La maggioranza non votante
Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, la maggioranza della popolazione ha deciso di non votare in un’elezione su scala nazionale, con un’affluenza alle elezioni europee dell’8-9 giugno pari al 49,69%.
Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, la maggioranza della popolazione ha deciso di non votare in un’elezione su scala nazionale, con un’affluenza alle elezioni europee dell’8-9 giugno pari al 49,69%.
Dopo il nostro articolo sulla Serbia, continuiamo ad analizzare la situazione nei Paesi dell’ex Jugoslavia, una regione che vive una nuova fase di destabilizzazione trent’anni dopo la fine della Repubblica Socialista Federale, soprattutto per via delle ingerenze occidentali.
Non votando per le elezioni europee dobbiamo esprimere tutta la nostra sfiducia nella sua classe dirigente, animata da un delirante spirito bellicista, e nell’Unione, sorta dal disegno usa di recuperare i 23 milioni di chilometri quadrati prima dominati dal socialismo est-europeo e sottratti al mercato capitalistico.
Alla vigilia delle elezioni europee Michele Santoro getta la maschera. L’articolo di Federico Giusti.
Autorevoli esperti statunitensi scrivono che gli Usa scaricheranno il peso della guerra in Ucraina all’Europa. Allora cosa succederà? Eseguirono gli ordini, avviandoci sempre più all’autodistruzione? L’articolo di Alessandra Ciattini.
Il nuovo rapporto sull’occupazione dell’Unione Europea critica il Governo Meloni per l’inefficacia delle politiche anti-povertà. Il documento evidenzia problemi riguardanti occupazione, disparità di genere e territoriali, nonché l’inefficienza del sistema di welfare e delle politiche salariali.
Il prossimo 8 maggio, il capo di Stato in carica Stevo Pendarovski e la sfidante Gordana Siljanovska-Davkova si disputeranno la presidenza della Macedonia. Entrambi i candidati sostengono l’adesione del Paese all’UE, ma dovranno fronteggiare il veto della Bulgaria.
In questi giorni i leader europei hanno approvato gli atti di indirizzo per il mercato unico Ue e per conquistare i mercati delle materie prime critiche indispensabili per la transizione. A guidare il gruppo un politico di lungo corso italiano.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) dell’Italia, finanziato dall’Unione Europea, richiede rate di restituzione nell’arco del 2033-2052. La mancata attuazione delle riforme potrebbe scatenare sanzioni, evidenziando un potere coercitivo crescente delle istituzioni comunitarie.
Le dichiarazioni dell’alto rappresentante europeo Josep Borrell sulla scia del documento UE denominato La Bussola Europea lasciano intedere come ormai la Ue si stia preparando alla guerra.