L’ennesimo contratto a perdere
Vanificata la spinta degli operai metalmeccanici per un contratto nazionale dignitoso con recupero del potere di acquisto e di contrattazione.
Vanificata la spinta degli operai metalmeccanici per un contratto nazionale dignitoso con recupero del potere di acquisto e di contrattazione.
Precari PNRR, lavoratori usa e getta: migliaia di contratti a termine scadranno mentre il Piano arranca tra ritardi, burocrazia e organici insufficienti. La PA rischia di perdere competenze preziose invece di stabilizzarle, trasformando un’occasione storica in precarietà permanente e servizi più deboli.
Il 28 novembre, i sindacati sono scesi in piazza per uno sciopero generale che denuncia una Manovra ingiusta: niente tasse ai capitali, sgravi alle imprese al posto di aumenti salariali, welfare fermo, precari della ricerca senza futuro, miliardi al riarmo. All’orizzonte privatizzazioni, sanità privata e un clima sempre più autoritario.
La vera sfida sarebbe quella di generare nuova ricchezza senza redistribuire stagnazione. Il concetto non è ovviamente nostro, lo abbiamo preso in prestito da quanti chiedono al Governo una nuova politica industriale.
Una manovra che premia il 7% più abbiente e lascia a secco ceti popolari e classe media: IRPEF sempre più sbilanciata su dipendenti e pensionati, aliquote alte mancanti, detassazioni che erodono il welfare, nuove rottamazioni che incentivano l’evasione.
Nuova puntata della rubrica “Work in Progress”, a cura della redazione di RadioGrad.
Nuova puntata della rubrica “Yesterday’s Papers”, a cura della redazione di RadioGrad.
Firmato il CCNL Funzioni Locali 2022–2024: aumento medio del 5,78% contro un’inflazione del 17%, con perdita netta di potere d’acquisto. Norme peggiorative su orari e progressioni, spinta al welfare aziendale e indebolimento delle RSU sanciscono il trionfo della miseria salariale.
Detassare i premi o aumentare davvero i salari? E privilegiare il welfare aziendale o ricostruire uno stato sociale universale? La Manovra 2026 spinge su bonus e flat tax, ma scambia salario con benefit, svuota i CCNL e scarica sul pubblico il conto della privatizzazione.
Il “welfare aziendale” viene venduto come un vantaggio esentasse, ma in realtà scambia salario e diritti universali con servizi privati gestiti da imprese e sindacati concertativi. Così si indeboliscono stato sociale, sanità pubblica e previdenza, mentre aumenta il potere degli enti bilaterali e dei privati.