L’Italia si appresta ad inviare il 12° pacchetto di aiuti militari all’Ucraina
Mentre l’industria va a picco e l’economia a rilento il governo si preoccupa di aumentare le spese militari.
Mentre l’industria va a picco e l’economia a rilento il governo si preoccupa di aumentare le spese militari.
Detassare i premi o aumentare davvero i salari? E privilegiare il welfare aziendale o ricostruire uno stato sociale universale? La Manovra 2026 spinge su bonus e flat tax, ma scambia salario con benefit, svuota i CCNL e scarica sul pubblico il conto della privatizzazione.
Radio Grad esprime piena solidarietà a Cestes e all’Osservatorio: il 4 novembre l’aggiornamento “La scuola non si arruola”, con oltre 1.300 adesioni, è stato sospeso dal ministero. Un atto censorio che colpisce libertà d’insegnamento e di critica al riarmo, mentre si spalancano le scuole alla propaganda militare.
Tra retorica ESG e realtà dei mercati, i fondi europei raddoppiano in tre anni le quote nelle aziende d’armi: coesione sociale e transizione ecologica cedono al riarmo. Banca Etica denuncia: finanza “woke” a parole, guerrafondaia nei portafogli, dopo inchieste e dati Sipri-Bloomberg.
Contratti firmati al ribasso, aumenti al 6% contro un’inflazione tripla, indennità corporative e detassazioni-vetrina: la PA paga il conto di una manovra che spinge sul riarmo e svuota il welfare.
Presentata come redistributiva, la Finanziaria 2026 consolida sgravi e detassazioni favorevoli alle imprese, mentre sanità e welfare restano sottofinanziati e le spese militari crescono con Rearm-EU. Irpef ritoccata, straordinari detassati, misure-spot: il ceto medio paga, i redditi alti brindano; sindacati divisi.
Il “welfare aziendale” viene venduto come un vantaggio esentasse, ma in realtà scambia salario e diritti universali con servizi privati gestiti da imprese e sindacati concertativi. Così si indeboliscono stato sociale, sanità pubblica e previdenza, mentre aumenta il potere degli enti bilaterali e dei privati.
Le prime bozze della Finanziaria 2026 vengono vendute come «redistributive», ma riduzione Irpef e detassazioni su straordinari e rinnovi premiano imprese e ceti medi, drenando risorse dal welfare. Bonus e carte sconto sostituiscono salario e diritti, mentre sanità e pensioni restano scoperte.
Salvador Allende e la memoria di Cinisello Balsamo nel frullatore dei seguaci di “Erodoto Sechi”.
Da 40 anni i salari italiani perdono potere di acquisto, ancora una volta, in occasione della Legge di Bilancio, non si intravede una inversione di marcia.