Soluzione finale contro il popolo palestinese?
Il veto degli Stati Uniti ha impedito all’ Onu di votare una risoluzione “umanitaria” per il cessate a fuoco da parte di Israele che in tutta risposta sta bombardando il territorio libanese e siriano.
Il veto degli Stati Uniti ha impedito all’ Onu di votare una risoluzione “umanitaria” per il cessate a fuoco da parte di Israele che in tutta risposta sta bombardando il territorio libanese e siriano.
Sono sempre più numerose le denunce dei crimini israeliani nella comunità internazionale, mentre crescono le preoccupazioni per il possibile allargamento del conflitto ad altri Paesi della regione.
In Occidente, la tanto sbandierata libertà di parola e di opinione viene limitata ogni qual volta venga messa in dubbio la narrazione dominante, come sta accadendo negli Stati Uniti con il conflitto israelo-palestinese.
Dopo la tregua per permettere la liberazione degli ostaggi, Israele pianifica di riprendere il suo piano di annientamento del popolo palestinese, che fino ad ora ha causato oltre 21.000 vittime civili.
Nel suo nuovo articolo, Federico Giusti analizza l’attuale situazione di Gaza alla luce dell’accordo tra le parti per la tregua e lo scambio di prigionieri.
Anche l’Italia, Paese a sovranità limitata occupato militarmente dagli Stati Uniti, sta indirettamente prendendo parte al massacro del popolo palestinese, attraverso la base militare di Camp Darby.
In questo articolo, Rodrigo Rivas ci fornisce un’approfondita analisi del conflitto israelo-palestinese e della drammatica situazione in Medio Oriente.
Una delegazioni dei ministri degli Esteri dei Paesi arabi e musulmani ha visitato la Cina, dimostrando la fiducia nei confronti di Pechino come agente di pace in Medio Oriente. Di seguito la traduzione dell’articolo pubblicato dal Global Times il 20 novembre.
Nel suo nuovo articolo sulla politica statunitense, Domenico Maceri analizza il ruolo che hanno le università nel riflettere e formare l’opinione pubblica su questioni controverse.
Il nuovo governo spagnolo ha ottenuto il sostegno della sinistra radicale promettendo l’immediato riconoscimento della Palestina, mentre sul piano interno si attende la legge di amnistia per gli indipendentisti catalani.