Cuba conferma la morte di 32 combattenti nell’attacco al Venezuela
Il Governo Rivoluzionario di Cuba ha informato oggi che 32 cittadini cubani sono deceduti durante l’attacco militare perpetrato dagli Stati Uniti contro il Venezuela del 3 gennaio.
Il Governo Rivoluzionario di Cuba ha informato oggi che 32 cittadini cubani sono deceduti durante l’attacco militare perpetrato dagli Stati Uniti contro il Venezuela del 3 gennaio.
L’aggressione militare statunitense contro il Venezuela e l’arresto di Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di Washington. Al di là delle alternanze tra repubblicani e democratici, emerge la continuità imperiale degli USA: controllo delle risorse, disciplina dell’America Latina, pressione su BRICS, Cina e Russia.
Tra lodi di facciata e tensioni crescenti, Mike Johnson fatica a tenere unito il Partito Repubblicano alla Camera. Le “discharge petition” su Epstein e Obamacare rivelano una leadership fragile, stretta tra la pressione di Trump, i numeri risicati e l’avvicinarsi delle midterm.
A quasi un mese dalle elezioni del 30 novembre 2025, l’Honduras vive una crisi istituzionale senza precedenti: denunce di frode, atti mancanti, impugnazioni ignorate e una proclamazione contestata. Sullo sfondo, l’ingerenza statunitense e l’appoggio di Trump a Nasry Asfura trasformano lo scrutinio in un caso geopolitico.
Los Angeles rinvia al 2030 l’“Olympic Wage”, salario minimo di 30 $ l’ora per alberghi e aeroporto: vittoria parziale delle imprese, dura la protesta sindacale. La misura, simbolo della città progressista, spinge al rialzo gli stipendi ma non risolve il caro-vita californiano.
Tre presidenze, tre stili, un filo rosso. L’articolo, presentato alla XXIII Serie di conversazioni «Cuba nella politica estera degli Stati Uniti»: Il ritorno di Trump: impatto presente e futuro per Cuba, confronta in modo sistematico le politiche degli Stati Uniti verso Cuba sotto Obama, Trump e Biden, mostrando come l’alternanza tra “impegno”, “massima pressione” e alleggerimenti selettivi non cambi l’obiettivo strategico: indurre trasformazioni interne nell’Isola fino al cambio di regime. Articolo disponibile in italiano e spagnolo.
Le elezioni anticipate del 1º dicembre 2025 hanno consegnato al Partito Laburista di Saint Lucia un nuovo mandato pieno e più ampio. La riconferma di Philip J. Pierre consolida un ciclo di stabilità interna e, sul piano esterno, mantiene saldo l’impegno nell’ALBA-TCP a sostegno di Cuba e Venezuela.
Marjorie Taylor Greene rompe con Donald Trump attaccandone la narrazione sull’economia e l’“affordability”. Tra sondaggi in calo, feste per miliardari e piani di redistricting per le midterm, il presidente rilancia comizi e retorica anti-migranti, ma il malcontento nella base MAGA cresce.
Di fronte ai nuovi attacchi di Donald Trump contro la comunità somala—e al silenzio di molti repubblicani—Ilhan Omar replica dal New York Times. Tra revoche del TPS e comizi incendiari, il presidente tenta di riaccendere la retorica nativista per compensare sondaggi in calo.
Dopo il voto del 30 novembre 2025, il Partito Libre denuncia un golpe elettorale in Honduras, tra manipolazioni del TREP e pressioni esterne. Intanto, l’indulto di Trump a Juan Orlando Hernández rafforza l’accusa di doppio standard nella lotta al narcotraffico.