludendo la Guyana, rispetto alle stime di agosto del 4,1% e dell’1,8%, rispettivamente, trainate da un esito più favorevole del previsto nel settore del turismo. 

Per il 2026, la CEPAL mantiene invariata la sua proiezione regionale al 2,3%. Se questa stima si concretizzasse, la regione crescerebbe a tassi di circa il 2,3% in quattro anni, con una crescita media del PIL regionale per il periodo 2017-2026 pari all’1,6%. Per sottoregione, si prevedono tassi di crescita del 2,4% per il Sud America, del 3,2% per l’America Centrale, dell’1,3% per il Messico e dell’8,2% per i Caraibi (1,7% esclusa la Guyana) per il 2026. 

Mercato del lavoro: meno dinamismo e lacune persistenti 

La moderata performance economica si rifletterà nella debolezza del mercato del lavoro. La CEPAL prevede che il numero di occupati aumenterà dell’1,5% nel 2025 e dell’1,2% nel 2026, con un rallentamento nella creazione di posti di lavoro formali. Sebbene si preveda una leggera riduzione dell’informalità e del divario di genere, entrambi gli indicatori dovrebbero mantenersi su livelli elevati, evidenziando le sfide strutturali che i mercati del lavoro regionali si trovano ad affrontare. 

Ambiente incerto e invito all’azione 

La CEPAL avverte che le prospettive internazionali continuano a essere dominate da rischi al ribasso, tra cui la possibilità di brusche correzioni nei mercati finanziari internazionali, pressioni sulla sostenibilità fiscale nelle economie avanzate e possibili ulteriori perturbazioni commerciali. Queste tensioni potrebbero influire sulla credibilità delle politiche monetarie delle principali banche centrali mondiali e sui livelli dei tassi di interesse.

Di fronte a questo scenario, la CEPAL esorta i paesi della regione a preservare la stabilità macroeconomica, a rafforzare le proprie istituzioni fiscali e monetarie e a promuovere politiche di sviluppo produttivo volte ad aumentare la produttività, diversificare le esportazioni, stimolare il commercio intraregionale e promuovere investimenti sostenibili. Ribadisce inoltre che la cooperazione internazionale e il multilateralismo sono essenziali per sostenere la ripresa e mitigare gli effetti della frammentazione geoeconomica. 

Il prossimo dicembre la CEPAL pubblicherà il suo tradizionale rapporto, Preliminary Overview of the Economies of Latin America and the Caribbean 2025, in cui offrirà un’analisi dettagliata dei risultati dell’anno e nuove prospettive per il 2026. Le proiezioni complete sono disponibili nel comunicato stampa pubblicato su www.cepal.org (da noi riportate nella sottostante tabella, ndt).

Tabella 1: America Latina e Caraibi: crescita del PIL reale nel 2024 e proiezioni per il 2025 e il 2026

America Latina e Caraibi: incremento del Pil reale nel 2024 e previsioni per 2025 e 2026 (in %)  2024*  2025  2026
America Latina e Caraibi2,42,92,3
America Latina2,22,32,2
America del Sud2,92,92,9
Argentina-1,34,33,8
Bolivia1,71,00,5
Brasile3,42,52,0
Chile2,62,62,2
Colombia1,62,52,7
Ecuador-2,03,02,1
Paraguay4,24,54,0
Peru3,33,23,0
Uruguay3,12,32,2
Venezuela8,56,03,0
America Centrale2,82,63,2
America Centrale e Messico1,81,21,9
Costa Rica4,33,83,8
Cuba-1,1-1,50,1
El Salvador2,62,82,7
Guatemala3,73,74,0
Haiti-4,3-2,3-1,2
Honduras3,63,74,0
México1,40,61,3
Nicaragua3,63,13,4
Panamá2,94,14,2
Repubblica Dominicana5,03,44,3
Caraibi11,24,78,2
Caraibi (escl. Guyana)2,61,91,7
Antigua e Barbuda4,33,73,2
Bahamas3,42,12,0
Barbados4,02,92,1
Belize8,11,62,6
Dominica2,12,63,1
Granada4,03,63,1
Guyana43,612,624,0
Jamaica1,41,51,4
Saint Kitts y Nevis1,21,12,6
San Vicente e Granadina4,14,13,2
Santa Lucía3,92,72,8
Suriname3,03,23,4
Trinidad e Tobago1,51,30,9

Fonte: CEPAL
Nota: America Centrale include Cuba, Haiti e Repubblica Dominicana
*Dati al 17 di ottobre 2025

Andrea Vento
5 novembre 2025
Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

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About Andrea Vento

Andrea Vento, docente di geografia economica presso l’Istituto Tecnico Commerciale «Antonio Pacinotti» di Pisa, si è laureato nel 1988 presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa con corso di laurea in geografia e tesi in geografia economica. Appassionato di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare predilezione per il Medio Oriente e l’America latina, ha focalizzato le proprie ricerche e la propria attività sull’analisi di specifiche tematiche di carattere geoeconomico e geopolitico. Al centro del suo lavoro vi è il tentativo di ampliare - tramite scritti e conferenze - la conoscenza di particolari sfere economico-geografiche del mondo attuale. Nel 2013 - assieme ad alcuni colleghi - ha fondato il GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati).

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