Turchia, Russia, USA, Israele in campo nella scacchiera strategica siriana
In Siria effettuata la più grande offensiva delle forze antigovernative e jihadiste dal 2016. L’articolo di Enrico Vigna.
In Siria effettuata la più grande offensiva delle forze antigovernative e jihadiste dal 2016. L’articolo di Enrico Vigna.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Ufficio di Rappresentanza del Kurdistan in Italia di smentita delle notizie divulgate dalla Reuters e riprese da altri organi di stampa.
La Siria è al centro di un’escalation geopolitica che intreccia interessi di USA, NATO, Turchia, Russia e Iran. L’attacco qaedista ad Aleppo, sostenuto da Ankara, rivela una strategia regionale complessa, aggravata dai bombardamenti israeliani e dalle tensioni con Hezbollah.
Le azioni militari di Israele contro Gaza, Libano, Siria e Yemen, insieme all’espansione coloniale in Cisgiordania, stanno aumentando il rischio di una guerra su vasta scala in Medio Oriente, alimentando tensioni internazionali per mezzo di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
La Siria di Assad resiste alle pressioni internazionali e rafforza i legami con i suoi alleati, celebrando 80 anni di relazioni con la Russia. Nel frattempo, cerca un riavvicinamento con la Turchia per stabilizzare la regione e affrontare la crisi dei rifugiati.
Mentre il regime sionista continua a perpetrare i propri crimini nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, le forze imperialiste anglo-statunitensi seguitano a condurre azioni militari illegittime nella regione, bombardando i territori di Iraq, Siria e Yemen nel silenzio generale.
L’attacco con un drone alla postazione militare statunitense Tower 22, vicino al confine tra Giordania e Siria, solleva interrogativi sul ruolo delle truppe imperialiste nella regione
Il veto degli Stati Uniti ha impedito all’ Onu di votare una risoluzione “umanitaria” per il cessate a fuoco da parte di Israele che in tutta risposta sta bombardando il territorio libanese e siriano.
Sono sempre più numerose le denunce dei crimini israeliani nella comunità internazionale, mentre crescono le preoccupazioni per il possibile allargamento del conflitto ad altri Paesi della regione.
Una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha chiesto a Israele di ritirarsi dalle alture del Golan, territorio israeliano illegalmente occupato sin dal 1967.