60 anni del Partito Comunista di Cuba
Il 3 ottobre 1965, al teatro Carlos Marx de L’Avana, Fidel Castro presentò il primo Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba.
Il 3 ottobre 1965, al teatro Carlos Marx de L’Avana, Fidel Castro presentò il primo Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba.
Con il sostegno metodologico e professionale di Cuba, l’Honduras è stato riconosciuto paese libero dall’analfabetismo: un traguardo storico che celebra la cooperazione internazionale, l’impegno popolare e il ruolo dell’istruzione come leva di emancipazione, inclusione sociale e sviluppo umano.
Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere della Repubblica di Cuba (MinRex).
Il primo Partito Comunista di Cuba, fondato il 16 agosto 1925, raccolse le aspirazioni per l’indipendenza e la giustizia sociale: nei decenni difficili organizzò operai, contadini e donne, consolidò sindacati, pubblicazioni e reti politiche che prepararono il cammino rivoluzionario.
Fidel Castro fu voce instancabile per il multilateralismo e la pace globale: i suoi discorsi e azioni — dalla denuncia del neocolonialismo alle missioni internazionaliste di Cuba — hanno lasciato un’autentica eredità morale che oggi ispira movimenti progressisti e paesi del Sud globale.
La Sierra Maestra non fu solo teatro di combattimenti, ma anche simbolo della resistenza e della speranza contadina che accompagnò Fidel fino all’apice del potere rivoluzionario.
Dotato di visione lungimirante, Fidel trasformò la scienza in strategia nazionale: il Polo Scientifico dell’Ovest dell’Avana, erede di quella intuizione, ha dato vita a BioCubaFarma, eccellenza biotecnologica che unisce ricerca, produzione ed export per la salute pubblica e la sovranità economica.
Negli ultimi mesi il Dipartimento di Stato USA ha intensificato azioni volte a soffocare l’economia cubana, puntando sul divieto di viaggio e sull’attacco alla cooperazione medica dell’isola, con l’obiettivo di isolare diplomaticamente e finanziariamente Cuba.
Da oltre sei decenni gli Stati Uniti mantengono un embargo assoluto su Cuba, che si traduce in carenze di beni essenziali, disservizi sistemici e sofferenze indicibili per la popolazione nazionale. Le misure coercitive, lungi dall’essere “non violente”, mietono vittime ogni giorno.
Mentre il panorama economico globale subisce profonde trasformazioni, Cuba riafferma la propria posizione di difesa del multilateralismo e della sovranità economica. Di fronte alle pressioni geopolitiche e all’intensificarsi del blocco, l’isola cerca nuove strategie per inserirsi in un ordine internazionale in mutamento.