Stato di emergenza in Kazakistan
L’ennesimo moto di protesta scoppia in un’ex repubblica sovietica in un momento di alta tensione tra Russia e Occidente: questa volta tocca al Kazakistan.
L’ennesimo moto di protesta scoppia in un’ex repubblica sovietica in un momento di alta tensione tra Russia e Occidente: questa volta tocca al Kazakistan.
Dominatore dello scenario olimpico tra gli anni ’50 e gli anni ’80, lo sport sovietico ha lasciato una preziosa eredità alle quindici repubbliche nate dalla dissoluzione dell’URSS. Ma, trent’anni dopo, questo patrimonio sembra essere stato in gran parte dissipato.
Le elezioni legislative in Kazakistan hanno confermato il primato del partito di governo, Nur Otan, che però ha subito una leggera flessione rispetto alla precedente legislatura. Positivo il risultato del Partito Popolare, unica formazione comunista ammessa alle elezioni.
La capitale della Giordania, ‘Amman, ha ospitato il torneo di qualificazione olimpica di boxe maschile e femminile per Tokyo 2020, che ha assegnato i pass continentali per Asia e Oceania.
Il Kazakistan è un enorme stato dell’Asia Centrale, grande circa nove volte l’Italia, e popolato da poco meno di 17 milioni di persone. A lungo questo Paese ha rappresentato un attore di secondo piano nello sport, ma una crescita costante ha avuto luogo negli ultimi anni, tanto che il Kazakistan si è rivelato una delle sorprese degli ultimi Giochi Olimpici di Londra.