La povertà in Italia
La Fotografia dell’ISTAT commentata da Rodrigo Rivas.
La Fotografia dell’ISTAT commentata da Rodrigo Rivas.
Fondi ai Comuni tra annunci e incertezze: 150 milioni per il salario accessorio ancora nebulosi, risorse contrattuali insufficienti e flat tax al 15% su indennità che vale pochi euro al mese. Benefici minimi, TFR da 12 a 9 mesi: briciole e beffe.
Con il 47,73% di affluenza, anche la Toscana conferma la sfiducia nel sistema elettorale. Allo stesso tempo, Antonella Moro Bundu ottiene il 5,18%, ma Toscana Rossa resta fuori dal Consiglio regionale. Annunciato ricorso per riconteggio e chiarimenti sul voto disgiunto.
Mentre il Governo incensa la Manovra come equa e solidale, il testo annuncia meno progressività fiscale, sgravi alle imprese e vantaggi ai ceti alti. Salari e welfare restano al palo, la classe media paga il drenaggio fiscale. Cisl e Uil applaudono.
Ottimismo di facciata sull’occupazione, flat tax che favorisce i redditi alti, manovra 2026-2028 centrata su tagli fiscali e deroghe pro-difesa. Mentre il drenaggio fiscale erode i salari reali, welfare e lotta alla povertà restano sottofinanziati. A pagare il conto saranno lavoratrici e lavoratori.
Una manovra pesante, ma solo per le spese militari.
Una finanziaria che parla di crescita ma taglia il sociale: niente rilancio di salari e pensioni, sanità e scuola al palo, welfare senza risorse, prevenzione del dissesto ignorata. Mentre si abbassano le tasse a vantaggio dei redditi forti, aumentano spese militari, debito Ue per il riarmo e l’età pensionabile.
Il rapporto Istat 2024 fotografa un paese più povero: 2,2 milioni di famiglie (5,8 milioni di persone) in povertà assoluta e quasi 8,8 milioni in relativa. Migranti e lavoratori pagano l’erosione salariale, con divari territoriali crescenti e welfare insufficiente.
Questa comunicazione, presentata ai sensi dell’art. 15 dello Statuto di Roma, espone elementi di fatto e di diritto sulla situazione a Gaza e sulla responsabilità italiana, chiedendo alla CPI l’immediato esame preliminare e la possibile apertura di un’indagine formale.
Nuovo appuntamento con la serie “Economia di guerra” a cura di Andrea Vento, giunta alla sua 23ma parte.