Yesterday’s Papers – Il diritto di sciopero NON SI TOCCA!
Nuovo appuntamento con la rubrica Yesterday’s Papers a cura della redazione di RadioGrad.
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Mentre aumentano le restrizioni normative e il Governo rafforza strumenti per limitare il conflitto, alcune sigle sindacali sottoscrivono intese economicamente perdenti. Scelte che minano credibilità e agibilità sindacali, lasciando i lavoratori sempre più isolati nella difesa dei propri diritti.
Norme che rafforzano il potere datoriale e tagliano l’accesso alla indennità di disoccupazione. L’articolo di Federico Giusti.
Una testimonianza diretta racconta la realtà di chi lavora nel settore delle pulizie: contratti precari, orari massacranti, condizioni sempre peggiori e un riconoscimento praticamente inesistente. Tra fatica, sacrifici e malattie trascurate, emerge l’urgenza di un cambiamento.
Lo sciopero generale del 29 novembre evidenzia contraddizioni profonde nel sindacalismo italiano: tra adesioni limitate, scetticismo crescente e norme restrittive, emerge l’urgenza di recuperare credibilità, rilanciare il conflitto di classe e costruire strategie incisive contro le politiche governative.
In presa diretta raccontiamo lo sciopero generale a Pisa, attraverso le voci dei lavoratori e delle lavoratrici scesi in piazza.
Gli stanziamenti odierni e futuri per i contratti pubblici ridurranno ulteriormente il nostro potere di acquisto. L’articolo di Federico Giusti.
La recente sentenza del Tribunale di Udine sul caso Lorenzo Parelli solleva dubbi sulle responsabilità del preposto nei luoghi di lavoro. È urgente discutere la figura del preposto “di fatto”, spesso incaricato senza formazione adeguata, gravato da responsabilità sproporzionate rispetto ai poteri reali.
A guadagnarci non saranno di certo i redditi medio-bassi. Continua l’impoverimento della fiscalità generale a uso e consumo del privato. L’articolo di Federico Giusti.
Lo smart working, inizialmente visto come una rivoluzione vantaggiosa per i lavoratori, nasconde in realtà complessi equilibri tra produttività, innovazione e responsabilità datoriali. In un contesto di disuguaglianze crescenti, il dibattito si intensifica su chi ne tragga realmente i maggiori benefici.