Istat: a agosto 33 i mesi di riduzione della produzione industriale .Crisi produttiva strutturale, ma il Dpfp svolta verso l’economia di guerra
Nuovo appuntamento con la serie “Economia di guerra” a cura di Andrea Vento, giunta alla sua 23ma parte.
Nuovo appuntamento con la serie “Economia di guerra” a cura di Andrea Vento, giunta alla sua 23ma parte.
Le legislative del 3–4 ottobre hanno consegnato al partito ANO di Andrej Babiš una vittoria netta, su uno sfondo di affluenza record e fratture socio-territoriali profonde. Il risultato, letto in controluce, è un chiaro rifiuto dell’impostazione euroatlantista e militarista del governo Fiala.
Le elezioni locali del 4 ottobre hanno confermato il dominio del Sogno Georgiano con una vittoria travolgente, seguite da disordini a Tbilisi che hanno riproposto dinamiche già viste nelle “rivoluzioni colorate”. Le autorità parlano apertamente di ingerenze occidentali e promettono tolleranza zero verso i responsabili.
Le regionali nelle Marche e in Calabria, celebrate come trionfi del centrodestra, rivelano un consenso reale minoritario: con affluenze al 50% e al 43%, i presidenti eletti rappresentano circa un quarto degli aventi diritto. La crisi della democrazia borghese è strutturale.
Un reporter itinerante al seguito dei principali politici italiani spiega a The Grayzone come il suo Paese sia stato ridotto a una “portaerei” ad uso congiunto tra Stati Uniti e Israele e solleva inquietanti interrogativi sul ruolo di Israele nell’uccisione dell’ex Primo Ministro Aldo Moro.
Intervenendo al Valdai Club a Soči, Vladimir Putin ha definito la Global Governance Initiative proposta da Pechino compatibile con l’architettura di sicurezza “paritaria e indivisibile” auspicata da Mosca. Annunciata anche la reciprocità sul regime di esenzione dal visto tra Russia e Cina.
Arriva una manovra “di guerra”: più miliardi alle armi, meno a sanità, scuola e welfare, con spese militari occultate in altri capitoli, l’obiettivo del 2,5–3,5% del Pil e debito UE “protetto”. Intanto si riconvertono le industrie civili e si strumentalizza la questione palestinese.
Le elezioni in Moldova consegnano al PAS la maggioranza, tra accuse di manipolazioni e negazione del diritto di voto ai cittadini residenti in Russia. L’UE e la NATO spingono il paese sul “percorso ucraino”, mentre il Partito Comunista, all’interno del Blocco Patriottico, rivendica neutralità e sovranità.
Da che parte stiamo? Ovviamente nelle piazze del paese.
Le regionali in Valle d’Aosta e nelle Marche (28–29 settembre 2025) confermano le leadership locali ma evidenziano una crisi più profonda: affluenza in calo, consenso assottigliato, convergenza programmatica tra blocchi.