La visione occidentalista di Piero Bernocchi
Il vecchio leader dei Cobas scuola guarda il mondo con categorie ideologiche e ferme a 30 anni fa. Le considerazioni di Federico Giusti.
Il vecchio leader dei Cobas scuola guarda il mondo con categorie ideologiche e ferme a 30 anni fa. Le considerazioni di Federico Giusti.
Le elezioni presidenziali in Lituania hanno riconfermato Gitanas Nausėda con una vittoria schiacciante, dando una nuova spinta alla linea fortemente atlantista e russofoba del governo, accusato di discriminare la minoranza russa.
Già nel 2023 la Cina ha proposto un piano di pace per la guerra NATO-Ucraina non preso in considerazione dagli alleati occidentali, eppure potrebbe essere un buon punto di partenza per uscire da questo cul de sac.
Negli ultimi tempi siamo incalzati da avvenimenti dalle conseguenze sempre più preoccupanti, narrati ovviamente in maniera alquanto distorta: vertici inutili dal significato puramente mediatico; relazioni diplomatiche interpretate in maniera mistificata, che mettono a nudo, tuttavia, l’inconsistenza politica del cosiddetto occidente.
Biden approva i bombardamenti contro la Russia e la terza guerra mondiale è più vicina. Uscire dalla Nato, salvare il paese e i lavoratori è il nostro compito imprescindibile.
A maggio, il Wall Street Journal e altri giornali hanno riferito che BlackRock e altri creditori stanno facendo pressioni sull’Ucraina per ripagare il debito con interessi, dopo una sospensione di due anni, ammontante a circa 500 milioni di dollari all’anno.
Autorevoli esperti statunitensi scrivono che gli Usa scaricheranno il peso della guerra in Ucraina all’Europa. Allora cosa succederà? Eseguirono gli ordini, avviandoci sempre più all’autodistruzione? L’articolo di Alessandra Ciattini.
Svoltosi nella forma di un vero e proprio “pogrom” a sfondo politico, messo in opera da bande di fanatici, ultranazionalisti e frange neonaziste, nel contesto dell’immediato dopo-colpo di stato di “Euromaidan” del febbraio 2014, la strage alla Casa dei Sindacati a Odessa resta una delle pagine più nere della recente storia d’Europa.
La decisione di Mike Johnson di approvare una legge bipartisan sui finaziamenti a Ucraina e Israele ha scatenato tensioni interne al Partito Repubblicano. La possibile sfiducia a Johnson evidenzia le divisioni tra gli ultra-conservatori e i moderati, mentre i democratici valutano strategie per sfruttare la situazione politica attuale.
La guerra tra NATO e Russia, con l’Ucraina in mezzo, persiste mentre l’Occidente cerca di indebolire la Russia con tattiche ibride. La Cina, pur sostenendo la Russia, vuole garantire la sovranità dell’Ucraina, e resta preoccupata per possibili tensioni future legate alle risorse dell’Asia centrale. L’intervista di Alessandra Ciattini a Giulio Chinappi.