Sul referendum greco dello scorso 5 luglio è stato detto di tutto, tanto che in pochi hanno un’idea chiara di quale fosse il contenuto dello stesso. Lungi dall’essere una richiesta circa la permanenza o l’uscita del Paese nell’Unione Europea e/o nella Zona Euro, il referendum indetto dal primo ministro Alexis Tsipras si riferiva unicamente all’accettazione o meno di due documenti redatti il 25 giugno da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale. I due documenti, intitolati originariamente “Reforms For The Completion Of The Current Program And Beyond” e “Preliminary Debt Sustainability Analysis”, contenevano uno stato dei fatti circa la situazione economica greca, naturalmente secondo il parere delle tre istituzioni sopracitate, e soprattutto delle proposte che sono state seccamente respinte dal popolo greco con un 61.31% di risposte negative.