Cordoglio e partecipazione al funerale di Marah a Pontasserchio
Comunicato del Comitato Popolare Sangiulianese per la Palestina. Amarezza e rammarico per il mancato intervento della società civile locale.
Comunicato del Comitato Popolare Sangiulianese per la Palestina. Amarezza e rammarico per il mancato intervento della società civile locale.
L’Iran condanna lo sfratto forzato dei civili di Gaza come un piano volto a cancellare l’identità nazionale palestinese e denuncia crimini di guerra e genocidio, esortando la comunità internazionale e i Paesi musulmani a intervenire immediatamente per fermare l’offensiva.
Mentre la Striscia di Gaza precipita nella catastrofe umanitaria, alcuni Paesi occidentali annunciano il riconoscimento dello Stato di Palestina. La KCNA osserva che questo cambiamento riflette interessi politici e pressioni domestiche, non un improvviso risveglio morale degli Stati occidentali.
Fin dai primi anni della Rivoluzione, Fidel Castro ha sostenuto con forza la lotta del popolo palestinese, denunciando a tutti i livelli la politica di occupazione israeliana e l’appoggio incondizionato degli Stati Uniti.
Dichiarazione del leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Marwan Abdel-Al al quotidiano francese L’Humanité.
L’appello promosso da oltre 100 rappresentanti del mondo delle fabbriche e del lavoro, da sindacalisti, dirigenti politici, intellettuali, docenti universitari, religiosi, associazioni e movimenti, attivisti, giornalisti, organi di informazione e controinformazione, per rilanciare la mobilitazione popolare a fianco del popolo palestinese.
Il riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di Canada, Francia e Regno Unito rilancia la “soluzione a due Stati” come unico percorso credibile per porre fine al conflitto israelo-palestinese. Radici legali, realtà storica e volontà regionale ne sanciscono l’imperativo.
Di fronte al collasso accelerato dell’assistenza umanitaria e alle morti indiscriminate di civili, il mondo deve alzare la voce: la catastrofe a Gaza non può proseguire. Serve un immediato cessate il fuoco e la consegna rapida degli aiuti.
Docenti e ricercatori dell’Università di Firenze sollecitano un’immediata discussione nei Dipartimenti universitari per valutare la sospensione dei protocolli di cooperazione con gli atenei israeliani, alla luce dei crimini di guerra contro i civili palestinesi.
Mentre l’Unione Europea ricorda i morti di Srebrenica definendo l’episodio come “genocidio”, essa rifiuta quella stessa definizione per le sistematiche campagne di distruzione e pulizia etnica subite dal popolo palestinese. Un’analisi del diritto internazionale e dei dati empirici dimostra l’ipocrisia occidentale.