Bolivia: nuove elezioni per contrastare il golpe?
Dopo le dimissioni forzate di Evo Morales, i sostenitori del presidente indigeno cercano di fermare il golpe dell’autoproclamata Jeanine Añez, spalleggiata dalla destra e dagli Stati Uniti.
Dopo le dimissioni forzate di Evo Morales, i sostenitori del presidente indigeno cercano di fermare il golpe dell’autoproclamata Jeanine Añez, spalleggiata dalla destra e dagli Stati Uniti.
La vittoria di Evo Morales alle ultime elezioni presidenziali ha messo in moto le forze reazionarie ed imperialiste, costringendo il capo di Stato a rassegnare le dimissioni per andare a nuove elezioni.
Daniel Martínez, candidato della coalizione di sinistra Frente Amplio, ha ottenuto il 40.66% dei consensi al primo turno delle elezioni presidenziali. Al ballottaggio anche Luis Lacalle Pou, del Partido Nacional.
Dopo la vittoria di Alberto Fernández nella corsa alla presidenza, la coalizione di sinistra del Frente de Todos ha conquistato la maggioranza assoluta al Senato e quella relativa alla Camera dei Deputati.
Le elezioni presidenziali del 27 ottobre hanno sancito la sconfitta del neolibersita Mauricio Macri, spodestato da Alberto Fernández, nuovo presidente del Paese con Cristina Fernández de Kirchner come vice.
Dopo il successo di Evo Morales alle elezioni presidenziali, sono stati ufficializzati anche i dati delle elezioni legislative in Bolivia. Il Movimiento al Socialismo del presidente resta la prima forza politica del Paese.
Vincitore delle elezioni presidenziali boliviane per la quarta volta consecutiva, Evo Morales rilancia il fronte progressista sudamericano in un momento politicamente cruciale per il continente.
I risultati delle primarie e tutti in sondaggi effettuati vedono il presidente argentino in carica, Mauricio Macri, in netto svantaggio rispetto allo sfidante Alberto Fernández. Le elezioni presidenziali sono previste per il prossimo 27 ottobre.
Mario Abdo Benítez ha da poco concluso il suo primo anno alla presidenza del Paraguay, tra una popolarità crollata a picco ed uno smaccato servilismo nei confronti del Brasile di Jair Bolsonaro.
Nel giorno della ricorrenza dell’indipendenza del Venezuela dalla Spagna, proclamata il 5 luglio del 1811, abbiamo considerato doveroso ricordare brevemente la storia del Paese dalla colonizzazione fino all’inizio della rivoluzione bolivariana, cogliendo l’occasione per ribadire la necessità di continuare a lottare ancora oggi per l’indipendenza e la sovranità del Paese.