Una guerra della disinformazione contro la Russia
I media occidentali continuano a diffondere notizie infondate sull’intenzione della Russia di invadere l’Ucraina, fino addirittura ad annunciare lo scoppio della guerra.
I media occidentali continuano a diffondere notizie infondate sull’intenzione della Russia di invadere l’Ucraina, fino addirittura ad annunciare lo scoppio della guerra.
La Russia viene accusata di schierare truppe al confine con l’Ucraina, ma le Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk sono territori indipendenti sotto attacco da parte di Kiev.
Il presidente Vladimir Putin ha rivolto il tradizionale discorso di Capodanno ai cittadini russi, ripercorrendo i difficili momenti del 2021 ed augurando un nuovo anno all’insegna di empatia, fiducia, generosità e misericordia.
Dal colpo di stato del 2014, l’Ucraina è divenuta uno strumento nelle mani delle potenze occidentali per dare fastidio alla Russia, fino al rischio di provocare uno scontro armato diretto.
Il presidente russo Vladimir Putin ha analizzato le tensioni con la NATO ed altre importanti questioni di politica internazionale in una riunione tenuta al ministero della Difesa.
Il 21 dicembre si celebra il compleanno di Iosif Vissarionovič Džugašvili, meglio noto come Stalin, secondo la tradizionale data prevista in Unione Sovietica.
L’8 dicembre 1991 cessava di esistere l’Unione Sovietica, attraverso la firma del trattato che istituiva la Comunità degli Stati Indipendenti. A trent’anni di distanza, il leader dei comunisti russi, Gennadij Zjuganov, è intervenuto alla Duma di Stato per ricordare la tragica fine del primo Paese socialista della storia.
Il Mar Nero, la Bielorussia e il Donbass sono le tre aree nelle quali si concentrano le provocazioni che la NATO continua a realizzare con il fine principale di indebolire la Russia lungo i suoi confini occidentali.
La crisi migratoria al confine tra Bielorussia e Polonia è stata la principale tematica affrontata da Vladimir Putin nell’intervista televisiva rilasciata sabato scorso.
Le tensioni al confine tra Bielorussia e Polonia sono un effetto delle guerre imperialiste condotte da Stati Uniti e Unione Europea in Medio Oriente e Nord Africa, come spiega il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov.