Tonga piange il primo ministro ʻAkilisi Pōhiva
A 78 anni, è morto il primo ministro di Tonga, ʻAkilisi Pōhiva, noto soprattutto per il suo impegno contro il cambiamento climatico.
A 78 anni, è morto il primo ministro di Tonga, ʻAkilisi Pōhiva, noto soprattutto per il suo impegno contro il cambiamento climatico.
Con una superficie di 21 kmq, Nauru è il terzo Stato indipendente più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano ed il Principato di Monaco, nonché la più piccola repubblica in assoluto.
Mercoledì 14 novembre la Repubblica di Figi ha vissuto le proprie elezioni legislative per il rinnovamento dei cinquantuno seggi che compongono il parlamento unicamerale dello stato arcipelagico. Il primo ministro Frank Bainimarama ha ottenuto la conferma, con un’affluenza alle urne del 72% (quattro anni fa aveva sfiorato l’85%).
A lungo contesa tra britannici e francesi, l’isola della Nuova Caledonia entrò ufficialmente a far parte dell’impero coloniale di Parigi nel 1853, venendo poi trasformata in colonia penale dal 1864 al 1904. Nonostante alcuni timidi moti per l’indipendenza, è solamente dal 1985, con l’attività politica del Front de Libération Nationale Kanak Socialiste (FLNKS), che la rivendicazione dell’indipendenza ha assunto un ruolo cruciale nella politica dell’isola principale e delle altre isole minori che si trovano sotto la sua amministrazione (l’arcipelago delle Isole della Lealtà – Maré, Lifou, Ouvéa, Tiga, Mouli e Faiava – e l’Isola dei Pini).
Situato nell’Oceano Pacifico, l’arcipelago delle Isole Cook è costituito da quindici isole ed è abitato da poco meno di diciottomila persone. Kūki ‘Āirani, come vengono chiamate le isole in lingua maori, sono una democrazia parlamentare in libera associazione con la Nuova Zelanda, ma l’arcipelago è dotato di un autogoverno con la possibilità di divenire del tutto indipendenti in qualsiasi momento con un atto unilaterale.
Arcipelago appartenente alla Francia che conta 275.000 abitanti, sparsi su 76 delle 118 isole che lo compongono, la Polinesia Francese ha vissuto le proprie elezioni legislative in due turni, il 22 aprile ed il 6 maggio.
Piccolo stato arcipelagico dell’Oceano Pacifico, Tonga è teatro di un’aspra battaglia politica tra il sovrano Tupou VI, salito al trono nel 2012, ed il primo ministro ‘Akilisi Pōhiva.
Sabato 23 settembre si sono tenute le elezioni legislative in Nuova Zelanda, con il primo ministro uscente Bill English che partiva come favorito per la successione a se stesso. In quell’occasione, si recarono alle urne circa 2.56 milioni di elettori, con un’affluenza pari al 78.8% sui 3.57 milioni di aventi diritto. Dopo oltre un mese di contrattazioni, però, la formazione del nuovo governo ha visto un’alleanza tra due forze sulla carta contrapposte, lasciando ad English il compito di guidare l’opposizione.
Un processo elettorale già di per sé lunghissimo e complesso, reso ancora più complesso dai suoi protagonisti: è quello che è avvenuto in Papua Nuova Guinea, Paese molto povero, considerato come il confine convenzionale tra Oceania ed Asia, su di un’isola, la Nuova Guinea, divisa a metà con l’Indonesia. Le operazioni di voto in Papua Nuova Guinea hanno avuto inizio lo scorso 24 giugno e si sono concluse l’8 luglio, mentre i risultati ufficiali sono stati pubblicati solamente nelle ultime ore. Delle lungaggini che non hanno fatto altro che aumentare i sospetti, la tensione e i conflitti tra le parti.
Sabato 23 settembre si sono tenute le elezioni legislative in Nuova Zelanda, con il primo ministro uscente Bill English favorito per la successione a se stesso. English, in carica dal 12 dicembre 2016 dopo essere subentrato a John Key, dovrà però guardare alla sua destra per ottenere la maggioranza assoluta tra i 120 seggi della House of Representatives. In occasione di questa tornata elettorale, si sono recati alle urne circa 2.56 milioni di elettori, con un’affluenza pari al 78.8% sui 3.57 milioni di aventi diritto.