Europa

Lotta: Itaev accusato di “terrorismo”. La sua colpa è essere ceceno

Lotta: Itaev accusato di “terrorismo”. La sua colpa è essere ceceno

La nevrosi collettiva che colpisce dopo degli eventi traumatici, come lo sono stati i recenti attentati di Parigi, porta spesso a coinvolgere persone che poco hanno a che fare con queste tristi vicende. Questa volta, a farne le spese è stato un lottatore della nazionale francese, Saïd Ahmed Itaev, la cui carriera potrebbe essere finita all’età di trentatré anni. Itaev, infatti, è stato considerato dalla polizia come un soggetto sospettato di fondamentalismo e quindi potenziale terrorista, e dunque dovrà recarsi in commissariato ben tre volte al giorno (alle 9:00, alle 14:00 ed alle 19:00), fatto che potrebbe impedirgli di disputare i Campionati Francesi e di coltivare il suo sogno olimpico.

Bielorussia: Lukashenko stravince e vuole la fine delle sanzioni

Bielorussia: Lukashenko stravince e vuole la fine delle sanzioni

Domenica 11 ottobre, i cittadini della Bielorussia sono stati chiamati alle urne per le elezioni presidenziali. Senza sorpresa alcuna, ad imporsi è stato il capo di stato in carica, il sessantunenne Aleksandr Lukašenko, che guida il Paese dal 1994, essendo stato l’unico presidente del Paese dalla fine dell’Unione Sovietica. Secondo i risultati ufficiali, Lukašenko avrebbe collezionato l’84.09% dei consensi per ottenere il suo quinto mandato.

Gran Bretagna, con Jeremy Corbyn un’occasione storica per la sinistra nella patria del liberismo

Gran Bretagna, con Jeremy Corbyn un’occasione storica per la sinistra nella patria del liberismo

Lo diciamo subito, prima di essere fraintesi: il sessantaseienne Jeremy Corbyn non sarà colui il quale cambierà radicalmente il sistema economico inglese, non attuerà nessuna rivoluzione e non sarà colui che sconfiggerà l’iperliberismo imperante nel mondo contemporaneo. Ma il fatto stesso che Corbyn sia il favorito per raccogliere la leadership del Labour Party e che considerato da molti come un possibile futuro candidato al posto di premier del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord rappresenta di per sé una svolta storica in quelle che sono le dinamiche della politica d’oltremanica.

Il paradosso belga sui rifugiati: nazionalisti favorevoli, socialisti contrari

Il paradosso belga sui rifugiati: nazionalisti favorevoli, socialisti contrari

Un dibattito che tiene banco in tutti i Paesi europei ai nostri giorni è quello sull’accoglienza ai rifugiati, figura che si distingue dal migrante in generale, in quanto il termine “rifugiato” viene indicato per designare un individuo che “temendo a ragione di essere perseguitata per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale Paese”, come recita il primo articolo della Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del 1951.

Regolamento di Dublino: applicazione e critiche

Regolamento di Dublino: applicazione e critiche

In merito ad un nostro articolo sulle posizioni xenofobe del governo ungherese di destra guidato da Viktor Orbán, abbiamo letto alcuni commenti, sul sito e sui social network, che portavano a sostegno delle posizioni del premier magiaro il “Trattato di Dublino”, ed abbiamo dunque ritenuto opportuno scrivere un apposito articolo per meglio informare chi volesse continuare a parlare dell’argomento in modo più oculato. Un po’ come siamo stati costretti a fare qualche tempo fa con la Corte Europea di Strasburgo, quando ne spigammo il funzionamento e le competenze a chi voleva parlarne senza conoscere la materia in questione.

La Russia formula nuove rivendicazioni sul Mar Glaciale Artico

La Russia formula nuove rivendicazioni sul Mar Glaciale Artico

Il Mar Glaciale Artico è apparentemente solo una enorme distesa di acqua ghiacciata, non trattandosi neppure di terra ferma, al contrario dell’Antartide, che è invece un vero e proprio continente. Ma la Russia sa bene quante risorse inesplorate potrebbero celare i fondali dell’Artide, ed ha sottoposto una rivendicazione presso le Nazioni Unite nella giornata di martedì. Secondo le autorità della Federazione Russa, il Paese avrebbe il diritto di sfruttare le risorse del Mar Glaciale Artico grazie ai “decenni di ricerche scientifiche condotte dal governo russo”.

Eurodeputato spagnolo difende il Venezuela: minacciato di morte

Eurodeputato spagnolo difende il Venezuela: minacciato di morte

Quarantaseienne galiziano, Javier Couso Permuy vanta una lunga militanza politica, che lo ha portato ad entrare nel parlamento europeo in rappresentanza di Izquierda Unida, il partito della sinistra spagnola. Autore un documentario che denuncia la manipolazione operata dai mass media e promotore di numerose iniziative per la difesa dei diritti sociali, Couso è abituato ad avere molti nemici tra i potenti di Spagna e d’Europa, ma questa volta ha ricevuto addirittura delle minacce di morte, come ha denunciato egli stesso di recente, per aver difeso al Parlamento di Bruxelles il Venezuela dagli attacchi mediatici dell’Unione Europea.

Grecia, nuove ambiguità nel governo: conflitto tra Tsipras e Skourletis?

Grecia, nuove ambiguità nel governo: conflitto tra Tsipras e Skourletis?

Di linee politiche differenti all’interno del governo greco attuale se ne sono già viste: a tutti è noto il caso dell’ormai ex ministro dell’economia Yanis Varoufakis, entrato in contrasto con la Realpolitik di Alexis Tsipras nel tentativo di restare più fedele a quello che era il programma elettorale della sinistra ellenica. Le recenti scelte di Tsipras, poi, hanno creato ulteriori spaccature all’interno di SYRIZA (ΣΥΡΙΖΑ, Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς – Synaspismós Rizospastikís Aristerás), mettendo a repentaglio, quanto meno in alcune fasi, l’esistenza stessa del governo di sinistra. Le notizie delle ultime ore sembrano mostrare ulteriori ambiguità all’interno delle scelte del governo, con il primo ministro che sembra fortemente intenzionato a chiedere un nuovo prestito al Fondo Monetario Internazionale (FMI), mentre il ministro dell’energia Panos Skourletis si oppone alla privatizzazione dell’ente nazionale dell’energia elettrica. Ma facciamo un po’ d’ordine.

Ungheria: il governo di Orbán sempre più xenofobo, l’Europa lascia fare

Ungheria: il governo di Orbán sempre più xenofobo, l’Europa lascia fare

Primo ministro ungherese dal 2010 (lo era già stato dal 1998 al 2002), il cinquantaduenne Viktor Orbán si è da sempre caratterizzato come uno degli uomini più rappresentativi della destra nazionalista e conservatrice. Il numero uno del partito Fidesz (Fidesz – Magyar Polgári Szövetség) è stato già più volte criticato dall’opposizione e dagli osservatori internazionali per le modifiche ad hoc fatte alla legge elettorale, la censura dell’informazione ed il controllo della politica sulla magistratura, ma allo stesso tempo il suo modo di fare e di esprimersi gli ha portato tanti consensi presso l’elettorato magiaro. Il motivo è molto semplice: Orbán dice quello che le persone vogliono sentirsi dire, parlando più alla pancia che alla testa delle persone, con frasi ad effetto, molto spesso violente, che potrebbero ricordare quelle di alcuni politici nostrani, a partire da Matteo Salvini.