America First – “Frasi di Marx” (9)
Nono appuntamento con la rubrica “Frasi di Marx”, a cura, nella sua versione italiana, di Alessandra Ciattini.
Nono appuntamento con la rubrica “Frasi di Marx”, a cura, nella sua versione italiana, di Alessandra Ciattini.
Nel comunicato diffuso il 1° marzo, il Ministero degli Esteri della RPDC condanna duramente l’attacco israelo-statunitense contro l’Iran, definendolo un’aggressione illegale e un’odiosa violazione della sovranità, con gravi implicazioni regionali e internazionali.
La partecipazione di Tô Lâm al Board of Peace per Gaza voluto da Donald Trump non è una deviazione dalla linea di Hà Nội, ma una sua applicazione coerente: multilateralismo, autonomia strategica, rispetto del diritto internazionale e contributo concreto alla pace in un mondo multipolare.
Dal programma “Atoms for Peace” del 1957 ai bombardamenti contro i siti iraniani, la traiettoria statunitense verso il nucleare di Teheran rivela una logica selettiva e coercitiva: il problema non è la tecnologia in sé, ma chi la controlla e a quali equilibri geopolitici si oppone.
L’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran apre uno scenario di guerra regionale dalle conseguenze potenzialmente globali: crisi energetica, destabilizzazione del Medio Oriente, impotenza europea e incognite militari che potrebbero ritorcersi anche contro gli stessi aggressori.
Alle 7 della mattina di sabato 28 febbraio è scattata la non imprevista nuova aggressione militare all’Iran da parte di Israele, vero promotore dell’azione, e degli Stati Uniti che ha colpito in primis i centri del potere della Repubblica islamica a Teheran, uccidendo, fra gli altri, la Guida Suprema Ali Khamenei e colpendo una scuola elementare con oltre 100 morti.
Washington torna a minacciare l’Iran combinando propaganda “umanitaria”, sanzioni e dimostrazioni di forza nel Golfo. Dietro l’ipotesi di un attacco si intravede una logica imperiale: proteggere l’ordine regionale centrato su Israele, punire l’autonomia strategica iraniana e intimidire chi prova a costruire un mondo multipolare.
L’ultimo tentativo di infiltrazione armata dalle acque della Florida non è un episodio isolato, ma l’ennesima manifestazione di una guerra multiforme contro Cuba, fatta di terrorismo, strangolamento economico e aggressione psicologica contro la sovranità dell’isola.
Il discorso sullo Stato dell’Unione di Donald Trump ha mescolato autocelebrazione, propaganda e attacchi politici, offrendo un’immagine trionfalistica dell’America che si scontra con una realtà segnata da tensioni sociali, caro vita, polarizzazione e crescenti contraddizioni interne.
La Corte Suprema blocca l’uso dell’emergenza come scorciatoia tariffaria e infligge a Trump una sconfitta politica e giuridica pesante. Ma tra ricorsi, rimborsi incerti e nuovi dazi, Washington resta prigioniera di un’instabilità che mina istituzioni e credibilità internazionale.