L’Italia dei disastri
L’economia globale e quella europea stanno alla finestra sperando che la guerra in Iran non continui per settimane, dal Golfo Persico dipendono le sorti di tanti paesi.
L’economia globale e quella europea stanno alla finestra sperando che la guerra in Iran non continui per settimane, dal Golfo Persico dipendono le sorti di tanti paesi.
Le elezioni generali del 26 marzo nelle Fær Øer hanno premiato una forza indipendentista, ma il nuovo quadro politico impone un compromesso con partiti unionisti. Il voto conferma così che la questione nazionale resta centrale, intrecciata però a fratture sociali, ideologiche e territoriali.
Le elezioni locali del 29 marzo hanno consegnato alle liste che sostengono il presidente Aleksandar Vučić una vittoria netta in tutti i dieci comuni chiamati al voto. Il risultato ridimensiona la retorica occidentale sulla “crisi terminale” della Serbia e rafforza una linea politica fondata su stabilità, sovranità e rifiuto delle pressioni esterne.
Dopo la batosta delle municipali del novembre 2025, le legislative anticipate del 24 marzo hanno confermato l’indebolimento dei socialdemocratici della premier Mette Frederiksen. L’Alleanza Rosso-Verde diventa la seconda forza del Paese, ma si registra anche la forte avanzata dell’estrema destra nazionalista.
Poche settimane dopo l’insediamento del governo di minoranza guidato da Rob Jetten, le elezioni municipali olandesi del 18 marzo hanno mostrato un dato politico importante: nelle grandi città la sinistra resta forte, e in alcuni casi si rafforza, mentre il centro governativo non sfonda davvero.
La crisi dell’automotive europeo sta favorendo una riconversione silenziosa verso il settore militare, presentato come sbocco industriale e tecnologico. Tra innovazione importata, capacità produttiva inutilizzata e fondi pubblici, prende forma un riassetto opaco sottratto al dibattito democratico.
Il secondo turno del 22 marzo non consegna alla Francia un nuovo equilibrio, ma una polarizzazione più netta. La crescita de La France Insoumise e le riconquiste comuniste convivono con l’espansione territoriale del RN, mentre il centro presidenziale mostra tutta la propria fragilità.
La nuova riforma degli Istituti Tecnici minaccia di colpire ancora una volta la Geografia, riducendone drasticamente lo spazio formativo. È una scelta miope che impoverisce la scuola italiana e priva le nuove generazioni degli strumenti per comprendere il mondo contemporaneo.
Leonardo accelera nel nuovo ciclo di riarmo europeo saldando difesa militare e controllo digitale. Tra il progetto Michelangelo e l’operazione Becrypt prende forma una filiera integrata della guerra, nella quale sicurezza, tecnologia e profitto tendono a concentrarsi nelle mani di pochi gruppi industriali.
Il memorandum tra Confindustria Nautica e Guardia di Finanza, firmato a Roma il 20 marzo, solleva interrogativi politici che vanno oltre la cooperazione dichiarata: trasparenza negata, militarizzazione dell’istruzione e possibile riconversione delle infrastrutture portuali impongono un’immediata verifica pubblica.