Il Vietnam protagonista sulla scena delle relazioni internazionali
Dal 1975 il Paese è passato a lungo sotto silenzio, ma ora riacquista molta importanza.
Dal 1975 il Paese è passato a lungo sotto silenzio, ma ora riacquista molta importanza.
Quello di Pol Pot è considerato universalmente uno dei regimi più sanguinari della storia, ed il nome del dittatore cambogiano viene generalmente evocato per screditare il Comunismo. Ma qual è la sua vera storia?
Il Vietnam è uno dei cinque Paesi al mondo che si proclama ancora ufficialmente socialista sotto la guida egemone del Partito Comunista. Quali sono le politiche economiche, in particolare in fatto di salari?
Il Buddhismo deve il suo successo in Vietnam anche al ruolo giocato al fianco del Partito Comunista nel corso della rivoluzione e delle guerre per la liberazione e la riunificazione del Paese.
Come il modello educativo e coloniale francese, ispirato all’assimilazione ed alla “francesizzazione” dei popoli colonizzati, ha contribuito alla formazione dei rivoluzionari che sancirono la fine dell’impero della madrepatria.
Dopo l’incontro del 12 giugno 2018 a Singapore, il presidente statunitense, Donald Trump, ed il leader della Corea del Nord, Kim Jong-Un, dovrebbero incontrarsi presto in occasione del secondo meeting tra i capi di Stato dei due Paesi. Caduto nel nulla il sondaggio per Bangkok come sede del vertice, Trump e Kim sembrano essere orientati verso la scelta di Hà Nội, capitale del Vietnam, oppure di Đà Nẵng, località balneare della costa vietnamita.
Le vie di tutto il Vietnam sono state invase da carovane che ricordano quelle di altri Paesi per la vittoria della Coppa del Mondo, anche se in questo caso la competizione in questione era meno prestigiosa. Sabato, infatti, si è tenuta la finale di ritorno della AFF Suzuki Cup 2018, la Coppa dell’ASEAN, alla quale partecipano gli undici Paesi del sud-est asiatico. La rassegna, nata nel 1996, è giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione, ed ha visto per la seconda volta la vittoria del Vietnam, dopo il successo del 2008 contro la Thailandia.
Se ne parlava da tempo, ma solamente negli ultimi giorni è arrivata l’ufficializzazione della notizia: dal 2020, il Vietnam ospiterà un Gran Premio di Formula 1, che si svolgerà su un circuito cittadino nella capitale Hanoi. La pista è stata concepita per districarsi all’interno della città, senza tuttavia avere le caratteristiche proprie dei circuiti cittadini: vi saranno infatti lunghi rettilinei, e diverse curve saranno realizzate a partire da tratti simbolo di circuiti storici, come Monaco, Suzuka o il Nürburgring.
Il 21 settembre, il Vietnam è stato scosso dalla notizia della morte del presidente della Repubblica, Trần Đại Quang. Sessantunenne, Trần Đại Quang era stato eletto dal XII Congresso del Partito Comunista del Vietnam (Đảng Cộng sản Việt Nam) nel gennaio del 2016 e confermato nell’aprile dello stesso anno dal voto dell’Assemblea Nazionale della Repubblica Socialista del Vietnam (Quốc hội nước Cộng hoà xã hội chủ nghĩa Việt Nam).
Una voce di corridoio, se sparsa da fonti ritenute attendibili, rischia di diventare una verità agli occhi di molti, soprattutto nel terzo millennio. Ed è così che la stampa israeliana, in particolare il rinomato quotidiano “Haaretz”, in occasione della discussa inaugurazione dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme, ha affermato che alcuni rappresentanti vietnamiti avrebbero partecipato alla cerimonia, insieme a quelli di altri trentuno Paesi, senza tuttavia specificare l’assenza di molti altri, compresi quelli dell’Unione Europea.