Venezuela

Venezuela: la rivoluzione ha vinto ancora. E piomba il silenzio

Venezuela: la rivoluzione ha vinto ancora. E piomba il silenzio

Per mesi, i mass media occidentali ci hanno mostrato l’immagine propagandistica di un Venezuela al collasso, di un presidente, Nicolás Maduro, incapace di governare il Paese, di un opposizione (rigorosamente liberista e filostatunitense) pronta a prendere le redini della potenza petrolifera ipoteticamente più grande del mondo. I cantori ditirambici della fine della rivoluzione bolivariana ci hanno poi venduto un referendum fasullo come atto di democrazia, ma sono stati messi a tacere in successione dalle elezioni per la Costituente, volute dallo stesso Maduro, e dai recenti risultati delle elezioni regionali. Bene, vuol dire che ne parleremo noi.

Venezuela: l’opposizione a Maduro ha sede a Washington, non a Caracas

Venezuela: l’opposizione a Maduro ha sede a Washington, non a Caracas

Urge ancora una volta tornare a parlare del Venezuela, per contrastare le false notizie ed analisi che ci vengono quotidianamente propinate dai principali mezzi di comunicazione europei e nordamericani. Le elezioni per l’Assemblea Costituente, come abbiamo avuto modo di sottolineare nel nostro ultimo articolo sul tema, hanno segnato infatti un’importante vittoria per il governo del presidente Nicolás Maduro, dimostrando che la maggioranza dell’elettorato venezuelano si trova in realtà dalla parte della rivoluzione bolivariana iniziata da Hugo Chávez ed ora portata avanti dal suo successore. Il velo che copriva il vero volto dell’opposizione è oramai stato rimosso.

Venezuela: le elezioni per la costituente sanciscono la rinnovata vittoria della rivoluzione bolivariana

Venezuela: le elezioni per la costituente sanciscono la rinnovata vittoria della rivoluzione bolivariana

Dopo il referendum fasullo indetto dall’opposizione, i cui numeri restano dubbi e mai verificati, lo scorso 30 luglio si è tenuta finalmente la tornata elettorale per l’Assemblea Costituente voluta dal presidente Nicolás Maduro in Venezuela. Una votazione, questa volta, in piena regola, sotto il controllo degli organismi previsti dalla costituzione vigente (la commissione di controllo del voto è composta al 50% da esponenti vicini al governo e al 50% da esponenti dell’opposizione) e con la supervisione delle Nazioni Unite. L’affluenza alle urne, superiore agli 8 milioni di elettori (per la precisione 8.089.320), ha schiacciato anche i dati più ottimistici del referendum delle opposizioni, sancendo una chiara vittoria del presidente Maduro e della rivoluzione bolivariana ai danni dell’opposizione.

Venezuela: il referendum fasullo e lo scandalo della stampa italiana

Venezuela: il referendum fasullo e lo scandalo della stampa italiana

Lunedì scorso i giornali italiani e di altri Paesi del “nord del mondo” hanno aperto la sezione degli esteri con la notizia di un fantomatico referendum tenutosi in Venezuela, che avrebbe visto circa il 98% degli elettori pronunciarsi contro l’attuale presidente Nicolás Maduro. L’ennesima dimostrazione di una stampa totalmente genuflessa agli interessi degli Stati Uniti e della classe dominante a livello globale, rappresentata dalla destra borghese anti-chavista nel contesto nazionale venezuelano.

Venezuela e Brasile: due pesi e due misure. I golpe del XXI secolo

Venezuela e Brasile: due pesi e due misure. I golpe del XXI secolo

Due delle principali potenze economiche del continente sudamericano stanno vivendo un momento politico ed economico difficile: si tratta del Brasile, Paese che conta oltre duecento milioni di abitanti, e del Venezuela, il primo produttore di petrolio di quest’area geografica. Nonostante ciò, non possiamo esimerci dal notare il diverso trattamento che i principali media occidentali riservano alle due situazioni, canalizzando l’opinione pubblica in una direzione di opposizione al governo bolivariano di Nicolás Maduro, tale da far cadere nell’ombra la situazione brasiliana.

Venezuela: i veri errori di Hugo Chávez e Nicolás Maduro

Venezuela: i veri errori di Hugo Chávez e Nicolás Maduro

Era il 1999 quando Hugo Chávez veniva eletto per la prima volta come presidente del Venezuela, ponendo fine ad una lunga successione di capi di stato di centro-destra, quasi sempre genuflessi agli interessi statunitensi. Le difficoltà che avrebbe dovuto affrontare la neonata Repubblica Bolivariana furono chiare sin dai primi tempi, tant’è che già nel 2002 fu messo in piedi un primo colpo di stato contro il neopresidente, durato però solamente due giorni in seguito ad una sollevazione popolare senza precedenti. Dopo diciotto anni dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana, il Venezuela, oramai nelle mani di Nicolás Maduro, deve affrontare ancora gli stessi problemi e gli stessi nemici, ovvero l’élite borghese nazionale sostenuta naturalmente dagli Stati Uniti, che non possono lasciarsi scappare l’opportunità per cercare di tornare a controllare il più grande produttore di petrolio del continente americano.

Venezuela, Maduro in viaggio in Asia: collaborazioni economiche con Cina e Vietnam

Venezuela, Maduro in viaggio in Asia: collaborazioni economiche con Cina e Vietnam

Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela, sta affrontando in questi giorni un viaggio in Asia, che lo ha portato prima in Vietnam e poi in Cina, per rinnovare la collaborazione con i due Paesi del continente più grande e popolato del mondo. Un itinerario che vuole rafforzare i legami dello stato sudamericano con quei Paesi che non appartengono all’orbita statunitense, per ribadire la sua posizione di leader di coloro che si oppongono all’imperialismo a stelle e strisce nel continente, come si evince dai discorsi pronunciati dallo stesso Maduro in sede ufficiale.

Venezuela e Argentina: in atto un “colpo di stato blando”?

Venezuela e Argentina: in atto un “colpo di stato blando”?

Una spedizione punitiva degli Stati Uniti contro i governi del Venezuela e dell’Argentina, rei di non sottomettersi al sistema capitalista globale: è questo il responso di un rapporto del Cemida “Centro de Militares para la Democracia Argentina“, che ha parlato di un “colpo di stato blando” che sta avendo luogo ai danni dei due Paesi “ribelli” del Sud America. La troppa indipendenza dei Paesi guidati da Nicolás Maduro e Cristina Fernández de Kirchner avrebbe dunque indispettito il gigante nordamericano, che vede così minati i suoi interessi economici nel continente, e che di conseguenza sta provvedendo ad utilizzare tute le sottili armi in proprio possesso per dare fastidio ai due governi.

Venezuela: lo scenario post-elettorale

Venezuela: lo scenario post-elettorale

A seguito delle elezioni dello scorso 14 aprile, e la conseguente ascesa di Nicolás Maduro al posto di presidente della repubblica, in Venezuela si sono riscontrati non pochi incidenti, per via delle proteste, spesso violente, dei sostenitori di Henrique Capriles, principale avversario di Maduro nell’ultima tornata elettorale. A dare il là a questa situazione, è stato proprio Capriles, che non ha riconosciuto i risultato elettorale annunciato ufficialmente da Tibisay Lucena, capo della CNE, la Commissione Elettorale venezuelana.