La scuola che non vogliamo: a proposito della circolare del Ministro Valditara
Non credere, non obbedire e non combattere. Fermiamo la normalizzazione repressiva della scuola da parte del ministro Valditara.
Non credere, non obbedire e non combattere. Fermiamo la normalizzazione repressiva della scuola da parte del ministro Valditara.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del prof. Angelo d’Orsi sull’annullamento della conferenza “Russofobia, russofilia, verità”, prevista il 12 novembre a Torino. La conferenza è stata successivamente ripristinata e si terrà alle ore 21 di questo mercoledì.
Firmato il CCNL Funzioni Locali 2022–2024: aumento medio del 5,78% contro un’inflazione del 17%, con perdita netta di potere d’acquisto. Norme peggiorative su orari e progressioni, spinta al welfare aziendale e indebolimento delle RSU sanciscono il trionfo della miseria salariale.
Da trent’anni la cultura viene impoverita e precarizzata; ora, con la manovra e l’economia di guerra, rischia di diventare la prima vittima: musei chiusi per eventi militari, personale allontanato, appalti al ribasso. La CUB rilancia la mobilitazione contro militarizzazione e tagli.
Mentre l’industria va a picco e l’economia a rilento il governo si preoccupa di aumentare le spese militari.
Detassare i premi o aumentare davvero i salari? E privilegiare il welfare aziendale o ricostruire uno stato sociale universale? La Manovra 2026 spinge su bonus e flat tax, ma scambia salario con benefit, svuota i CCNL e scarica sul pubblico il conto della privatizzazione.
Radio Grad esprime piena solidarietà a Cestes e all’Osservatorio: il 4 novembre l’aggiornamento “La scuola non si arruola”, con oltre 1.300 adesioni, è stato sospeso dal ministero. Un atto censorio che colpisce libertà d’insegnamento e di critica al riarmo, mentre si spalancano le scuole alla propaganda militare.
Tra retorica ESG e realtà dei mercati, i fondi europei raddoppiano in tre anni le quote nelle aziende d’armi: coesione sociale e transizione ecologica cedono al riarmo. Banca Etica denuncia: finanza “woke” a parole, guerrafondaia nei portafogli, dopo inchieste e dati Sipri-Bloomberg.
Contratti firmati al ribasso, aumenti al 6% contro un’inflazione tripla, indennità corporative e detassazioni-vetrina: la PA paga il conto di una manovra che spinge sul riarmo e svuota il welfare.
Presentata come redistributiva, la Finanziaria 2026 consolida sgravi e detassazioni favorevoli alle imprese, mentre sanità e welfare restano sottofinanziati e le spese militari crescono con Rearm-EU. Irpef ritoccata, straordinari detassati, misure-spot: il ceto medio paga, i redditi alti brindano; sindacati divisi.