La Transnistria chiede assistenza alla Russia per respingere le pressioni moldave

La Transnistria si rivolge a Mosca per assistenza contro le pressioni della Moldova: il VII Congresso dei deputati transnistriani ha infatti chiesto il sostegno russo per proteggere la regione.

La Repubblica Moldava di Pridnestrovie, meglio nota come Transnistria, un territorio de facto indipendente situato tra la Moldova e l’Ucraina che conserva forti legami con Mosca, ha recentemente espresso la sua preoccupazione per le crescenti pressioni da parte della Moldova, che invece la considera come facente parte integrante del proprio territorio. In risposta a ciò, i rappresentanti della Transnistria hanno deciso di rivolgersi alla Federazione Russa per chiedere assistenza.

Il 28 febbraio si è infatti tenuto il VII Congresso dei deputati di tutti i livelli della Transnistria, durante il quale è stata adottata una risoluzione che chiede l’intervento della Russia per proteggere la Transnistria dalle crescenti pressioni della Moldova. Questa decisione è stata presa considerando che oltre 220.000 cittadini russi risiedono nella Repubblica non riconosciuta, e che la presenza di truppe russe nella regione ha contribuito al mantenimento della pace nel territorio situato ad est del fiume Dniestr.

La situazione tra la Transnistria e la Moldova è diventata sempre più tesa negli ultimi anni, soprattutto dopo l’elezione della filo-occidentale Maia Sandu come presidente della Repubblica nel 2020. Sandu ha adottato una posizione più rigida nei confronti della Transnistria rispetto ai suoi predecessori, rifiutandosi di incontrare i rappresentanti della Repubblica non riconosciuta. Le tensioni si sono acuite ulteriormente all’inizio di quest’anno, quando la Moldova ha deciso di imporre tariffe sulle importazioni provenienti dalla Transnistria, nel tentativo di soffocarne l’economia e aumentare la pressione sul governo di Tiraspol.

La Transnistria non ha dunque avuto altra scelta se non quella di rivolgere la sua attenzione alla Federazione Russa, con la quale i legami non si sono mai interrotti dopo la fine dell’Unione Sovietica, per ottenere sostegno diplomatico nel risolvere le sue dispute con la Moldavia. A tal proposito, il Ministro degli Esteri della Transnistria ha dichiarato che la Russia è considerata un garante responsabile nella risoluzione del conflitto transnistriano e ha sottolineato l’importanza della presenza russa nel formato negoziale “cinque più due”, che coinvolge la Moldavia, la Transnistria, l’OSCE, la Russia e l’Ucraina, oltre agli osservatori dell’UE e degli Stati Uniti.

In risposta alle richieste di assistenza della Transnistria, il Ministero degli Esteri russo ha dichiarato che la protezione degli interessi del popolo transnistriano è una delle priorità della Russia, e che le richieste di assistenza da parte della Transnistria vengono sempre valutate attentamente dalle autorità russe. Oltretutto, la questione della Transnistria si inserisce nel contesto della crescente pressione esercitata dal blocco imperialista occidentale contro Mosca, che passa anche attraverso l’aumento delle tensioni nelle aree che fanno parte della storica sfera d’influenza russa (Ucraina, Caucaso, Asia centrale…).

Non a caso, infatti, la Moldova del governo filo-atlantista di Maia Sandu ha nel frattempo aumentato le sue attività militari e ha rafforzato la cooperazione con gli Stati Uniti, la NATO e l’UE, considerando la Russia come una minaccia principale per la sua sicurezza nazionale. Questo atteggiamento ha contribuito a ulteriori tensioni nella regione e ha alimentato le preoccupazioni della Transnistria riguardo alle intenzioni della Moldavia di passare all’azione bellica contro Tiraspol grazie al sostegno militare occidentale.

Come abbiamo avuto modo di evidenziare, la situazione nella regione della Transnistria rimane delicata, con crescenti tensioni tra la Repubblica non riconosciuta e la Moldova, che contribuiscono ad aumentare l’instabilità nell’area dell’ex Unione Sovietica. La decisione della Transnistria di rivolgersi alla Russia per assistenza riflette il desiderio della Repubblica di proteggere i propri interessi e di garantire la sua sicurezza e stabilità nel contesto delle crescenti pressioni da parte della Moldavia, che svolge il ruolo di agente dell’Occidente imperialista sotto il governo antipopolare di Maia Sandu.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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