Perù: Pedro Castillo vince, ma la destra già trama il golpe
La vittoria del candidato comunista Pedro Castillo è un risultato storico per il Perù, ma il nuovo presidente dovrà guardarsi dalle trame delle forze reazionarie e imperialiste.
La vittoria del candidato comunista Pedro Castillo è un risultato storico per il Perù, ma il nuovo presidente dovrà guardarsi dalle trame delle forze reazionarie e imperialiste.
Di fronte alla rinuncia di Colombia e Argentina, uno dei Paesi più colpiti al mondo dalla pandemia si è fatto avanti per organizzare il torneo calcistico sudamericano.
In Perù si sta per chiudere la campagna elettorale in vista della sfida decisiva per decidere il futuro politico del Paese: di fronte Pedro Castillo e Keiko Fujimori.
Le elezioni per l’Assemblea Costituente e quelle amministrative in Cile ci restituiscono il quadro di un Paese che ha effettuato un deciso cambio di rotta verso sinistra.
In vista del secondo turno delle elezioni presidenziali, le forze reazionarie stanno tentando in ogni modo di evitare una vittoria di Pedro Castillo, arrivando addirittura a minacciarlo di morte.
Continuano gli scontri in tutta la Colombia tra le forze dell’ordine e i manifestanti che protestano contro le politiche del governo di destra guidato dal presidente Iván Duque Márquez.
Il presidente colombiano Iván Duque è stato costretto a ritirare la riforma tributaria dopo le massicce proteste che per giorni si sono svolte in tutto il Paese.
Il governo socialista della Bolivia deve fare i conti con i risultati sotto le attese delle elezioni regionali e le conseguenze di un anno di governo golpista.
Pedro Castillo e Keiko Fujimori si disputeranno la presidenza del Perù in occasione del ballottaggio previsto per il 6 giugno.
Il candidato della destra liberista Guillermo Lasso si è aggiudicato il ballottaggio delle presidenziali in Ecuador, battendo Andrés Arauz.