Tonga: il re scioglie il parlamento, ma vince il suo rivale
Piccolo stato arcipelagico dell’Oceano Pacifico, Tonga è teatro di un’aspra battaglia politica tra il sovrano Tupou VI, salito al trono nel 2012, ed il primo ministro ‘Akilisi Pōhiva.
Piccolo stato arcipelagico dell’Oceano Pacifico, Tonga è teatro di un’aspra battaglia politica tra il sovrano Tupou VI, salito al trono nel 2012, ed il primo ministro ‘Akilisi Pōhiva.
Sabato 23 settembre si sono tenute le elezioni legislative in Nuova Zelanda, con il primo ministro uscente Bill English che partiva come favorito per la successione a se stesso. In quell’occasione, si recarono alle urne circa 2.56 milioni di elettori, con un’affluenza pari al 78.8% sui 3.57 milioni di aventi diritto. Dopo oltre un mese di contrattazioni, però, la formazione del nuovo governo ha visto un’alleanza tra due forze sulla carta contrapposte, lasciando ad English il compito di guidare l’opposizione.
Un processo elettorale già di per sé lunghissimo e complesso, reso ancora più complesso dai suoi protagonisti: è quello che è avvenuto in Papua Nuova Guinea, Paese molto povero, considerato come il confine convenzionale tra Oceania ed Asia, su di un’isola, la Nuova Guinea, divisa a metà con l’Indonesia. Le operazioni di voto in Papua Nuova Guinea hanno avuto inizio lo scorso 24 giugno e si sono concluse l’8 luglio, mentre i risultati ufficiali sono stati pubblicati solamente nelle ultime ore. Delle lungaggini che non hanno fatto altro che aumentare i sospetti, la tensione e i conflitti tra le parti.
Sabato 23 settembre si sono tenute le elezioni legislative in Nuova Zelanda, con il primo ministro uscente Bill English favorito per la successione a se stesso. English, in carica dal 12 dicembre 2016 dopo essere subentrato a John Key, dovrà però guardare alla sua destra per ottenere la maggioranza assoluta tra i 120 seggi della House of Representatives. In occasione di questa tornata elettorale, si sono recati alle urne circa 2.56 milioni di elettori, con un’affluenza pari al 78.8% sui 3.57 milioni di aventi diritto.
Un processo elettorale già di per sé lunghissimo e complesso, reso ancora più complesso dai suoi protagonisti: è quello che sta avvenendo in Papua Nuova Guinea, Paese molto povero, considerato come il confine convenzionale tra Oceania ed Asia, su di un’isola, la Nuova Guinea, divisa a metà con l’Indonesia. Le operazioni di voto in Nuova Guinea hanno avuto inizio lo scorso 24 giugno e si sono concluse l’8 luglio, mentre i risultati ufficiali non si sapranno prima della fine del mese. Delle lungaggini che non fanno altro che aumentare i sospetti, la tensione e i conflitti.
Nato nel 2013, l’Australian Sports Party è una nuova forza politica che si propone di coinvolgere ogni cittadino australiano nello sport e nel divertimento, in quanto fattori fondamentali di una vita in salute e piacevole, ma anche di supportare lo sport australiano di alto livello.
La chiamano “alternanza democratica” e, perlomeno secondo i canoni dell’ideale di democrazia occidentale, sarebbe un importante indice della democraticità di uno stato: quest’alternanza, infatti, consiste nel continuo scambio si ruoli tra maggioranza ed opposizione, che si alternano più o meno ad ogni legislatura alla guida del governo.
Nauru è una piccola isola del Pacifico, nonché il secondo stato più piccolo del mondo dopo la Città del Vaticano. Visti i suoi 9.322 abitanti, Nauru possiede anche un parlamento da Guinness dei primati, in quanto è composto da soli 19 seggi – dopo l’aumento avvenuto proprio in occasione delle elezioni dello scorso giugno.
L’Australia Occidentale, o Western Australia, è una delle otto entità federali (sei stati e due territori) che costituiscono l’Australia. Ognuna di queste entità ha un proprio parlamento ed un proprio governo, come nel caso di tutti gli stati che funzionano secondo il modello federale (Stati Uniti, Germania ecc…). Il territorio dell’Australia Occidentale, che copre circa un terzo della superficie di tutta l’Australia, è amministrato dal governo di Perth.
Gli Stati Federati di Micronesia raggruppano la maggior parte dell’arcipelago delle Isole Caroline. Comprendono infatti 607 isole, suddivise in quattro stati federati: Yap, Kosrae, Chuuk e Pohnpei. La Federazione è complessivamente abitata da circa 112.000 persone. La capitale, Palikir, ospita il governo del Paese, guidato dal presidente Immanuel “Manny” Mori.