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Cuba – Stati Uniti: Obama, ultimi mesi per una vera svolta

Cuba – Stati Uniti: Obama, ultimi mesi per una vera svolta

Barack Obama resterà nella storia per essere stato il primo presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti, ma anche per essere stato il primo inquilino della Casa Bianca a visitare Cuba dalla rivoluzione del 1959 e dalla caduta del dittatore-fantoccio Fulgencio Batista. Un evento – preceduto dalla riapertura delle rispettive ambasciate di Washington e L’Avana – che è stato letto in maniera molteplice, ma che in realtà non ha segnato la fine delle politiche discriminatorie attuate dagli Stati Uniti nei confronti dell’isola caraibica sin dal 1960.

Cuba-Stati Uniti: oggi riaprono le ambasciate

Cuba-Stati Uniti: oggi riaprono le ambasciate

La data di lunedì 20 luglio 2015 resterà nella storia delle relazioni internazionali come quella della riapertura delle ambasciate degli Stati Uniti e di Cuba rispettivamente a L’Avana e Washington. I due Paesi, infatti, ristabiliranno ufficialmente le relazioni diplomatiche dopo la rivoluzione del 1959 e l’inizio del blocco economico contro l’isola caraibica (noto come embargo o, in spagnolo, bloqueo) nel 1962.

Stati Uniti e Cuba, verso la fine dell’embargo. A che punto siamo?

Stati Uniti e Cuba, verso la fine dell’embargo. A che punto siamo?

Nell’articolo di ieri abbiamo voluto parlare dell’inizio delle relazioni diplomatiche ed economiche tra Cuba e Corea del Sud dopo più di mezzo secolo in cui i governi si sono reciprocamente ignorati, spiegando come gli Stati Uniti abbiano giocato un ruolo fondamentale e come, proprio dopo l’apertura di Washington nei confronti dell’isola caraibica, cubani e sudcoreani si siano potuti riavvicinare. Quest’oggi tratteremo dunque della matrice del problema, quell’embargo che gli Stati Uniti hanno imposto contro L’Avana per così tanto tempo nel tentativo di contrastare il potere di Fidel Castro, e sucessivamente di Raúl Castro.

Due giovani ceceni dietro l’attentato di Boston?

Due giovani ceceni dietro l’attentato di Boston?

Secondo le indagini condotte negli Stati Uniti, sarebbero stati due giovani fratelli ceceni, Tamerlan e Džokar Tsarnaev, a piazzare le due bombe nei pressi dell’arrivo della maratona di Boston. Il maggiore, Tamerlan, 26 anni, è rimasto ucciso ieri durante una sparatoria con la polizia ieri, mentre Džokar, 19 anni, è stato arrestato nelle ultime ore.