Prontezza europea: se anche il vocabolario diventa bellico
La Corte dei Conti Ue avanza critiche e perplessità. In ritardo e debolmente partono le mobilitazioni contro il riarmo europeo mentre aumentano i contrasti interni alla Ue.
La Corte dei Conti Ue avanza critiche e perplessità. In ritardo e debolmente partono le mobilitazioni contro il riarmo europeo mentre aumentano i contrasti interni alla Ue.
O si tratta di piccoli incidenti di percorso sopravvalutati da opposizioni politiche ormai impotenti?
Il divario economico tra Stati Uniti ed Europa si è acuito dopo decenni di equilibrio. Nel bel mezzo di crisi energetiche e conflitti, l’UE affronta sfide in produttività e competitività, spingendo verso politiche di riarmo che ridimensionano welfare e libertà democratiche.
Le riflessioni di Rodrigo Rivas su quanto accaduto negli ultimi giorni, dagli Stati Uniti all’Europa.
Nuova puntata della rubrica “Le Interviste Scomode” a cura della redazione di RadioGrad. Ospite Mauro Del Corno, giornalista de Il Fatto Quotidiano.
La corsa al riarmo europeo minaccia il welfare e l’etica finanziaria: perfino i fondi ESG, un tempo baluardo della sostenibilità, si aprono agli investimenti militari, compromettendo valori ambientali e sociali in nome della redditività e della sicurezza.
L’Europa si prepara alla guerra nucleare, mentre viene descritta come parassitaria dall’amministrazione statunitense. Le riflessioni di Rodrigo Rivas.
Nonostante le pressioni esterne e timori infondati, molti Stati membri dell’UE esitano ad escludere fornitori cinesi 5G come Huawei e ZTE, con preoccupazioni su costi, sicurezza ed effetti economici, mentre il panorama tecnologico mostra vantaggi nella cooperazione.
L’European Defence Readiness 2030 traccia il percorso per un riarmo autonomo dell’UE, ma il documento appare frettoloso: tra investimenti, infrastrutture, fondi europei e revisioni del Patto di stabilità, si confondono interessi e ambizioni strategiche, gettando dubbi sul futuro difensivo europeo.
Le prospettive di lavoro per i giovani non sono incoraggianti. Le frustrazioni giovanili stanno crescendo e la rabbia contro il sistema in molti Paesi si esprime nel voto per l’estrema destra e le sue promesse di una vita migliore.