Gabriel Borić eletto presidente del Cile
Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Cile ha regalato uno storico risultato alla sinistra del Paese sudamericano, con la vittoria di Gabriel Borić.
Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Cile ha regalato uno storico risultato alla sinistra del Paese sudamericano, con la vittoria di Gabriel Borić.
La coalizione che fa capo al presidente Alberto Fernández ha raggiunto l’obiettivo minimo, ovvero quello di non lasciarsi scavalcare dalla destra di Mauricio Macri.
“Non comprometteremo il futuro per il FMI”, ha affermato il presidente argentino Alberto Fernández nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Néstor Kirchner. Intanto, l’ex presidente Mauricio Macri deve affrontare seri guai giudiziari.
Nato come arma dell’imperialismo statunitense contro il Venezuela, il Gruppo di Lima continua a perdere pezzi man mano che le forze progressiste riconquistano i Paesi dell’America Latina.
Di fronte alla rinuncia di Colombia e Argentina, uno dei Paesi più colpiti al mondo dalla pandemia si è fatto avanti per organizzare il torneo calcistico sudamericano.
Ad un anno dall’inizio del suo mandato, il bilancio della presidenza di Alberto Fernández presenta diversi punti positivi nonostante le grandi difficoltà causate dalla crisi economica e sanitaria che sta colpendo l’Argentina.
L’aumento della presenza cinese in America meridionale è osteggiato dagli Stati Uniti, che ancora oggi considerano l’intero continente come il proprio giardino di casa.
Proseguono gli interventi dei leader internazionali in occasione del vertice per il 75mo anniversario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e sono sempre di più le voci di condanna nei confronti dell’imperialismo e delle mire egemoniche statunitensi, oltre che della diseguaglianza e della povertà causate dal sistema capitalista.
Il governo argentino ha annunciato i primi risultati nella riduzione della quota di debito in dollari. Nel frattempo, i comunisti argentini hanno lanciato la loro campagna finanziaria, che propone soprattutto l’applicazione di una tassa permanente sulle grandi fortune.
In carica da dicembre, il presidente argentino Alberto Fernández sapeva di dover risollevare un Paese reduce da quattro anni di iperliberismo sfrenato sotto la guida di Mauricio Macri. Ai problemi economici, poi, si è aggiunta anche la pandemia da nuovo coronavirus.