La situazione economica degli Stati Uniti nel 2025
Un quadro con poche luci e molte ombre condizionato dai dazi di Trump.
Un quadro con poche luci e molte ombre condizionato dai dazi di Trump.
L’allarme lanciato da John Roberts mette a nudo il clima sempre più velenoso che circonda la magistratura statunitense: tra attacchi personali, minacce e linguaggio intimidatorio, la presidenza Trump accentua una deriva che colpisce uno dei pochi argini istituzionali ancora operanti.
In California, i più recenti sondaggi scuotono un quadro politico dato per scontato: due repubblicani guidano la corsa per il governatorato, mentre il fronte democratico appare frammentato, aprendo uno scenario inedito nello Stato simbolo del liberalismo statunitense.
La chiusura dello Stretto di Hormuz travolge la retorica trionfalistica di Donald Trump: l’aumento dei prezzi del petrolio arricchisce pochi colossi energetici, ma scarica sui lavoratori e sull’economia globale i costi di una guerra che Washington non controlla più.
Il braccio di ferro sul SAVE Act rivela la vera posta in gioco della battaglia elettorale statunitense: non la sicurezza del voto, ma l’uso politico delle regole istituzionali per restringere la partecipazione democratica e consolidare l’offensiva trumpiana contro i diritti elettorali.
In California, la proposta di imporre un documento d’identità per votare riapre lo scontro tra chi invoca maggiore fiducia nell’integrità elettorale e chi denuncia un nuovo strumento di esclusione politica, destinato a colpire soprattutto poveri, minoranze e cittadini marginalizzati.
Il discorso sullo Stato dell’Unione di Donald Trump ha mescolato autocelebrazione, propaganda e attacchi politici, offrendo un’immagine trionfalistica dell’America che si scontra con una realtà segnata da tensioni sociali, caro vita, polarizzazione e crescenti contraddizioni interne.
La Corte Suprema blocca l’uso dell’emergenza come scorciatoia tariffaria e infligge a Trump una sconfitta politica e giuridica pesante. Ma tra ricorsi, rimborsi incerti e nuovi dazi, Washington resta prigioniera di un’instabilità che mina istituzioni e credibilità internazionale.
Tra promesse mancate di trasparenza, file rilasciati solo in parte e sospetti di protezione delle élite, il caso Epstein torna a colpire la politica americana. L’articolo confronta la gestione statunitense con quella europea, evidenziando costi istituzionali, opacità e crisi di credibilità democratica.
Lo scontro sulle maschere degli agenti ICE fa saltare l’accordo sul bilancio e provoca un nuovo shutdown, paralizzando parte del governo federale. Tra accuse di anonimato impunito, richieste di body cam e mandati giudiziari, i democratici tentano di imporre limiti alla linea dura di Trump.